Quando il nostro cane diventa anziano: quanto può far preoccupare la perdita di vista?

di Giuliano Spina

Quando i nostri amici a quattro zampe raggiungono una certa età, superando quantomeno i 10 anni di vita, ci preoccupiamo, oltre che del fatto che da un momento potrebbero lasciarci, anche di mantenere il loro stato di salute quanto più buono possibile, allo scopo anche di farli essere più longevi e di lasciarci quindi quanto più tardi possibile.

Il veterinario appassionato di divulgazione Mirko Ivaldi spiega quali sono gli accorgimenti da mettere in atto nel caso del cane quando raggiunge una certa età.

«Un cane si può considerare anziano quando ha in corso un processo già legato alla vecchiaia – sottolinea Ivaldi – e questo avviene tendenzialmente prima nei cani di taglia più grande, quindi se abbiamo un dobermann o un pastore tedesco viene considerato anziano a 8-9 anni. Un cane dopo gli otto anni va comunque considerato già anziano e in quanto tale necessita di un diverso apporto calorico, meno proteine e leggermente meno carboidrati. Questo fa capire quanto si debba rivedere la razione alimentare proprio per evitare problematiche di ingrassamento e di livello renale, in quanto il metabolismo va più indietro e si necessita di un qualcosa di meno pesante e più digeribile a livello proteico». 

E’ fondamentale anche il proseguo dell’attività fisica «ricordandosi che ha un calo fisiologico delle prestazioni fisiche e di quelle sensoriali e cognitive rispetto a prima. Inizierà quindi a fare più chilometri a fatica e a vederci o sentirci un po’ di meno, anche se la cosa non è gravissima perché se il cane diventa cieco o sordo compensa molto bene con l’olfatto. Più l’animale diventa anziano più dovrò avere la sua routine fisica ogni giorno e deve capire che deve adattarsi a seconda della progressione dell’età. Andare in un’area cani in cui si è sempre andato è giusto perché l’animale va sotto meno stress». 

Spesso si dice che il cane dorma di meno, ma «se è in un ambiente non stressante non ci accorgiamo se dorma di meno o di più. L’unico cambiamento che può accadere oltre i 12 anni in termini emotivi è una forma di demenza senile e in questo caso c’è poco da fare perché essendo una degenerazione neurologica ci vogliono tanta pazienza e tanti controlli veterinari portando quindi a meno stress e a una vecchiaia più serena. Riguardo alla vista gli esperti oculistici ci sono e di solito il calo della vista si ha tra intorno ai 5 anni per i cani più grossi e intorno ai 9 per quelli più piccoli. L’animale perde un po’ di acutezza visiva e qualcuno ha teorizzato un’operazione simile a quella con il laser, ma è una sperimentazione che va fatta con un specialista. Se un cane comincia a vederci poco non dobbiamo spaventarci perché lui inconsapevolmente va a potenziare ulteriormente gli altri sensi, in primis l’olfatto e in secundis l’udito».