Una città nascosta sotto la città, scavata nella roccia calcarea e modellata per secoli dal lavoro degli scalpellini. Sabato 10 e domenica 11 ottobre, in occasione delle Giornate FAI d’Autunno 2026, Cava Gonfalone a Ragusa sarà visitabile con un’apertura straordinaria che permetterà di scoprire uno dei luoghi più suggestivi e insoliti del patrimonio storico e industriale siciliano. Per l’occasione, il percorso sarà arricchito anche da una selezione di opere del maestro Franco Cilia.
Non si tratta di una grotta naturale, né di un edificio costruito dall’uomo nel senso tradizionale del termine. Cava Gonfalone è un grande spazio sotterraneo ottenuto attraverso l’estrazione della pietra, un ambiente nel quale le pareti conservano ancora le tracce degli strumenti utilizzati dai lavoratori e raccontano una parte importante della storia di Ragusa.
La pietra che ha contribuito a costruire Ragusa
Situata nel tessuto urbano ragusano, Cava Gonfalone rappresenta una delle più significative testimonianze di archeologia industriale della Sicilia. Il complesso si estende per circa un ettaro e mezzo ed è il risultato del collegamento di diverse aree di estrazione, sviluppate seguendo la stratificazione naturale del calcare. In alcuni punti, gli ambienti raggiungono altezze considerevoli, restituendo l’impressione di una vera e propria cattedrale scavata nel sottosuolo.
Da questa cava è stata estratta la pietra bianca utilizzata nell’edilizia locale, contribuendo alla ricostruzione e alla rinascita di Ragusa dopo il terremoto del 1693, che devastò gran parte della Sicilia sud-orientale. Il legame con il volto barocco della città è quindi diretto: la materia che ha dato forma a chiese, palazzi e monumenti proviene anche da luoghi come questo, dove il lavoro umano ha progressivamente sottratto roccia per trasformarla in architettura.
Le superfici irregolari, i segni del piccone e i pilastri lasciati a sostegno della volta raccontano una storia fatta di fatica, competenze e conoscenze tramandate. Visitare Cava Gonfalone significa così osservare il patrimonio da una prospettiva insolita, entrando non negli edifici costruiti con la pietra, ma nel luogo da cui quella stessa pietra è stata ricavata.
Le opere di Franco Cilia tra roccia, luce e memoria
A rendere speciale l’apertura per le Giornate FAI d’Autunno sarà anche la presenza di opere del maestro Franco Cilia, artista profondamente legato al territorio ibleo. Accanto alla sagoma lignea che l’artista ha ideato appositamente per il luogo e che è già presente stabilmente nella cava, saranno esposte altre opere, tra dipinti e pietre dalle forme antropomorfe.
Tra i lavori segnalati figura «A Timpa ro Nannu». Particolarmente suggestive sono le pietre antropomorfe, frammenti raccolti nelle campagne iblee che, attraverso forme naturali, evocano lineamenti e figure umane. Sono opere che invitano a guardare la materia oltre la sua dimensione fisica, riconoscendo nella roccia una possibilità di racconto e interpretazione.
La collocazione delle opere all’interno della cava crea un dialogo tra arte e ambiente. La luce che filtra negli spazi sotterranei, le ombre sulle pareti e la profondità degli ambienti diventano parte dell’esperienza espositiva, trasformando la visita in un incontro tra memoria del lavoro, paesaggio e ricerca artistica.
La mostra è curata dal professor Andrea Guastella, che sabato 10 ottobre, dalle 16.30 alle 17.30, accompagnerà i visitatori in una visita guidata dedicata alla poetica di Cilia. Sarà presente anche Pierfrancesco Cilia, figlio dell’artista, che con i propri ricordi contribuirà a raccontare il percorso umano e creativo del padre.
Gli Apprendisti Ciceroni raccontano il patrimonio
A guidare i visitatori alla scoperta di Cava Gonfalone saranno anche gli Apprendisti Ciceroni, studenti degli istituti comprensivi ragusani «Francesco Crispi – Paolo Vetri», «Mariannina Schininà» e «Quasimodo – Mariele Ventre».
Il coinvolgimento delle scuole è uno degli aspetti centrali delle Giornate FAI: i giovani diventano protagonisti della valorizzazione del patrimonio, approfondiscono la storia dei luoghi in cui vivono e la condividono con il pubblico. Nel caso di Cava Gonfalone, il racconto degli studenti accompagnerà i visitatori in un percorso che intreccia architettura, lavoro e identità locale.
L’apertura si inserisce nella quindicesima edizione delle Giornate FAI d’Autunno, iniziativa nazionale del Fondo per l’Ambiente Italiano che ogni anno consente di visitare luoghi spesso poco conosciuti o normalmente non accessibili, mettendo in evidenza la ricchezza del patrimonio culturale e paesaggistico italiano.
Orari e informazioni per la visita
Cava Gonfalone sarà aperta al pubblico sabato 10 e domenica 11 ottobre, dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30. L’ultimo ingresso è previsto alle 18, mentre la mattina l’ultima visita partirà alle 12.30.
Secondo le informazioni pubblicate dal Comune di Ragusa, l’ingresso sarà gratuito e non sarà necessaria la prenotazione. È comunque consigliabile consultare gli aggiornamenti ufficiali prima della visita, soprattutto per eventuali indicazioni relative ai turni e alle modalità di accesso.
È importante considerare anche le caratteristiche del sito: la presenza di barriere architettoniche rende il percorso non accessibile a tutte le persone, come specificato nella scheda comunale dedicata alle latomie. Chi ha esigenze specifiche di mobilità dovrebbe quindi verificare preventivamente le condizioni di accesso con gli organizzatori.