Dal decreto alla pratica educativa: opportunità e responsabilità per la scuola
Le competenze non cognitive entrano ufficialmente al centro del sistema scolastico italiano.
Non come dichiarazione di principio, ma come sperimentazione nazionale strutturata.
Con il decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito che avvia, a partire dall’anno scolastico 2025/26, una sperimentazione triennale dedicata allo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali, la scuola è chiamata a compiere un passaggio decisivo: trasformare le soft skills da tema “di contorno” a parte integrante del percorso educativo .
Cosa si intende per competenze non cognitive e trasversali
Le competenze non cognitive – spesso indicate anche come competenze trasversali o soft skills nelle scuole – includono capacità come:
- consapevolezza di sé
- gestione delle emozioni
- responsabilità
- collaborazione
- autonomia
- pensiero critico
Sono competenze che non si misurano facilmente con una verifica scritta, ma che incidono in modo diretto sul successo formativo, sulla motivazione e sulla prevenzione della dispersione scolastica.
Il decreto riconosce esplicitamente che lo sviluppo di queste competenze è funzionale a:
- migliorare gli apprendimenti
- ridurre la povertà educativa
- sostenere l’inclusione
- valorizzare talenti e potenzialità degli studenti .
La sperimentazione delle competenze: cosa prevede il decreto
La sperimentazione delle competenze non cognitive e trasversali avrà durata triennale (2025–2028) e coinvolgerà:
- scuole dell’infanzia
- istituzioni scolastiche del primo e secondo ciclo
- CPIA
Le scuole potranno partecipare presentando progetti che includano:
- metodologie didattiche attive e innovative
- strumenti di osservazione e valutazione delle competenze trasversali
- percorsi integrati nel curricolo
- attenzione all’accessibilità e all’inclusione
Non si tratta quindi di attività aggiuntive, ma di integrazione strutturale delle soft skills nei percorsi scolastici .
Perché questo provvedimento è un cambio di paradigma
Il valore del decreto non sta solo nell’introdurre una sperimentazione, ma nel cambio di sguardo che propone.
Per la prima volta, le competenze non cognitive vengono riconosciute come:
- oggetto di progettazione didattica
- dimensione osservabile
- ambito valutabile
- leva per il successo formativo
Questo significa superare una visione riduttiva della scuola centrata esclusivamente sulle prestazioni disciplinari, per adottare una prospettiva più ampia, capace di leggere i processi di apprendimento e di crescita degli studenti.
Soft skills nelle scuole: dalla norma alla realtà quotidiana
Il rischio, come sempre, è che la norma resti sulla carta.
La vera sfida sarà tradurre la sperimentazione delle competenze in pratiche educative concrete.
Questo richiede:
- formazione dei docenti
- strumenti di osservazione e valutazione adeguati
- tempo per la riflessione
- un cambiamento culturale condiviso
Sviluppare competenze trasversali non significa “fare qualcosa in più”, ma insegnare in modo diverso, dando valore a ciò che spesso già accade nelle classi, ma non viene riconosciuto.
Il ruolo del coaching educativo nella sperimentazione
In questo scenario, il coaching educativo può rappresentare un supporto significativo perché:
- favorisce consapevolezza e responsabilità negli studenti
- aiuta a dare un nome alle competenze non cognitive
- sostiene processi di autovalutazione e riflessione
- accompagna docenti e studenti nel cambiamento
La sperimentazione delle competenze richiede infatti non solo strumenti, ma una diversa postura educativa, orientata allo sviluppo della persona nella sua interezza.
In conclusione
Il decreto sulla sperimentazione delle competenze non cognitive e trasversali apre una fase nuova per la scuola italiana.
Una fase che chiede visione, competenza e coerenza.
Le soft skills nelle scuole non sono più un’opzione, ma una responsabilità educativa.
Il successo di questa sperimentazione dipenderà dalla capacità delle scuole di trasformare la norma in pratica quotidiana, mantenendo al centro lo sviluppo armonico degli studenti.
Perché educare oggi significa anche – e soprattutto – preparare persone capaci di affrontare la complessità del mondo.
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Palmina La Rosa
Coach professionista e formatrice, da oltre trent’anni affianca studenti, docenti ed educatori nel costruire competenze, consapevolezza e leadership. Certificata ICF dal 2018, ha proseguito la sua formazione con l’High Impact Leadership Course del Cambridge Institute for Sustainability Leadership e con ACT Leadership (Brown University). È orientatrice accreditata ASNOR e oggi è Direttore Operativo di AISLi, dove guida il progetto Future Skills Agency. Su L’Urlo, Palmina esplora la mente, le emozioni e le parole che plasmano il modo in cui abitiamo noi stessi.