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Discoteche siciliane, D’Ambra: “Le nostre aziende massacrate: ancora troppe incertezze sulle riaperture”

Le discoteche sono chiuse da ben 14 mesi: ma quando sarà possibile ripartire? A fare il punto è il vicepresidente di Assointrattenimento Gabriele D’Ambra udito ieri mattina in III Commissione Attività Produttive all’ARS.

«Dopo mesi di chiusura, esclusa una piccola parentesi estiva durata appena un mese, ancora adesso non sappiamo se, quando e come riapriremo le nostre aziende», afferma il vicepresidente di Assointrattenimento.

«Da un lato – osserva D’Ambra – abbiamo la consapevolezza dell’esposizione fisiologica di ‘contatto e socialità’ nei nostri ambienti, dall’altro assistiamo in tutti luoghi di ritrovo italiani ad assembramenti incontrollati, di fatto permessi e autorizzati. Ad aprile dello scorso anno, Assointrattenimento aveva già promosso un protocollo con le linee guida sanitarie redatto da esperti affinché potesse essere consentita la ripartenza delle nostre attività, all’aperto e in totale sicurezza. Tuttavia, le norme proposte non sono risultate utili negli intenti».

“Aziende massacrate”

«Le nostre aziende sono state massacrate economicamente da una chiusura forzata dilatata in un lasso di tempo molto esteso, ma non abbiamo perso le speranze. Nel mese di ottobre, infatti, animati da sentimenti positivi e intenti propositivi, abbiamo ottenuto un traguardo unico in Europa: la “Certificazione UNI delle Norme Anti Covid per le Discoteche ed i locali similari” per essere pronti e d’aiuto per una prossima riapertura», rassicura D’Ambra.

Se in una situazione emergenziale come quella che viviamo da oltre un anno, le attività di svago non rientrano nelle attività essenziali. Ed i lavoratori?

«In Sicilia, le discoteche e i locali di intrattenimento notturno sono diverse centinaia e decine di migliaia sono i lavoratori. Ci saremmo aspettati degli aiuti per cercare di resistere a questo disastro. Invece, la nostra classe politica ha deciso di escluderci dalla voce ‘spettacolo’ e collocarci in un fondo risibile da condividere con un altro settore che poco o nulla c’entra con noi. Allo spettacolo che evidentemente piace a chi legifera, sono stati destinati da maggio 2020 a oggi più di 22 milioni di euro a fondo perduto, oltre ad agevolazioni e sgravi. Mentre al nostro comparto con l’ultima Legge di Bilancio 1 milione di euro, da spartire con gli organizzatori di fiere ed eventi quali congressi e conferenze. Forse per qualcuno, e in particolare per le istituzioni, la discoteca è un luogo superfluo, qualcosa di cui si può fare a meno. Non considerando però che, invero, si tratta di luoghi in cui vigono norme di igiene e sicurezza tra le più restrittive d’Europa».

Spazio agli abusivi

«Le discoteche sono i luoghi in cui tutti quanti voi, i vostri figli e nipoti possono divertirsi in modo sicuro. Le discoteche come i locali notturni di intrattenimento – precisa D’Ambra – sono l’alternativa alle feste organizzate da gente senza scrupoli che mettono il profitto davanti la sicurezza di tutti. L’indotto lavorativo ed economico diretto e indiretto sulle nostre spalle è immenso. I nostri palchi decidono la musica che ascolterete tutto l’anno. I nostri bar influenzano ciò che tutti noi beviamo. Le nostre piste indicano la moda dei nostri giovani e meno giovani. La politica regionale e nazionale invece cos’hanno fatto?Hanno staccato la spina alle nostre aziende senza nessun aiuto economico lasciando spazio agli abusivi. Il timore è che questa situazione risulterà favorevole a chi comprerà le nostre attività per pochi spicci, e per giunta sporchi».

Il vicepresidente di Assointrattenimento, dunque, chiede l’inserimento della categoria tra i beneficiari all’articolo 104 della Legge di Bilancio che permette di ricevere contributi a fondo perduto fino a 30.000 euro per ogni impresa.

E.G.

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Redazione

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