Confindustria Catania celebra 100 anni di storia: un secolo di imprese tra identità, innovazione e sviluppo

di Giuliano Spina

Un secolo di storia industriale, imprenditoriale e sociale racchiuso in un appuntamento simbolico e carico di significato. Confindustria Catania ha celebrato il proprio centenario con la 100ª Assemblea pubblica, intitolata “Made in Confindustria Catania – L’identità del territorio”, trasformando il Conservatorio “Vincenzo Bellini” in un luogo di riflessione sul passato e sulle prospettive future dell’economia etnea e siciliana.

L’evento ha riunito rappresentanti delle istituzioni europee, nazionali e regionali e alcuni dei principali protagonisti del mondo imprenditoriale locale, ripercorrendo il cammino dell’associazione e il contributo allo sviluppo del territorio.

Ad accogliere gli ospiti è stato il presidente del Conservatorio Carmelo Galati, mentre la conduzione è stata affidata al giornalista del Tg1 Rai Roberto Chinzari.

Busi Ferruzzi: «Catania è una comunità che continua a costruire futuro»

Cristina Busi Ferruzzi, presidente di Confindustria Catania, ha aperto i lavori sottolineando il valore del centenario.

«Cento anni non sono un numero – ha detto – ma rappresentano il lavoro, le intuizioni e le scelte di chi ci ha preceduto e ha costruito qualcosa capace di resistere nel tempo. La nostra è la storia di una comunità imprenditoriale che ha saputo affrontare le difficoltà, rinnovarsi e continuare a crescere mantenendo forte il legame con il territorio».

La presidente ha ricordato anche l’esperienza personale legata agli investimenti in Sicilia già dagli anni Sessanta.

«Questa terra ci ha accolti e ha risposto con fiducia. Oggi dobbiamo ritrovare l’orgoglio di appartenere a questo territorio. Catania è una comunità di imprese che continua a generare sviluppo, occupazione e futuro».

Da Bruxelles il messaggio di Fitto: «L’insularità può diventare un vantaggio competitivo»

Dal livello europeo è arrivato il videomessaggio del vicepresidente esecutivo della Commissione Europea per la Coesione e le Riforme, Raffaele Fitto.

Fitto ha definito il centenario come «un secolo di capacità imprenditoriale, lavoro e contributo alla crescita economica e sociale», sottolineando il legame tra sviluppo e identità territoriale.

Particolare attenzione alla strategia europea per le isole.

«L’obiettivo è trasformare l’insularità da vincolo strutturale a vantaggio competitivo. La Sicilia è un esempio di come tradizione e innovazione possano convivere».

Richiamato anche il “diritto di restare”, per favorire le condizioni dei giovani nei territori di origine.

Trantino: «Catania vive una stagione di grande vigore industriale»

Il sindaco di Catania, Enrico Trantino, ha evidenziato il momento positivo della città.

«Questi cento anni coincidono con una fase di grande vitalità per l’industria catanese, con prospettive che fino a pochi anni fa erano difficilmente immaginabili».

Un libro per raccontare un secolo di imprese

Tra i momenti centrali della giornata la presentazione del volume celebrativo “La forza delle imprese: un secolo di Confindustria Catania”, illustrato da Antonio Calabrò.

Il libro racconta la storia dell’associazione e delle aziende che hanno contribuito allo sviluppo economico del territorio.

Dai marchi storici all’innovazione tecnologica

Ampio spazio ai marchi storici dell’imprenditoria etnea con le testimonianze di Caffè Torrisi, Navimec, Acque di Casalotto, Tomarchio e Dolfin.

Il focus sulle infrastrutture ha visto gli interventi di FS Engineering, Autorità Portuale della Sicilia Orientale e SAC.

Il rettore dell’Università di Catania, Enrico Foti, ha sottolineato il ruolo della formazione.

«Investire in Sicilia significa investire nel futuro della regione».

Schifani: «La Sicilia non è più una periferia da assistere»

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha evidenziato il cambiamento economico dell’Isola.

«La Sicilia non è più una periferia da assistere, ma una piattaforma strategica del Mediterraneo».

Urso: «Catania può diventare la Milano del Sud»

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha chiuso idealmente la giornata.

«Identità e innovazione sono le leve su cui cresce il Paese. Catania può diventare la Milano del Sud grazie agli investimenti nell’agritech, nel digitale e nella chimica green».