Ekipe Orizzonte conquista la Coppa Italia
Un nuovo successo è arrivato poco meno di una settimana fa per la Catania sportiva con la Coppa Italia vinta dall’Ekipe Orizzonte. La squadra di Martina Miceli ha battuto nella finale giocata alla piscina del Centro Federale Scandone di Napoli la Pallanuoto Trieste 11-7.
Le emozioni della centroboa Gaia Gagliardi
Un successo che conferma il grande lavoro di squadra per una delle più blasonate squadre della pallanuoto femminile a livello europeo. A questo successo però hanno contribuito alcune giocatrici. Tra di loro c’è il centroboa Gaia Gagliardi, che spiega come per lei questo trofeo sia davvero importante, specialmente per il tempo che è passato dalla vittoria precedente.
«Per me questo è il quarto a Catania – ha detto la Gagliardi – ed è la mia seconda Coppa Italia a livello sportivo, ma soprattutto con il club, perché la prima l’avevo vinta al mio primo anno. Riconfermarsi dopo due anni che questo trofeo non arrivava è sempre un piacere. Siamo felici, ma è il primo scalino di un lungo percorso e quindi mettiamo tutte le energie positive e l’ottimo risultato in saccoccia, ma puntiamo alla fine del campionato. Adesso ci concentreremo sul campionato, ci sarà uno stop per chi andrà in nazionale e il torneo finirà verso giugno o luglio con la fase finale».
L’obiettivo campionato dopo il successo
Purtroppo quest’anno per l’Ekipe Orizzonte la Coppa Campioni non ha sortito gli effetti sperati: «Quest’anno non siamo riuscite a qualificarci e per la storia del club e per l’impegno quotidiano è un grosso rammarico. Abbiamo comunque l’ultimo impegno a Terrassa il prossimo weekend per giocare l’ultima partita del girone e sarà una partita di ottimo livello che ci servirà per amalgamarci e pensare al campionato, dove siamo seconde a due punti dalla prima, la Sis Roma, con la quale lo scontro sarà mercoledì prossimo lì a Roma per giocarci il primo posto».
La finale vinta contro Pallanuoto Trieste
Le emozioni della finale di Coppa Italia vinta comunque non si dimenticano, perché «tutte le finali sono partite a sé. Giocare una finale diversa ha cambiato le carte in gioco perché Pallanuoto Trieste è una squadra in crescita continua. Sicuramente c’era tensione, ma anche tanta voglia di vedere nuovi tipi di azioni e delle nuove situazioni. Sicuramente vincere è stata un’emozione e dà tanta energia positiva per quello che dovrà avvenire, ma anche per quello che è stato perché il buon lavoro porta sempre dei risultati. Il mio ruolo di centroboa è abbastanza dispendioso con il fatto che le regole di gioco sono cambiate. Martina sfrutta il fatto che si può utilizzare il cambio dal laterale e che per il mio ruolo ci si può concentrare di più sull’attacco. Se si sa sfruttare il cambio laterale è un’ottima cosa».
L’importanza del lavoro di squadra a prescindere dagli obiettivi
Una squadra è composta da tante individualità, ma «anche se tutte noi abbiamo il nostro carattere riusciamo sempre a trovare i punti giusti per poi sfruttarli al meglio in acqua, che penso che sia la cosa migliore per raggiungere l’obiettivo comune. Io penso che in questa Coppa Italia sia stata importante la forza di ognuna di noi sia dentro che fuori dall’acqua. Sicuramente qualcuna ha dei punti di forza più specifici per determinati reparti, ma penso che questa Coppa Italia sia stata l’esempio che ognuna di noi fa il suo, che ci mette una pezza e che si ritrova un ottimo risultato comune. Siamo quindi state tutte essenziali per questa vittoria. Martina Miceli e Tania Di Mario sono molto importanti per noi, ma il preparatore atletico Renato Caruso svolge anche il ruolo di fisioterapista e quindi per qualsiasi problema dal punto di vista fisico ci segue. Siamo pronte a essere curate per ogni cosa e con gli allenatori c’è un bel feedback. Si cerca di capire e migliorare sia per noi come giocatrici che per noi dal punto di vista umano».