Randazzo, Basilica di Santa Maria Assunta e il suo effetto ottico unico

di Giuliano Spina

Dopo aver narrato la leggenda del passaggio segreto all’interno della basilica di Santa Maria Assunta a Randazzo andiamo a conoscere nel dettaglio questo straordinario luogo di culto che, come abbiamo detto, è molto particolare per l’effetto ottico che dona sia ai visitatori che agli abitanti del paese.

Randazzo, la “città nera” di origine medievale

Costruita nel XIII secolo, quindi in pieno periodo federiciano, si caratterizza proprio per i colori scuri che danno a Randazzo il nome di Nera o Grigia. Caratteristiche che fanno della basilica un luogo davvero singolare in particolare per tutti gli appassionati di arte.

La leggenda della Madonna del Pileri

Lo storico randazzese Claudio Sinagra racconta proprio come i colori della basilica caratterizzino il paese, anche per via della sua collocazione spaziale.

«Randazzo venne chiamata da Federico De Roberto – spiega Sinagra – perché interamente costruita in pietra lavica, quindi il colore predominante della città era quello perché il materiale che si usava era la pietra lavica. Fu costruita tra il 1217 e il 1239, mentre regnava Federico II di Svevia. Prima c’erano delle chiese più piccole, perché anche qui c’è una leggenda che parla di come nacque la chiesa, in quanto all’interno c’è anche un affresco. Si dice che dove oggi sorge la chiesa c’era una grotta e che le popolazioni veneravano la Madonna appesa a un pilastro della grotta, infatti da qui il nome Madonna del Pileri. Quando arrivarono gli Arabi, ritenuti infedeli, per non farla distruggere fu murato l’ingresso della grotta».

La pietra lavica e il gioco di chiaroscuro

Ecco spuntare l’altra leggenda interna a questo luogo di culto: «Si narra che diversi secoli dopo un pastorello vide che da una roccia uscivano dei lampi di luce e che la Madonna gli diede la forza di avvicinarsi. Una volta accostato l’occhio a una fessura della roccia dopo secoli vide il volto della Madonna illuminato da un lumino acceso molto tempo prima. Si grida quindi al miracolo e quindi si dice che prima ci fosse una chiesetta in legno, poi una chiesetta in muratura e che quindi nel 1217 iniziarono i lavori per la costruzione della Basilica».

Trasformazioni nei secoli

Ma come tanti altri luoghi di culto in Sicilia «anche la Basilica di Santa Maria Assunta è stata sempre in continuo rinnovamento perché la parte originale duecentesca sono le absidi e la zoccolatura laterale sia nel mezzogiorno che al tramonto. Poi nei secoli ci sono state molte aggiunte e molti rimaneggiamenti. Il nero rende unica la basilica perché solo nella facciata oltre alla pietra troviamo la pietra calcarea bianca di Comiso. Quindi c’è un’alternanza di chiaroscuro come in molte strutture religiose. Solo a vederla questa basilica prende anche perché raramente troviamo delle costruzioni interamente in pietra lavica. La parte absidale mostra i conci lavici che sembrano messi a incastro e senza alcun materiale che tenga uniti questi blocchi, ma non è così perché c’è la malta che li tiene uniti».

L’intervento di Andrea Calamech

Le altre aggiunte sono «nell’ingresso di mezzogiorno e in quello di tramontana, che sono quattrocenteschi. Poi la cupola fu aggiunta solo nel Settecento e la facciata nell’Ottocento si vide privata del vecchio campanile, che è stato in seguito ricostruito ex novo. Ma fortunatamente nella ricostruzione scelsero lo stile che si avvicinava al vecchio campanile. Inoltre l’interno fu completamente nel Cinquecento da un artista toscano, Andrea Calamech, il che porta la basilica a somigliare alle chiese di Santo Spirito e di San Lorenzo a Firenze, due chiese di Filippo Brunelleschi».