La Fonte Aretusa: attrazione per i viaggiatori nell’epoca del Grand Tour

di Giuliano Spina

La Fonte Aretusa a Siracusa, uno dei gioielli della natura tra i monumenti più rappresentativi della città di Archimede, ma tesoro artistico naturale a tutti gli effetti.

Cos’è la Fonte Aretusa e da dove nasce

Le sue origini risalgono infatti nell’antichità, per via della falda freatica che alimenta il fiume Ciane nel lato opposto rispetto al porto. Attualmente rappresenta una delle principali attrazioni dell’isola di Ortigia, ma la sua origine è tutta da scoprire nel dettaglio e a mostrarla è la guida turistica Pietro Piazza.

«La Fonte Aretusa – spiega Piazza – è una sorgente d’acqua dolce che arriva dal sottosuolo di Ortigia, precisamente da una falda acquifera che si trova sotto, ma che in realtà è alimentata da una falda ancora più grande che si trova nell’altro del porto grande, oggi contrada Isola. Questa falda più grande per caduta alimenta la falda che c’è sotto Ortigia, quindi questa acqua dolce si trova sotto il fondo del porto grande poi spunta sull’isola di Ortigia, dove appunto c’è la Fonte Aretusa. Il porto grande ha una profondità di 27 metri e la falda di trova ancora più giù. Alcuni pensavano che la falda fosse direttamente sotto Ortigia, ma i geologi negli anni passati hanno individuato la falda principale nell’altro lato del porto grande, verso sud».

Gli interventi spagnoli nel Cinquecento e il volto ottocentesco

Le origini storiche della Fonte Aretusa risalgono «alle ere geologiche siciliane, quando la massa calcarea che costituisce le province di Siracusa e Ragusa è emersa dal fondo del mare, quindi durante le ere geologiche. Nell’antichità era nota però per tutto un altro aspetto rispetto a quello attuale. Era aperta sul mare e quella che vediamo oggi è il frutto di un rifacimento del tardo Ottocento, che in realtà era il rifacimento di una sorta di laghetto creato dagli spagnoli nel Cinquecento per incanalare l’acqua della Fonte Aretusa. L’acqua dolce usciva direttamente a contatto con l’acqua salata e soprattutto quando c’erano le maree queste due acque si mescolavano. Per questo motivo i Greci non sapevano che esistevano le falde acquifere. Se lo spiegarono creando il mito di Aretusa».

Tornando a quanto fatto dagli spagnoli nel Cinquecento «essi avevano chiuso lo spazio davanti alla Fonte per creare una specie di cisterna dalla quale prendere l’acqua. Nel tardo Ottocento la Fonte assunse l’aspetto attuale perché vennero realizzate le ringhiere e tutto l’ideale per fare le passeggiate. Quello spazio utilizzato oggi come punto panoramico originariamente era un bastione per proteggere la Fonte durante il periodo degli spagnoli. Avere una sorgente d’acqua perenne dentro per chi vive è una fortuna. Per una città di mare era ancora meglio e i Greci si insediarono sull’isola di Ortigia perché era rocciosa, ben difendibile, con due porti naturali e con una sorgente d’acqua dolce».

La Fonte Aretusa nell’epoca del Grand Tour

I problemi però in passato non mancarono «nell’ambito dei lavori di restauro del Ponte Umbertino si andò a intaccare la falda sotto Ortigia e ci fu un momento in cui dentro la Fonte Aretusa non c’era più acqua. La società che gestiva l’acqua pubblica a Siracusa fu costretta a immettere acqua proveniente dai serbatoi cittadini. La particolarità artistica risiede nel fatto che la Fonte Aretusa è stata immortalata in tantissimi disegni e dipinti durante l’età del Gran Tour. I viaggiatori erano attirati dalla leggenda di Aretusa e venivano a vederla lasciando in alcuni casi disegni o rappresentazioni artistiche molto belle, che testimoniano come era la fonte prima del tardo Ottocento. Questo aspetto di passeggiata romantica le dà un aspetto di pregio, anche se la parte bassa alcuni anni fa fu interessata dalla costruzione di un solarium che deturpava il panorama ponendosi davanti al bastione».