L’Italia leader nella lotta all’epatite C
L’Italia consolida il proprio ruolo di leader europeo nella lotta all’epatite C, con risultati che avvicinano l’obiettivo di eliminazione entro il 2030. È quanto emerge dal convegno promosso dall’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con il Ministero della Salute italiano, dedicato alle alleanze contro le epatiti virali e le malattie del fegato. Negli ultimi cinque anni sono state sottoposte a screening per l’HCV oltre 3,1 milioni di persone e sono state identificate più di 19mila infezioni attive.
Screening HCV: i numeri degli ultimi anni
Un dato rilevante riguarda anche le circa 4mila diagnosi avviate al trattamento in soggetti senza fattori di rischio noti, segnale di quanto il sommerso resti ancora significativo. Secondo i dati presentati da Loreta Kondili, responsabile del monitoraggio nazionale dello screening HCV, “oltre 3,1 milioni di persone sono state testate e più di 19.000 infezioni attive identificate negli ultimi cinque anni”, mentre “circa 4mila diagnosi sono state avviate al trattamento in persone senza fattori di rischio noti”. Numeri che fotografano un percorso già avanzato: “L’Italia ha già dimostrato una leadership a livello europeo, con oltre 280.000 pazienti trattati, il numero più elevato in Europa, confermando l’efficacia delle strategie adottate e la necessità di proseguire con determinazione verso l’eliminazione dell’HCV entro il 2030”.
Strategie di micro-eliminazione e prevenzione
Tra le leve principali, la strategia di micro-eliminazione attraverso lo screening intraospedaliero, che prevede l’integrazione del test HCV negli esami del sangue già programmati nei percorsi clinici. Una modalità considerata semplice, sostenibile ed efficace, capace di intercettare infezioni non diagnosticate e garantire un rapido accesso alle cure, riducendo il rischio di complicanze gravi come cirrosi e tumore del fegato. L’epatite C è diventata in Italia un modello virtuoso di intervento di sanità pubblica.
I rischi nascosti e le infezioni non diagnosticate
Un punto chiave riguarda il rischio di infezione ancora presente anche in persone senza fattori evidenti, spesso legato a esposizioni avvenute in passato, come procedure odontoiatriche, trattamenti invasivi o tatuaggi eseguiti senza adeguate condizioni di sterilità.
MASLD e MASH: le nuove sfide per la salute del fegato
Accanto all’HCV cresce l’attenzione verso la malattia epatica dismetabolica (MASLD) e la sua forma più avanzata, MASH, in aumento parallelo a obesità e diabete. Con una prevalenza globale stimata oltre il 30%, queste patologie rappresentano una nuova sfida per i sistemi sanitari, per il loro impatto su cirrosi e tumori epatici. In questo contesto si inserisce l’iniziativa delle “MASH Cities”, promossa dal Global Think-tank on Steatotic Liver Disease, che punta a coinvolgere le comunità locali nella prevenzione.