Il sogno prima e lo spavento alla fine. Si può sintetizzare con queste parole quanto accaduto ieri sera allo stadio Angelo Massimino tra Catania e Ascoli. Il 2-1 finale per i rossazzurri ovviamente premia i bianconeri marchigiani, ma nel primo tempo la formazione etnea ha onorato l’impegno e ha sbloccato il risultato con un gol di rapina di Caturano, bravo ad approfittare di un rinvio errato del portiere dei marchigiani Vitale.
Gli ospiti hanno cercato il gol della sicurezza, ma Dini ha risposto sempre presente e al 43′ Forte approfitta di un errore questa volta dell’ex Marcos Curado spingendo il pallone in rete per il gol dell’ex. Nella ripresa un palo colpito da D’Ausilio ha strozzato in gola la gioia per il gol che avrebbe davvero aperto la rimonta e all’82’ Oviszach con un diagonale sigla il gol che rimette la qualificazione alla finale per l’Ascoli al sicuro.
Ma la paura è stata provata dopo il gol dei bianconeri, con un lancio di petardi e fumogeni dalle due curve, con diverse esplosioni che hanno portato la partita a essere sospesa per oltre cinque minuti. Il match si è concluso con la contestazione da parte di alcuni tifosi che non hanno nascosto il loro disappunto per l’operato della società, oltre che per il quarto consecutivo in terza serie.
All’innesto tra via Giuseppe Fava e via Ferrante Aporti diverse persone si sono accalcate venendo però controllate dalla Polizia e dal Nucleo Antisommossa. Adesso c’è chiedersi a quali conseguenze porterà quanto accaduto ieri, che ha deluso chi in occasione della sfida, a prescindere dal risultati finale, voleva vedere una lezione di civiltà da parte dei catanesi.