Conan, il ragazzo del futuro: il capolavoro senza tempo di Hayao Miyazaki torna al cinema per il 45° anniversario

di Tindaro Guadagnini

Ci sono opere che non invecchiano mai. Serie animate che, pur essendo nate decenni fa, continuano a parlare al presente con una forza sorprendente. Conan, il ragazzo del futuro appartiene senza dubbio a questa categoria. L’anime diretto da Hayao Miyazaki, considerato uno dei massimi autori dell’animazione mondiale, torna finalmente nelle sale cinematografiche italiane per celebrare il 45° anniversario della sua prima trasmissione televisiva, regalando agli spettatori la possibilità di riscoprire sul grande schermo un autentico capolavoro.

L’evento cinematografico, distribuito in Italia da Animagine, progetto nato dalla collaborazione tra Dynit e Adler Entertainment, porterà nei cinema dal 9 all’11 febbraio una versione restaurata in 4K degli episodi conclusivi della serie, offrendo un’esperienza visiva completamente rinnovata senza tradire lo spirito dell’opera originale.

L’unica serie televisiva firmata da Hayao Miyazaki

Quando si parla di Hayao Miyazaki il pensiero corre immediatamente ai film dello Studio Ghibli: La città incantata, Il mio vicino Totoro, Principessa Mononoke, Nausicaä della Valle del vento e Il castello errante di Howl. Eppure, prima della nascita dello studio che avrebbe rivoluzionato il cinema d’animazione, Miyazaki realizzò quella che ancora oggi rimane la sua unica serie televisiva completamente diretta.

Prodotta dalla Nippon Animation, Conan, il ragazzo del futuro debuttò in Giappone nel 1978 con 26 episodi, ispirandosi liberamente al romanzo di Alexander Key The Incredible Tide. Lo stesso Miyazaki ne curò la regia, partecipando anche alla sceneggiatura e alla progettazione visiva, imprimendo fin da allora tutti gli elementi che diventeranno il marchio di fabbrica della sua poetica.

Una storia post-apocalittica ancora incredibilmente attuale

La vicenda si svolge nel 2028, circa vent’anni dopo una devastante guerra mondiale combattuta con armi magnetiche che ha alterato l’asse terrestre provocando l’inabissamento della maggior parte delle terre emerse.

Conan vive insieme al nonno su Remnant Island, una piccola isola sopravvissuta al cataclisma. La sua esistenza cambia radicalmente quando incontra Lana, una misteriosa ragazza inseguita dagli uomini della potente città-stato di Industria. Da quel momento inizia un viaggio ricco di avventure, amicizie, battaglie e scoperte che porterà il giovane protagonista a confrontarsi con il potere, la guerra e il destino dell’umanità.

Quella che potrebbe sembrare una semplice avventura per ragazzi affronta in realtà temi di straordinaria profondità: la distruzione ambientale, il rapporto tra tecnologia e natura, il militarismo, l’abuso del progresso scientifico, la solidarietà e la speranza in un futuro migliore.

Argomenti che, a quasi cinquant’anni dalla sua realizzazione, risultano persino più attuali rispetto al periodo in cui la serie fu concepita.

Il mondo secondo Miyazaki

Già in Conan è possibile riconoscere tutti gli elementi che renderanno celebre il regista giapponese.

La natura viene rappresentata come una forza vitale capace di rigenerarsi nonostante la devastazione causata dall’uomo.

Le macchine, gli aeroplani e le tecnologie affascinano Miyazaki, ma non sono mai considerate strumenti neutri: dipende sempre dall’uso che ne fa l’essere umano.

Le figure femminili sono forti, intelligenti e autonome. Lana non è una semplice principessa da salvare, ma una protagonista fondamentale per lo sviluppo della storia, anticipando personaggi iconici come Nausicaä, San o Chihiro.

Anche l’antagonista Lepka sfugge agli stereotipi del “cattivo assoluto”, incarnando invece l’ossessione del potere e la convinzione che il progresso tecnologico possa giustificare qualsiasi sacrificio.

Un capolavoro tecnico

Nonostante sia stato prodotto alla fine degli anni Settanta, Conan, il ragazzo del futuro colpisce ancora oggi per la qualità dell’animazione.

Le scene d’azione sono incredibilmente dinamiche, i movimenti dei personaggi risultano naturali e fluidi, mentre gli sfondi raccontano un mondo sospeso tra rovine industriali e paesaggi incontaminati.

L’influenza dell’animazione europea e del cinema d’avventura è evidente, così come l’attenzione maniacale di Miyazaki per il dettaglio meccanico: dirigibili, velivoli e macchinari sono progettati con una precisione quasi ingegneristica.

Il successo in Italia

In Italia la serie arrivò nel 1981, trasmessa inizialmente dalle televisioni locali prima di diventare un autentico fenomeno generazionale.

Per molti spettatori italiani, Conan rappresentò qualcosa di completamente diverso rispetto ai cartoni animati dell’epoca. Non una semplice successione di episodi autoconclusivi, ma una lunga avventura con una trama continua, personaggi che evolvevano nel tempo e una narrazione cinematografica.

Negli anni successivi l’anime è stato più volte riproposto in televisione, restaurato in home video e riscoperto da nuove generazioni di appassionati, diventando uno dei titoli più amati della storia dell’animazione giapponese nel nostro Paese.

Il ritorno sul grande schermo

Per celebrare il 45° anniversario della prima trasmissione italiana, il pubblico avrà finalmente l’occasione di vivere Conan, il ragazzo del futuro come probabilmente era stato immaginato fin dall’inizio: sul grande schermo.

L’evento cinematografico propone un montaggio restaurato in 4K degli episodi conclusivi della serie (dal 23 al 26), valorizzando la spettacolarità delle sequenze finali e la straordinaria qualità artistica dell’opera. L’iniziativa rappresenta anche il primo vero approdo cinematografico italiano della serie in questa veste restaurata ed è pensata sia per chi desidera rivivere un ricordo d’infanzia sia per chi scoprirà Conan per la prima volta.

Un messaggio che continua a parlare al presente

In un’epoca segnata dalle crisi ambientali, dalle guerre e dal dibattito sul rapporto tra uomo e tecnologia, Conan, il ragazzo del futuro appare sorprendentemente contemporaneo.

La sua forza non risiede soltanto nell’animazione o nella qualità narrativa, ma nella capacità di raccontare un futuro devastato senza rinunciare mai alla speranza.

Per Miyazaki, infatti, il progresso non coincide con il dominio sulla natura, ma con la capacità dell’essere umano di convivere armoniosamente con essa. È un messaggio semplice, ma profondissimo, che attraversa tutta la sua filmografia e che trova proprio in Conan una delle sue prime e più efficaci espressioni.

A quarantacinque anni dalla sua prima apparizione sul piccolo schermo italiano, il viaggio del giovane Conan continua dunque a emozionare, ricordandoci che il coraggio, la solidarietà e il rispetto per il mondo sono valori destinati a non passare mai di moda.