I Camminanti di Noto: storia, identità e presente di una comunità siciliana

di Tindaro Guadagnini

In Sicilia sud-orientale, tra Noto, Avola e Rosolini, vive da generazioni una comunità poco conosciuta ma radicata nel territorio, i Camminanti, spesso chiamati anche “Camminanti di Noto”. Una presenza che affonda le sue radici tra storia orale, marginalità sociale e tentativi di integrazione, e che ancora oggi suscita dibattito tra studiosi, istituzioni e opinione pubblica.

Le origini: tra storia e tradizione orale

L’origine dei Camminanti non è documentata in modo univoco. Non esistono atti ufficiali che ne certifichino una nascita come gruppo distinto; gran parte delle informazioni proviene da ricostruzioni antropologiche e dalla memoria interna della comunità. Secondo alcune ipotesi, i Camminanti discenderebbero da gruppi nomadi presenti in Sicilia tra Medioevo ed età moderna, forse legati a popolazioni romaní o a gruppi itineranti locali. Altri studiosi sostengono invece che si tratti di una comunità autoctona siciliana, sviluppatasi in modo endogamico (cioè con matrimoni prevalentemente interni al gruppo) e caratterizzata da una forte identità familiare. Il nome stesso, “Camminanti”, rimanda alla dimensione del movimento, del cammino, anche se da decenni la comunità è in larga parte stanziale. L’appellativo sarebbe stato attribuito dall’esterno, più che scelto dal gruppo stesso.

Struttura sociale e identità

I Camminanti si identificano fortemente attraverso il nucleo familiare allargato. I legami di parentela costituiscono l’ossatura sociale, la famiglia è centro decisionale, riferimento economico e spazio educativo. Tradizionalmente la comunità ha praticato mestieri ambulanti (commercio itinerante, piccoli lavori artigianali, attività stagionali) che hanno contribuito alla percezione esterna di “popolazione nomade”, anche quando la residenza era stabile. Un elemento centrale è l’endogamia, che nel tempo ha rafforzato l’identità interna ma ha anche contribuito all’isolamento sociale. Proprio questo aspetto è stato oggetto di studi genetici e sociologici, spesso condotti con l’obiettivo di comprendere dinamiche sanitarie e culturali specifiche.

Dalla marginalità all’attenzione istituzionale

Nel corso del Novecento, e in modo più evidente dagli anni ’80 e ’90, la comunità dei Camminanti è entrata nel dibattito pubblico per questioni legate a: dispersione scolastica, condizioni abitative precarie, economia informale, conflitti con le istituzioni. Le amministrazioni locali, soprattutto nei territori di Noto e dei comuni limitrofi, hanno avviato negli anni diversi progetti di inclusione: inserimento scolastico, mediazione culturale, programmi abitativi e interventi sociali mirati. Non sono mancati momenti di tensione e narrazioni mediatiche spesso stereotipate, che hanno contribuito a consolidare un’immagine problematica del gruppo. Tuttavia, parallelamente, sono emerse anche storie di integrazione, imprenditorialità e partecipazione civile.

I Camminanti oggi

Oggi la comunità è prevalentemente sedentaria. Molti giovani frequentano la scuola dell’obbligo e alcuni proseguono gli studi. L’accesso al lavoro regolare resta una sfida, ma si registra una maggiore interazione con il tessuto economico locale. Permangono criticità: tassi di povertà elevati, difficoltà abitative e un rapporto talvolta complesso con le istituzioni. Tuttavia, ridurre i Camminanti a una categoria problematica significherebbe ignorare la pluralità delle esperienze individuali. Negli ultimi anni si è sviluppata una maggiore attenzione al riconoscimento della loro specificità culturale, evitando assimilazioni automatiche con altre minoranze come i rom o i sinti, con cui non esiste un’identificazione unanime né un riconoscimento formale condiviso.

Identità e futuro

Il tema centrale resta quello dell’equilibrio tra identità e integrazione. Come molte comunità storicamente marginalizzate, i Camminanti di Noto si trovano oggi davanti a una trasformazione generazionale: da un lato la volontà di mantenere legami e tradizioni familiari, dall’altro la necessità di confrontarsi con scuola, lavoro stabile e cittadinanza piena. Raccontare questa comunità significa andare oltre stereotipi e cronaca giudiziaria, restituendo complessità a una realtà che fa parte a pieno titolo della storia sociale siciliana. In un territorio come quello ibleo, dove le stratificazioni culturali sono molteplici, i Camminanti rappresentano una delle tante identità che compongono il mosaico della Sicilia contemporanea.