Tra le pieghe della fragilità si nascondono spesso le forme più autentiche della resistenza. È da questa intuizione che prende vita “Ciò che resiste, ciò che fiorisce”, la mostra di Linda Acunto e Chiara Fronterrè, in programma dal 5 al 30 settembre 2026 negli spazi di StudioBlu81, in via Regina Elena 27 a Marzamemi.
L’inaugurazione è fissata per sabato 5 settembre alle ore 19, dando così il via a un percorso espositivo che mette in dialogo due sensibilità artistiche accomunate da una stessa attenzione verso la memoria, la vulnerabilità e quelle trasformazioni silenziose che attraversano tanto i territori interiori quanto quelli fisici.
Linda Acunto, artista visiva italiana che da tempo esplora il rapporto tra identità e paesaggio attraverso fotografia, performance, stampa e scultura, porta a Marzamemi una selezione tratta dal progetto “Quando nevica sulle mimose a Roma”, realizzato nel 2025. Un lavoro concepito nella forma intima del libro d’artista, dove carte delicate, trasparenze e materiali naturali diventano strumenti per raccontare una trasformazione.
Al centro della ricerca, un’immagine apparentemente impossibile: la neve che ricopre le mimose di Roma. Un fenomeno straordinario che, nella poetica di Acunto, supera il dato reale per diventare metafora di un cambiamento personale, di qualcosa che arriva inatteso e modifica per sempre il paesaggio che conoscevamo.
Accanto alla sua ricerca si sviluppa quella di Chiara Fronterrè, fondatrice di StudioBlu81, la cui pratica artistica si muove proprio sul confine tra vulnerabilità, memoria e resilienza. Le sue opere guardano alla natura come a una soglia, un luogo nel quale la resistenza non assume necessariamente forme rumorose, ma si manifesta attraverso la capacità di trasformarsi e tornare a germogliare.
Carte, pigmenti e incisioni costruiscono così paesaggi che sembrano appartenere contemporaneamente al mondo esterno e a quello più intimo. Superfici nelle quali la fragilità non rappresenta una condizione passiva, ma diventa materia viva, spazio fertile, possibilità di rinascita.
Due poetiche differenti, dunque, ma capaci di incontrarsi lungo una stessa traiettoria. Da una parte la delicatezza resistente delle carte di Acunto, dall’altra la tensione silenziosa della natura raccontata da Fronterrè. Un dialogo che porta lo spettatore a interrogarsi su ciò che rimane dopo una trasformazione, su ciò che riesce a sopravvivere alle fratture e su quella capacità, spesso imprevedibile, di fiorire proprio a partire dalle proprie crepe.
“Ciò che resiste, ciò che fiorisce” diventa così non soltanto il titolo di una mostra, ma una vera e propria chiave di lettura. Un invito a osservare la fragilità da una prospettiva diversa, riconoscendovi non soltanto ciò che può spezzarsi, ma anche la forza necessaria per ricominciare.
«È un omaggio alla capacità dell’arte di custodire le metamorfosi, di attraversare le soglie, di rendere visibile la forza che nasce dal fragile», spiegano le due artiste.
La mostra sarà visitabile tutti i giorni, dalle 18 alle 20.30, fino al 30 settembre, negli spazi di StudioBlu81, a Marzamemi.