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Covid19, nuova variante SudAfricana in vista. L’Oms in allerta: troppe mutazioni della proteina Spike

Nuova variante del virus Covid19, viene dal SudAfrica e sembra essere spaventosa. L’Oms è in allerta.

Se pensavamo di aver passato il peggio con la pandemia globale che da circa due anni attanaglia il pianeta, ci sbagliavamo. Il virus del covid sembra non lasciare scampo alcuno. Nonostante le vaccinazioni infatti il virus continua a modificarsi e sopravvivere mutando versione e dando così vita a nuove varianti.
La nuova variante scoperta arriva dal SudAfrica e appare notevolmente pericolosa a causa delle molteplici mutazioni che presenta.

La variante rilevata che spinge sotto un’altra dura prova il mondo sembrerebbe, dai dati che sino ad ora sono stati raccolti, è potenzialmente molto più resistente agli anticorpi e dunque ai vaccini.

Questa variante che avrebbe avuto origine in SudAfrica sembra presentare 32 mutazioni della proteina Spike. Si tratta della parte del virus che gran parte dei vaccini usa per innescare il sistema immunitario contro il Covid. I numeri sono circa il doppio di quelli associati alla variante Delta che avrebbe favorito la quarta ondata in Europa.

L’Organizzazione mondiale della sanità oggi si riunirà per valutare la nuova variante di Covid-19, che si teme possa essere la peggiore sino ad ora identificata. Sta a l’Oms determinare se la variante in questione debba solo essere tenuta sotto controllo al fine della ricerca e degli studi scientifici di interesse o se debba essere designata motivo preoccupazione da tenere sotto stretta osservazione.

A lanciare l’allarme sulla nuova variante sono stati gli scienziati africani a seguito di un elevato ed improvviso numero di contagi registrati pari a dieci volte superiore. Mercoledì scorso difatti nell’arco temporale di 24 ore i contagi nel paese hanno raggiunti quota 1.200 a dispetto dei 106 registrati ad inizio mese.

Il virologo Tulio De Oliviera, in una conferenza stampa d’urgenza ha asserito che la variante in questione desti non pochi turbamenti. «Purtroppo abbiamo rilevato una nuova variante che è motivo di preoccupazione in Sud Africa». La variante, che prende il nome scientifico B.1.1.529, «ha un numero molto elevato di mutazioni», ha sostenuto lo scienziato. Il ricercato ha infine manifestato la sua speranza che l’Organizzazione mondiale della sanità le attribuisca oggi il nome di una lettera dell’alfabeto greco, come successo per le varianti pregresse.

Già prima che la nuova variante fosse individuata le autorità avevano previsto una quarta ondata. Stimata a partire dalla metà di dicembre, avrebbe messo in ginocchio il SudAfrica. Questa avvalorata dai viaggi in vista del periodo delle festività natalizie.

L’NICD, l’Istituto Nazionale per le Malattie Trasmissibili gestito dal governo, dichiara che 22 casi della neo variante sono stati individuati e dunque registrati a causa del sequenziamento genomico. Sostanzialmente il gene per sopravvivere muta e cambia forma.

Il NICD ha inoltre affermato che sia il numero di casi rilevati che l’indice di positività sono in rapido aumento. Ciò in principalmente in tre delle province del Paese: Gauteng, Johannesburg (in cui è sita la capitale economica) e Pretoria (dove si trova la capitale amministrativa).

L’anno scorso, sempre in Sudafrica, era emersa la variante Beta del virus, presto soppiantata per trasmissibilità dalla Delta, originariamente rilevata in India. Lo scorso agosto invece era stata individuata una mutazione, denominata C.1.2, mai classificata come variante di interesse o che genera preoccupazione.

L’ennesimo colpo all’economia globale

Alla luce dei fatti il ministro della Sanità del Regno Unito Sajid Javid ha deciso di sospendere temporaneamente tutti i voli provenienti da sei città del SudAfrica. Stabilendo inoltre l’obbligo di quarantena per i cittadini britannici di rientro dagli Stati interessati, quali Sudafrica, Namibia, Zimbabwe, Botswana, Lesotho ed Eswatini.
Anche Israele ha bloccato una serie di voli dai Paesi a rischio. La Nuova Zelanda ha dichiarato di tenersi al passo con gli sviluppi che continuano ad emergere. Fa poi intendere che molto probabilmente, dopo la riunione dei capi della sanità, saranno possibilmente adottate nuove misure.

«Non sappiamo ancora molto su questa variante. Quello che sappiamo è che ha un gran numero di mutazioni. E la preoccupazione è che quando hai così tante mutazioni ci può essere un impatto su come si comporta il virus». Queste le parole di Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico dell’OMS per il Covid-19.

«Bisogna capire dove si trovano queste mutazioni e quali potenziali implicazioni possano avere», sostiene Van Kerkhove in relazione ai termini di trasmissibilità e di rapporto con la reazione immunitaria al virus di cui si ha conoscenza fino ad oggi.

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Elisabetta Ferlito

Inizia a scrivere per caso ed è così che d'un tratto si trova e si scopre appassionata di ciò che non è convenzionale. Per lei non conta cosa hai da dire ma come sei disposto a dirlo, quanto sei disposto a rischiare per farti ascoltare. Sostenitrice delle parole che tutti pensano ma nessuno vuole pronunciare e inguaribile amante dei dettagli, con il suo oceano di caos, è nata con la testata online 'L'Urlo', e lei in quel grido ci sguazza.

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