Addio a Elio Zamuto, la voce che ha accompagnato intere generazioni

di Tindaro Guadagnini

È morto a Oriolo Romano Elio Zamuto, attore e doppiatore siracusano. Aveva 85 anni. Dal cinema al piccolo schermo, fino al doppiaggio di personaggi entrati nella memoria collettiva, ha attraversato oltre mezzo secolo di spettacolo italiano.

Ci sono voci che non hanno bisogno di un volto per essere riconosciute. Voci che appartengono ai ricordi, alle serate davanti alla televisione, ai film visti e rivisti, ai personaggi che hanno accompagnato l’infanzia e l’adolescenza di intere generazioni.

Una di queste era quella di Elio Zamuto, attore e doppiatore nato a Siracusa il 1° maggio 1941 e scomparso a Oriolo Romano all’età di 85 anni.

La notizia della sua morte segna la fine di una lunga carriera nel mondo dello spettacolo, costruita tra cinema, televisione e soprattutto doppiaggio. Un percorso professionale nel quale Zamuto ha prestato la propria voce a interpreti internazionali e a personaggi diventati vere icone della cultura popolare italiana.

La voce del Dottor Procton

Per moltissimi italiani, però, il ricordo di Elio Zamuto è legato indissolubilmente a Goldrake.

Zamuto fu infatti la voce del Dottor Procton, il padre di Actarus e direttore del Centro di Ricerche Spaziali nella celebre serie Atlas UFO Robot, conosciuta dal grande pubblico semplicemente come Goldrake.

Era il 1978 quando il robot arrivò sugli schermi italiani e contribuì a cambiare per sempre il rapporto tra i bambini e la televisione. In quel mondo fatto di astronavi, battaglie spaziali, mostri e robot, la voce di Zamuto dava al Dottor Procton autorevolezza e umanità.

Per una generazione cresciuta con Goldrake, quella voce è rimasta impressa nella memoria.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti del mestiere del doppiatore: un artista può diventare familiare a milioni di persone senza che il pubblico ne conosca necessariamente il volto. La sua interpretazione entra nella vita quotidiana e rimane legata per sempre ai personaggi ai quali ha dato voce.

Dal cinema alla televisione

Prima e parallelamente al lavoro nel doppiaggio, Zamuto aveva avuto una significativa esperienza come attore.

Nel corso degli anni Settanta aveva preso parte a numerosi film del cinema italiano, in particolare a produzioni poliziesche e di genere. Tra i titoli figurano Napoli violenta, La banda del trucido e Milano violenta. Nel 1979 recitò anche in Agenzia Riccardo Finzi… praticamente detective, con Renato Pozzetto.

Anche la televisione lo vide protagonista di diverse produzioni. Tra i suoi ruoli quello del capo della sezione rapine Alberto Argento nella serie Qui squadra mobile.

Ma sarebbe stato il doppiaggio a consegnarlo definitivamente alla memoria del pubblico.

Da Tom Selleck a Apollo Creed

La carriera di Zamuto nel doppiaggio è particolarmente ricca.

Fu la voce italiana di Tom Selleck nella prima serie di Magnum, P.I., contribuendo a costruire anche per il pubblico italiano l’identità vocale dell’investigatore privato più famoso della televisione americana.

Prestò inoltre la propria voce ad attori come Donald Sutherland, James Caan e Steven Bauer.

Tra i personaggi più celebri doppiati da Zamuto c’è anche Apollo Creed, interpretato da Carl Weathers nel primo Rocky: un’altra interpretazione rimasta impressa nella memoria cinematografica degli spettatori italiani.

E poi ancora la televisione, con la voce di Horst Tappert ne L’ispettore Derrick, e tanti altri ruoli che raccontano la vastità di una carriera sviluppatasi nell’arco di decenni.

Una voce, tanti ricordi

Il valore di un doppiatore si misura anche dalla capacità di diventare invisibile e, allo stesso tempo, indispensabile.

Lo spettatore vede Tom Selleck, Carl Weathers o i personaggi animati sullo schermo, ma ascolta una voce italiana che deve restituire emozioni, carattere e personalità. Zamuto apparteneva a quella straordinaria generazione di professionisti che ha contribuito a rendere il doppiaggio italiano una vera eccellenza.

La sua scomparsa non riguarda quindi soltanto il mondo del cinema e della televisione.

Riguarda anche milioni di spettatori che, ascoltando una sua interpretazione, ritrovano un frammento della propria infanzia.

E per tanti siciliani, e in particolare per i siracusani, c’è anche l’orgoglio di sapere che quella voce apparteneva a un artista nato nella propria città e capace di costruire, lontano dalla Sicilia, una carriera di grande rilievo.

Elio Zamuto se ne va, ma le sue voci restano. Restano nei film, nelle serie televisive e soprattutto nei ricordi di chi, davanti a un televisore, sentì per la prima volta il Dottor Procton parlare di Goldrake e dell’eterna battaglia contro le forze di Vega.

E forse è proprio questo il modo migliore per ricordarlo: non soltanto attraverso l’elenco dei suoi lavori, ma attraverso le emozioni che quelle voci hanno saputo lasciare.

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