A Catania riapre il Portico dell’Atleta: restauri in corso, ma gli studi vanno avanti

di Giuliano Spina

A Catania, accessibile da una porticina sotto la scalinata Alessi, il Portico dell’Atleta presenta due misteriosi ambienti sotterranei, presumibilmente d’epoca romana: un corridoio coperto e seminterrato, decorato da nicchie ed esedre e con un camminamento a mosaico che, secondo gli studiosi, doveva far parte di un imponente edificio monumentale del I sec. d.C. realizzato nella parte sud-orientale della collina di Montevergine, l’area più antica della città di Catania, abitata sin dall’epoca preistorica.

Il Portico dell’Atleta sotto via Crociferi

All’interno del “Portico”, dove la naturale penombra proietta il visitatore in un contesto di fascinazione e continua scoperta, figura esposta la straordinaria Statua dell’Atleta, torso marmoreo di un bellissimo giovane, ritrovato in una nicchia murata all’interno dello stesso sito nel gennaio del 1989. In attesa di ulteriori indagini – petrografiche sul marmo e archeometriche – la datazione dell’Atleta è quella del I sec. d.C.

Sia il sito del Portico che la statua dell’Atleta, nei prossimi mesi, saranno oggetto di interventi di restauro a cura del Parco archeologico di Catania. Cantieri in modalità open, ovvero “a vista”, per essere osservati dal pubblico durante le normali visite.

Restauri open e ricostruzione virtuale

Il progetto include anche il video con una spettacolare ricostruzione virtuale che dà forma compiuta al contesto archeologico, la cui lettura è di difficile comprensione per i non addetti ai lavori per via delle parti mancanti e della stratificazione secolare di interventi per il riuso degli spazi. Immagini in movimento – complete di decorazioni alle pareti, mosaici e arredi scultorei – e una voce narrante che accompagnano il visitatore in un viaggio nel tempo, dalla Catania greca fino a quella romana.

La conferenza di presentazione

Alla conferenza di presentazione, introdotti da Giuseppe D’Urso, direttore del Parco archeologico di Catania e della Valle dell’Aci, e da Daniele Malfitana, Coordinatore scientifico del progetto PNRR Changes e Direttore della Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università di Catania, sono intervenuti: Enrico Trantino (Sindaco di Catania), Valentina Gemignani (Capo di Gabinetto del MIC, Ministero della Cultura), Stefania Rimini (Direttrice Dipartimento di Scienze Umanistiche, Unict), Fabrizio Cobis (Dirigente Ufficio II, Ministero Università e Ricerca), Ilaria Manzini (Direttrice Scientifica Fondazione Changes), Pietro M. Militello (coordinatore Spoke 6 Unict – Progetto PNRR Changes); Maurizio Auteri (Soprintendente BBCCAA di Catania);  Fabiana Cerasa (CNR – ISPC Catania Progetto PNRR Changes); Stefania Pafumi (CNR- ISMEd Napoli), Francesco Gabellone e Maria Chiffi (CNR – Nanotec – Techne).

Fruizione e prossime aperture

Abbiamo sentito il direttore del Parco Archeologico di Catania e della Valle delle Aci, Giuseppe D’Urso, che ha in primis mostrato alcuni particolari anche storici relativi al sito.

«Venerdì 13 alle 15 abbiamo fatto l’inaugurazione – ha raccontato D’Urso –. E’ una restituzione alla città di questo sito che era venuto fuori in degli scavi che sono stati effettuati in via Crociferi tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000. Un sito ipogeo, ovvero sotterraneo, che finora non era stato fruibile al pubblico perché si dovevano realizzare delle strutture di accesso. Si sono realizzate delle passerelle di accesso, che prima non erano presenti, così come l’illuminazione e il sistema di sicurezza. Grazie a un progetto portato avanti con l’Università di Catania, che ha utilizzato il fondi del Pnrr, e a dei fondi dell’Assessorato Regionale di Beni Culturali è stato possibile effettuare questi lavori per garantirne la fruizione».

Un ambiente un tempo molto ricco

Ma non finisce qui perché «grazie a ulteriori fondi dell’Assessorato saranno avviati anche dei lavori di restauro dei pavimenti a mosaico presenti. Ci sono tracce di pitture romane nelle pareti e nel contesto è stata ricollocata dopo interventi di ripulitura la statua dell’Atleta, una statua romana del primo secolo dopo Cristo che era stata trovata durante degli scavi in questo sito. Questo complesso architettonico a peristilio era stato realizzato per superare il dislivello di quota presente tra la parte bassa di Catania e la collina di Montevergine. Era un ambiente molto ricco, con rivestimenti e colonne di marmo, pitture e meravigliosi pavimenti a mosaico».

Quali saranno i prossimi passi?

I prossimi passi sono quindi «il completamento di questi lavori di restauro della pavimentazione e degli affreschi e poi si va per la fruizione del pubblico. Noi in quell’area come Parco Archeologico abbiamo la chiesa di San Francesco Borgia, limitrofa a questo sito archeologico, e stiamo partendo con due giorni a settimana di apertura su prenotazione. L’ambiente ipogeo è visitabile per piccoli gruppi e speriamo con l’avvento della stagione estiva di poter aprire il sito per più giorni».

Cosa potrà emergere dagli studi in corso?

Ma seppur ricollocato al suo posto il Busto dell’Atleta è ancora oggetto di attività di studio, «che sta facendo l’Università. Oltre al busto sono stati trovati anche altri frammenti, come un basamento con un piede e altri frammenti anatomici, come un pezzo di gamba e di ginocchio. Si sta cercando di capire se questi altri frammenti fanno parte delle stessa statua o di altre che erano presenti nel sito. Lo studio è chimico-fisico sui marmi, ma in ogni caso sempre attraverso questi studi si sta capendo che la statua è importante e che è una copia romana di statue greche, dove vengono riprodotti i canoni che l’arte classica aveva stabilito per le varie forma statuarie».

«In questo caso è un atleta, come si capisce dal portamento e dalle forme anatomiche. Sicuramente erano presenti anche delle parti pitturate, perché durante gli studi sono state trovate tracce di pittura. Il lavoro di pulitura è stato effettuato dai restauratori del Parco Archeologico, ma ora è l’Università degli Studi di Catania che sta approfondendo questi studi dopo aver realizzato anche un video».

La Catania sotterranea continua a sorprendere, anche se «le eruzioni vulcaniche hanno reso difficoltoso il recupero di queste aree sotterranee. Una parte del portico dell’Atleta insiste sotto il Palazzo Zappalà in via Crociferi e per questo motivo, come tanti altri siti, non è fruibile».