Una carta Pokémon vale 16 milioni: quando la passione diventa investimento

di Rosario Vecchio

Da un videogioco per Game Boy a un mercato globale: la storia dei Pokémon racconta come un oggetto nato per essere collezionato possa diventare un affare da record.

Una carta Pokémon è stata venduta per 16,492 milioni di dollari. È la Pikachu Illustrator appartenuta a Logan Paul, aggiudicata da Goldin Auctions il 16 febbraio 2026. Una copia rarissima, valutata PSA 10 e considerata l’unica ad aver ottenuto il punteggio massimo. Nel prezzo sono compresi il premio d’acquisto e il collier di diamanti a cui la carta era appesa.

Per capire come si sia arrivati fin qui bisogna tornare al 1996. Il 27 febbraio, in Giappone, uscivano Pokémon Rosso e Pokémon Verde per Game Boy. Il gioco di carte collezionabili arrivò qualche mese dopo, a ottobre. Da allora l’universo creato da Satoshi Tajiri è uscito dallo schermo ed è entrato nelle tasche, nelle camerette e nelle collezioni di milioni di persone.

Per molti, una carta è ancora un ricordo, un gioco, il piacere di completare una raccolta. Per altri è diventata un oggetto da custodire, valutare e scambiare. La vendita di Logan Paul mostra fin dove può arrivare il mercato quando rarità, stato di conservazione e interesse mediatico si incontrano. Non significa che ogni pacchetto nasconda una fortuna: significa che, in alcuni casi, la passione può assumere anche un valore economico fuori scala.

Trent’anni dopo il debutto, Pikachu è ancora riconoscibile ovunque. E una delle sue carte più rare è passata di mano per una cifra che somiglia più al prezzo di un’opera d’arte che a quello di un gioco.

Fonti per la verifica dei dati: The Pokémon Company, Goldin Auctions e Guinness World Records.