Adoperare l’energia nucleare pulita e controllata? Si può fare! Uscire dalla sindrome di Chernobyl è possibile? Iniziamo a leggere Solaris, romanzo-apripista di Stanislaw Lem del 1961, e impegniamoci a tradurre in realtà i sogni, nell’interesse di tutti

di Marco Leonardi

Al solo nominare il dittico «energia nucleare», ciascuno di noi sente una goccia di sudore freddo cadere dietro la schiena. Lo puoi mascherare, puoi recitare la parte di essere “moderno”, puoi giocare ad essere documentato sull’argomento, ma niente da fare. Una narrazione catastrofista, che parte dagli eventi del 1945 targati «Hiroshima e Nagasaki» e arriva al 1986 a «Chernobyl», è stata capace di incutere terrore verso una semplice parola.

Basterebbe questa considerazione a doverci fare prorompere in un applauso liberatorio, indirizzato al Senato della Repubblica Italiana. Mercoledì 23 settembre 2026 è stata scritta una pagina di Storia, di quelle con la Maiuscola. Annotatela sul vostro diario, a beneficio dei vostri nipoti. Tra il 2033 e il 2034 entreranno in funzione, in Italia, così almeno si spera, le prime centrali “tricolori”, per l’utilizzo dell’atomo a finalità civili.

Oltre 110.000 nuovi posti di lavoro attesi, 50 miliardi di Euro di potenziale energetico atteso, fine (graduale) della dipendenza totale dal gas e dall’energia nucleare, oggi da noi italiani profumatamente pagate a vantaggio di quanti ci vendono i prodotti delle loro centrali e dei loro centri di erogazione, dalla Francia alla Russia. Ansaldo Energia, Ediso, Eni, Enel, Newcleo, Leonardo, sono solo alcuni nomi dai quali potrebbe iniziare un sogno, lo asseriamo con il condizionale, in attesa che diventi realtà possibile: l’indipendenza energetica dell’Italia da quanti fanno il cazzo che vogliono sulla nostra pelle, a partire dal prosciugamento del nostro portafoglio!

Associare il nucleare all’utilizzo delle energie rinnovabili, in sé singolarmente prese del tutto insufficienti a soddisfare il fabbisogno energetico di cui necessitiamo noi e le nostre industrie, potrebbe essere veicolato per mezzo della letteratura, delle arti, della comunicazione atta a fugare paure e cecità che ci avviluppano nella dipendenza energetica?

Riprendete a leggere lo splendido romanzo «Solaris», uscito nel 1961 come romanzo-simbolo della fantascienza costruttiva e anti-apocalittica, frutto del genio narrativo dello scrittore Polacco Stanislaw Lem (Leopoli 1921 ‒ Cracovia 2006). «L’enigma di Solaris sta tutto in questi neutrini pensanti che prendono le forme dei nostri incubi e desideri», chiosa per noi lo studioso Francesco F. Cataluccio nella postfazione ad una bellissima traduzione italiana del romanzo, oggi disponibile e pubblicata per i tipi dell’editore panormita Sellerio.

«Rassegnarsi a essere un orologio misurante lo scorrere del tempo, alternativamente rotto e riparato e nel cui meccanismo, appena messo in moto dal suo costruttore, cominciavano a scorrere disperazione e amore?». Riprende la stagione autunnale, aumenta nuovamente il consumo di energia. Quando la finiremo di chiudere gli occhi e affronteremo le sfide energetiche dell’oggi, finalizzate a creare un mondo migliore, per l’immediato domani? Riprendete «Solaris», riprendiamo a sognare.

L’atomo per usi civili, ben controllato e “pulito”, non sarà più appannaggio esclusivo di quanti ce lo vogliono vendere, a carissimo prezzo. Ben venga la forza ispiratrice che ci verrà dalla lettura di quanti hanno preconizzato l’utilizzo di nuove fonti di energia. Per parafrasare la narrativa di Lem, l’una forma di energia non escluderà l’altra. Possibile che sia ancora tabù richiedere l’integrazione energetica?

(Immagine posta a corredo del presente articolo, scelta dal prof. Leonardi a beneficio dei lettori. Per decenni, l’energia nucleare è stata materia d’ispirazione per racconti a sfondo apocalittico, incentrati sulle conseguenze catastrofiche di un olocausto nucleare per l’intero genere umano. L’opera Children of the Atom, uscita nel 1953 a firma della scrittrice statunitense Wilmar H. Shiras, è una di queste. Quando potremo, finalmente, riconsiderarci “figli dell’atomo” in un’accezione positiva, guardando ai benefici, per noi e per i nostri figli, del nucleare civile e controllato?)

Autodafé immaginato, puntata n° 76 di venerdì 25 settembre 2026