Catania, una chitarra e una voce che non ha mai avuto bisogno di essere addomesticata. È da lì che parte la storia di Carmen Consoli, che il 4 settembre compie 52 anni e continua a occupare un posto tutto suo nella musica italiana.
Quando si parla della “Cantantessa”, è difficile separare l’artista dalla terra che l’ha cresciuta. La Sicilia non è soltanto il luogo in cui Carmen è nata: è entrata nel suo modo di scrivere, nelle parole, nei suoni, nelle immagini e persino in quella ruvida ironia che negli anni è diventata una delle sue firme.
Nata a Catania nel 1974, Carmen Consoli si avvicina alla chitarra quando è ancora bambina. A nove anni comincia a studiarla e durante l’adolescenza inizia a frequentare i palchi della sua città, suonando rock e blues. Sono anni di gavetta vera, quelli in cui la musica non è ancora una professione ma una passione da coltivare sera dopo sera.
Il talento viene notato dal produttore Francesco Virlinzi e nel 1996 arriva Due parole, il suo primo album. Sul palco del Festival di Sanremo presenta “Amore di plastica” e il nome di Carmen Consoli comincia a farsi largo davanti al grande pubblico.

La sua non è una voce costruita per piacere a tutti. Ha un graffio particolare, una profondità che diventa immediatamente riconoscibile e una scrittura capace di passare dal personale alla denuncia, dall’ironia alla malinconia. Con Confusa e felice, Mediamente isterica, Stato di necessità e i dischi che seguiranno, Carmen costruisce poco alla volta un linguaggio tutto suo.
Dentro quelle canzoni trovano spazio le relazioni, le inquietudini, la solitudine, la quotidianità e le contraddizioni di una società osservata sempre con uno sguardo lucido. Ma rimane forte anche il legame con la Sicilia, presente non soltanto nei riferimenti più evidenti, ma soprattutto nel ritmo delle parole, nelle atmosfere e in quella capacità tutta mediterranea di raccontare anche ciò che fa male senza perdere l’ironia.

Nel corso della sua carriera Carmen Consoli porta la propria musica fuori dall’Italia, dividendo il palco e collaborando con numerosi artisti, senza rinunciare alla ricerca. La sua curiosità musicale la conduce anche verso la tradizione popolare e mediterranea, fino all’esperienza del 2016 come maestra concertatrice della Notte della Taranta.
Nel frattempo arrivano album, riconoscimenti e concerti importanti. Elettra conquista la Targa Tenco come miglior album dell’anno, mentre la sua musica raggiunge anche il pubblico internazionale. Ma la dimensione dei palcoscenici non cambia la sostanza di un’artista rimasta profondamente legata alle proprie origini.
A 52 anni Carmen Consoli continua a essere una presenza particolare nel panorama musicale italiano. Non ha seguito le mode per rincorrerle e non ha avuto bisogno di reinventarsi ogni volta per restare attuale. Ha semplicemente continuato a scrivere, suonare e raccontare ciò che vedeva intorno a sé.
Il compleanno del 4 settembre diventa così un’occasione per fermarsi a guardare una carriera nata a Catania e cresciuta senza mai perdere il contatto con quella terra. Una carriera fatta di musica, parole, sperimentazione e radici.
E quella voce, ancora oggi, resta immediatamente riconoscibile. La voce della “Cantantessa”, che dalla Sicilia ha imparato a guardare il mondo senza mai smettere di raccontarlo a modo suo.