Cos’è il coaching educativo e perché la scuola ne ha bisogno oggi

di Palmina La Rosa

Quando la lezione non basta più e il voto non racconta tutta la storia

C’è una domanda che sempre più docenti si pongono, spesso in silenzio, a fine giornata:
“Cosa devo fare di diverso?”

È la domanda che nasce quando la spiegazione è chiara, il programma è svolto, ma qualcosa non funziona.
Gli studenti sembrano demotivati, insicuri, poco coinvolti. I voti non raccontano davvero chi sono, né di cosa sono capaci. La scuola, così com’è, sembra non bastare più.

È proprio in questo spazio di domande che entra il coaching educativo.

Cos’è davvero il coaching educativo (e cosa non è)

Il coaching educativo non è:

  • motivazione facile
  • psicologia scolastica
  • un “trucco” per far studiare di più

È, prima di tutto, un cambio di sguardo.

Secondo la definizione dell’International Coaching Federation, il coaching è

“un processo creativo e stimolante che ispira le persone a massimizzare il proprio potenziale”.

Applicato alla scuola, significa aiutare studenti e docenti a:

  • sviluppare consapevolezza
  • riconoscere risorse e talenti
  • assumersi responsabilità
  • imparare a scegliere

Il coaching non dice allo studente cosa fare, ma lo accompagna a scoprire come farlo.

Perché la scuola oggi ne ha bisogno

La scuola contemporanea è chiamata a fare molto di più che trasmettere contenuti.
Le Linee guida sull’orientamento e sullo sviluppo delle competenze trasversali parlano chiaro: servono studenti capaci di pensare, collaborare, comunicare, affrontare l’incertezza.

Eppure, il modello tradizionale:

  • premia la risposta giusta
  • penalizza l’errore
  • misura il risultato, non il processo

Il coaching educativo interviene proprio qui, dove:

  • la paura di sbagliare blocca
  • la mancanza di fiducia frena
  • il talento resta invisibile

Portare il coaching a scuola significa allenare le competenze umane, non solo quelle disciplinari.

Il ruolo del docente cambia (ed è una buona notizia)

Nel coaching educativo nasce una figura nuova: il docente coach.

Non un insegnante che rinuncia al suo ruolo, ma un professionista che:

  • guida senza dirigere
  • fa domande invece di dare subito risposte
  • crea spazi sicuri per riflettere
  • accompagna lo studente a diventare protagonista

Un docente coach non chiede solo “hai studiato?”, ma:

  • “Cosa ti ha messo in difficoltà?”
  • “Cosa puoi fare di diverso la prossima volta?”
  • “Quale risorsa puoi usare ora?”

È un approccio che responsabilizza, invece di sostituirsi.

Funziona davvero con gli adolescenti?

Sì.
Proprio perché gli adolescenti sono in una fase cruciale di costruzione dell’identità.

Quando uno studente scopre che:

  • può riflettere su se stesso
  • può dare un nome alle proprie emozioni
  • può migliorare con strategie concrete

accade qualcosa di potente: torna a credere in sé.

Esperienze di coaching educativo mostrano studenti che:

  • partecipano di più
  • collaborano meglio
  • sviluppano leadership gentile
  • affrontano le difficoltà con maggiore autonomia

Non perché “qualcuno li ha motivati”, ma perché hanno scoperto di avere risorse.

Coaching educativo: una scelta, non una moda

Il coaching a scuola non è una tecnica da applicare una tantum.
È una scelta culturale.

Significa decidere che:

  • il voto non è tutto
  • il percorso conta quanto il risultato
  • ogni studente ha un potenziale da far emergere

E significa anche riconoscere che il ruolo educativo oggi richiede strumenti nuovi, più umani, più profondi.

In conclusione

Il coaching educativo non sostituisce la scuola.
La completa.

Aiuta docenti e studenti a:

  • conoscersi meglio
  • imparare in modo più significativo
  • prepararsi non solo agli esami, ma alla vita

Perché educare, oggi, non significa solo insegnare qualcosa.
Significa aiutare qualcuno a diventare chi può essere.

Approfondimento

  1. Questi temi sono approfonditi nel libro
    Liberare il Talento – Strategie di Coaching e Sviluppo delle Soft Skills nell’Educazione
    di Palmina La Rosa, acquistabile a questo link: https://www.palminalarosa.com/liberare-il-talento/

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Palmina La Rosa
Coach professionista e formatrice, da oltre trent’anni affianca studenti, docenti ed educatori nel costruire competenze, consapevolezza e leadership. Certificata ICF dal 2018, ha proseguito la sua formazione con l’High Impact Leadership Course del Cambridge Institute for Sustainability Leadership e con ACT Leadership (Brown University). È orientatrice accreditata ASNOR e oggi è Direttore Operativo di AISLi, dove guida il progetto Future Skills Agency. Su L’Urlo, Palmina esplora la mente, le emozioni e le parole che plasmano il modo in cui abitiamo noi stessi.