Franco Battiato, cinque anni dopo: la Sicilia ricorda il maestro della musica e del pensiero

di Giuliano Spina

Franco Battiato: cinque anni senza il maestro

18 maggio 2026, una data che in primis i siciliani, ma anche gli italiani difficilmente dimenticano. Cinque anni fa infatti ci lasciava il maestro Franco Battiato, uno dei pilastri della musica italiana, che nel corso della sua carriera ha regalato agli ascoltatori un vasto repertorio che comprendeva sia la musica impegnata, genere per il quale era particolarmente conosciuto, ma anche il rock progressivo e persino il genere elettronico.

Gli inizi della carriera tra Roma e Milano

Battiato cominciò la sua carriera musicale abbastanza giovane, quando si trasferì prima a Roma e poi a Milano e proponendo canzoni legate anche alla contestazione giovanile, ma la notorietà vera e propria arrivò all’inizio degli anni ’80 con il brano La voce del padrone. Nel 1981 vinse il Festival di Sanremo, seppur come autore, con la canzone Per Elisa, interpretato per l’occasione da Alice.

Da allora sono arrivati altri successi indimenticabili come I Treni di Tozeur, Centro di Gravità Permanente, La Cura, Di Passaggio e persino anche un brano che in molti avranno sentito, ma che forse in pochi sanno che è suo, ovvero Propriedad Prohibida, noto per essere la storica sigla musicale dell’approfondimento Rai del Tg2, Dossier.

Il legame tra Battiato e la Sicilia

Nel corso della sua carriera ha mantenuto una forte sensibilità per i problemi che da sempre affliggono la nostra Isola, in particolar modo la corruzione e il clientelismo, ma questo suo impegno si è tradotto spesso nello sposare cause importanti, come quando negli anni ’90 l’allora sindaco di Catania, Enzo Bianco, gli affidò l’incarico di direttore artistico dell’Estate Catanese, iniziativa votata alla promozione di eventi musicali. O ancora la carica di assessore regionale al Turismo, allo Sport e allo Spettacolo, seppur per pochi mesi, all’interno della giunta capitanata da Rosario Crocetta e quella, sempre di direttore artistico, del festival La natura della mente.

Milo e la scelta di una vita lontana dai riflettori

Importante anche la grande amicizia con il paroliere Manlio Sgalambro, suo vero e proprio braccio destro in diverse iniziative, ma soprattutto la sua scelta di vivere gli ultimi anni della sua vita a Milo, lontano dal caos cittadino per comporre i suoi brani. La Sicilia sente ancora forte l’insegnamento di un intellettuale che a qualcuno poteva sembrare schivo, ma al contempo molto vicino alla gente.

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