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Si torna a ballare in anticipo in Sicilia, D’Ambra: “Ripartire nelle discoteche si può. Ma in sicurezza”

La bufera è scoppiata poche ore dopo la firma dell’ordinanza emessa dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.  Ad un’attenta lettura, infatti, ciò che sembrava un documento per la ripartenza dell’economia locale, si è trasformato per molti in un presagio di una seconda nuova ondata di contagi.

A generare tanto allarmismo è stato l’annuncio della riapertura, a partire dall’8 giugno, delle discoteche. 

« […] Nella stessa data dell’8 giugno 2020 è, altresì, autorizzata l’apertura delle c.d. discoteche, dei teatri e dei cinema all’aperto, per le quali attività dovranno essere emanate apposite linee guida regionali e, in ogni caso, esse dovranno svolgersi nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 17 maggio 2020», si legge nell’ordinanza, il prodotto di una Sicilia che scalpita per ritornare alla quotidianità.

La parola del momento: assembramento

L’ondata di polemiche che ha travolto il governo Musumeci è  implacabile. Tanti si chiedono se, effettivamente, fosse una riapertura necessaria, anche nel rispetto delle tante persone che hanno perso la vita a causa del Coronavirus. I più determinati insistono sull’impossibilità di evitare gli assembramenti in uno spazio chiuso, appellandosi alla pura incoscienza.

Ma come stanno realmente le cose? Ne abbiamo parlato con Gabriele D’Ambra, vicepresidente di Assointrattenimento.

«Siamo chiusi dal 23 febbraio e, ad oggi 19 maggio, il governo non ci ha dato certezze. Il comparto italiano è di 3500 aziende, con un indotto diretto e indiretto di 180mila dipendenti. Fino ad ora, le nostre legittime domande non hanno trovato risposte», esordisce D’Ambra, sottolineando come l’industria dell’intrattenimento sia ferma da mesi, come anche gli stipendi dei lavoratori.

«A differenza di altri settori -prosegue- noi siamo abituati da sempre a gestire gli assembramenti. Abbiamo capacità, competenze e avanzato un piano di linee guida. Dobbiamo anche essere realisti: quale decreto impedirà mai ad un 15enne, come ad un 30enne, di trovare un altro modo di divertirsi se le discoteche rimangono chiuse? Se così fosse non si farà altro che fomentare le attività abusive, le quali non opereranno di certo in sicurezza. Come si pensa di controllare un milione di giovani? Sicuramente non passeranno le loro serate perennemente seduti al pub.  O sarà il governo a concedergli un po’ di divertimento in maniera controllata, o se lo troveranno loro in maniera abusiva».

Un piano per ripartire in sicurezza

Assointrattenimento ha dunque presentato un piano dettagliato di linee guida per riaprire nella piena sicurezza del cliente. Accessi scansionati, dispositivi di sicurezza e un controllo delle classiche code con personale competente.

«I protocolli di sicurezza sono in continua evoluzione. Ma adesso che conosciamo il problema, sappiamo delineare un piano di linee guida efficaci, che potrebbero aiutarci anche nei grossi eventi. Se gli ipermercati o i negozi riescono a gestire le lunghe code, perché questo controllo non dovrebbe essere possibile nelle discoteche con addetti alla sicurezza iscritti all’albo prefettizio?», spiega il vicepresidente dell’associazione.

La direzione da seguire prevede un controllo accurato delle condizioni di salute del personale la cui estraneità al Coronavirus si dovrà dimostrare effettuando l’apposito tampone. Inoltre sarà necessario indossare guanti e mascherina nel corso del servizio.

La temperatura: ad ogni avventore sarà misurata la temperatura all’ingresso della discoteca. Se superati i 37,5° sarà negato l’accesso.

Affluenza: ogni locale si attesterà alla capienza massima.

Accesso ai bagni: per legge, le discoteche hanno l’obbligo di avere un bagno ogni 150 persone d’accesso. Dunque, con la presenza di più toilette sarà possibile monitorare con facilità le code. Inoltre, è prevista l’assunzione di un addetto che allenti e controlli la fila. Chiunque trasgredisca a queste regole verrà allontanato immediatamente.

Bar: un’altra fonte di preoccupazione è sicuramente rappresentata dal bar. D’Ambra ci illustra come, malgrado abbia un costo elevato per l’attività, ogni bar dovrà servire gli avventori con bicchieri monouso.

No agli assembramenti nelle discoteche a sì a quelli nelle zone della Movida?

La movida catanese brilla da sempre per la varietà di proposte, ma è tristemente conosciuta anche per il sovraffollamento nelle zone più frequentate.

«È inevitabile che in alcune zone si creino affollamenti nelle strade. Potrebbe capire che la responsabilità poi venga imputata al titolare di qualche attività che non centra nulla. Nelle discoteche, invece, tutto è sotto il nostro controllo e sappiamo come muoverci. Dicono “no”  agli assembramenti in discoteca, ma poi ci sono nelle vie della movida quasi abbandonate a se stesse e prive di controlli. Di questo, però, non accuso l’amministrazione comunale. Purtroppo i Comuni sono in seria difficoltà, senza un aiuto da parte del Governo: i mezzi sono sempre gli stessi, ma le disponibilità scarseggiano», conclude Gabriele D’Ambra.

Via l’ipocrisia: regole e buon senso rappresentano la chiave per non privarsi di un po’ di leggerezza nelle calde giornate estive.

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