La leggenda della Fata Morgana tra Sicilia e Calabria
Tra le storie avvolte nel mistero in Sicilia c’è anche quella che ha come protagonista la Fata Morgana, nota anche come la sorella di Re Artù, che fu vista mentre usciva dalle acque dello Stretto di Messina dal re normanno Ruggero su un cocchio portato avanti da sette cavalli. Lo stesso cocchio venne offerto dalla fata al re per fargli raggiungere la Sicilia.
Perché il miraggio compare nello Stretto di Messina
Per facilitargli il compito sempre la fata Morgana lanciò in acqua tre pietre bianche che si trasformarono magicamente in dei palazzi colorati. Malgrado il re avesse respinto la proposta da allora nelle mattine sullo Stretto di Messina si verifica un fenomeno particolare, di cui parla lo scrittore Giandomenico Ruta.
«La sorella di Re Artù – spiega Ruta – creava un miraggio di castelli in aria e si paesaggi inesistenti per attirare i marinai e catturali o farli comunque annegare. Nello Stretto di Messina con determinate condizioni atmosferiche la costa messinese appare talmente vicina a quella del Reggino tanto da creare dei palazzi senza il mare di mezzo. Questo crea la cosiddetta illusione della Fata Morgana».
Come nasce l’illusione ottica della Fata Morgana
La figura di re Ruggero unisce diverse altre figure, in quanto «i vari invasori che hanno tentato di conquistare la Sicilia vengono accomunati in un re normanno, che cercò di conquistare Messina e la Sicilia, ma che in realtà fu tratto in inganno da questo miraggio cadendo nelle acque e annegando senza portare a compimento i suoi obiettivi. Questo fenomeno atmosferico nasce da tutte queste cose, con degli agenti atmosferici tipici del periodo estivo. Nel tempo è successo più volte, anche se è una condizione rara che viene vista dai marinai, che la mattina presto vanno a pescare e che quindi sono testimoni di ciò».
Il fenomeno atmosferico
Lo scenario atmosferico sarebbe comunque il seguente: «La luce solare incontra una densità di temperatura e si va a incurvare generando immagini ingrandite e distorte. L’aria fredda si incontra con quella calda e i raggi luminosi vanno nella costa calabra, vengono piegati verso il basso e c’è una curvatura che annulla la distanza tra le due sponde. E’ un fenomeno che incuriosisce e che tutti vorrebbero vedere. Lo Stretto ha delle conformazioni, con le correnti e con le condizioni climatiche perfette affinché accada questo miraggio».