Autodafé immaginato: descrivere le ispirazioni, le aspirazioni e gli obiettivi di una nuova rubrica, finalizzata alla riflessione, al confronto e alla crescita con i nostri lettori

di Marco Leonardi

L’ubriacatura da comunicazione immediata, diffusa da tutti per tutti senza il minimo “alone” di rispetto per la qualità dei messaggi trasmessi agli altri, ha superato il livello patologico della sbornia. L’oceano virtuale nel quale tutti navighiamo, volenti o nolenti, livella ogni seria differenza culturale ed esistenziale. Non importa più difendere una posizione, con argomentazioni serie e ben documentate.

L’ispirazione dietro “Autodafé immaginato”

Quello che conta è piacere a tutti, misurando il proprio successo comunicativo esclusivamente sul numero di “like” o di “visualizzazioni” ricevute. Come la mettiamo con la qualità della scrittura? In apparenza, sembra tempo perso cercare una risposta per una domanda che (quasi) nessuno si pone! State tranquilli: l’Intelligenza Artificiale è pronta a sostituirvi, poi si provvederà a cancellarvi! Solo per il fatto di leggere queste righe, siamo certi che valga ancora la pena di mettersi in gioco. Nulla è irreversibile o ineluttabile: la Storia, e non solo quella con la maiuscola, cammina, sempre, sulle gambe degli uomini! Se lo vogliamo, è possibile usare anche le tecnologie più spregiudicate, senza dovere, per forza, esserne dapprima usati e poi svuotati. Viviamo nella società dell’immagine? Bene, adoperiamo un tale stato di cose per passare al contrattacco.

Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo: simbolismo e tenacia

«Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo» è il titolo dell’immagine più nota tra quelle create da Albrecht Dürer (1471-1528), uno degli artisti più noti del Rinascimento Europeo. L’incisione, risalente al 1513, è quella che meglio di tutte rappresenta le mie intenzioni nei vostri riguardi. La “terna” Cavaliere-Morte-Diavolo insegna a tutti noi il valore della tenacia, una parola in apparenza sopravvissuta unicamente tra le pieghe del vocabolario.

Nella società liquida del “due-punto-questo, due-punto-quello”, le insidie tese dalla morte e dal diavolo sono talmente reiterate da quantificare come incalcolabili. Se vogliamo superare i mille ostacoli di ogni giorno, dobbiamo fare come il Cavaliere-Guerriero tratteggiato dall’artista tedesco. Il Cavaliere di ventura prosegue lungo il suo cammino, incurante delle trappole che dovrà superare, per portare a compimento il suo compito.

Qual è il significato di “Autodafé”?

La simbologia espressa dal genio di Albrecht Dürer è talmente fitta di significati reconditi e sapientemente dissimulati in ogni singolo dettaglio dell’opera artistica, da richiedere un tomo sul modello dell’enciclopedia Treccani per essere descritta nella sua completezza. Ci limitiamo a ricordare che la bardatura che oggi può avere un Valore salvifico, è quella dataci dai Valori Cristiani e dai riferimenti culturali ed esistenziali che hanno reso il sistema occidentale un faro di libertà, di cultura e di identità, esportato in tutto il mondo. La curiosità intellettuale, frutto di un processo storico plurisecolare, nel quale la spiritualità cristiana e il potere politico hanno gradualmente individuato le loro differenti sfere d’azione, regolate da leggi ereditate dal glorioso Diritto Romano, oggi rischia la cancellazione.

Avete mai letto, sul dizionario, il significato della parola «Autodafé», talora riportata con la dicitura «auto da fé»? Ecco a voi una definizione di massima: «In Spagna, durante l’Inquisizione svoltasi tra seconda metà del secolo XV e il primo trentennio del secolo XIX, l’Autodafé consisteva nella proclamazione solenne della sentenza dell’inquisitore, seguita dall’abiura o dalla condanna di un eretico». Dal 1719, «l’atto della fede», talora mutuato e così riportato in traduzione italiana dalla lingua portoghese, è una parola che riappare, di continuo, nelle riflessioni di pensatori afferenti agli orientamenti più diversi. Giusto per non tracimare dalla fucina di talenti che fu il Novecento Italiano, abbiamo forse dimenticato, quando non conosciuto, i nomi di scrittori quali Maurizio Blondet, Elias Canetti o Leonardo Sciascia? «Autodafé immaginato» è il titolo della rubrica che avrò la gioia di tenere per la rinomata testata di cultura pop, denominata «LURLO», oggi in uscita online, domani speriamo anche in altri formati.

La rubrica come spazio di confronto e crescita

Il titolo da noi scelto, «Autodafé immaginato», è stato profondamente meditato e voluto dallo scrivente. Ringrazio i “miei editori” per averlo accettato e inserito nella testata. Da oggi inizia un percorso che porterà i fruitori della rubrica ad osservare il mondo in cui viviamo con le lenti dell’attenzione, dell’analisi e…della sentenza!  Avete letto bene: sentenzieremo, detto altrimenti daremo indicazioni, forniremo suggerimenti, esprimeremo giudizi di e sui Valori (si noti l’uso ponderato della maiuscola e del plurale!) sul mondo folle e meraviglioso nel quale viviamo.

Cultura pop e riflessione critica: il ruolo della scrittura

Non dimentichiamo, infatti, di essere solo dei pellegrini su questa terra, rigorosamente a tempo determinato. Di noi rimarrà solo il ricordo, vivificato solo da quello che di noi lasceremo ai posteri. Per quanti scrivono, nulla è peggiore che lasciare una testimonianza scritta improntata all’indifferenza e al menefreghismo! Chi ha mai detto che l’ironia intelligente e il silente sarcasmo di un artigiano della parola scritta non giovi al ben essere del genere umano in misura infinitamente maggiore di crasse e sgangherate risate, ottenute diffondendo falsità e volgarità, prive di qualsivoglia fondamento? Chi ha ancora la faccia di tolla per asserire che la cultura popolare, dal fumetto alla canzone, passando per le produzioni televisive seriali e gli spettacoli del tipo «Festival di Sanremo» o programmi sulla scia della «Ruota della fortuna», non rappresentino lo specchio profondo di una comunità umana, con i suoi sogni e le sue paure? «Laudare Benedicere Praedicare» è il motto per eccellenza dell’Ordine dei Frati Predicatori. Esso si traduce, in lingua italiana, con la traduzione, quasi del tutto identica all’originale, di «Lodare Benedire Predicare».

L’obiettivo della rubrica: osservare e valutare il mondo

Dal 1216, la finalità prioritaria dell’Ordine consiste nella pratica dello studio e della cultura per diffondere la Verità, ovvero la Parola di Dio per mezzo dei Vangeli, delle Sacre Scritture e delle testimonianze scritte. Potremo mai arrivare a “sfiorare” la Verità con una “semplice” rubrica di costume e di intervento sulle manifestazioni della cultura popolare? A cosa serve impegnarsi a fondo per una Verità da raggiungere, oppure tutto si equivale in una melassa, tanto indistinta quanto sempre più nauseabonda? Combattere per la «Buona Battaglia» di paolina memoria è il compito di una vita intera. È stato, è e sarà il benvenuto chiunque voglia associarsi, o semplicemente fruire, dell’avventura di cimentarsi con i vizi e le virtù della cultura affermantesi nel nostro tempo! Prendete comodamente posto in tribuna, a patto di non poltrire, per assistere all’«Autodafé immaginato». L’avventura può avere inizio!


Marco Leonardi

Marco Leonardi è professore universitario e medievista di chiara fama, studioso attivo nel panorama accademico e autore di numerose pubblicazioni scientifiche e interventi sulla stampa periodica. Il suo lavoro si concentra sull’interpretazione storica come strumento per comprendere il presente e stimolare il pensiero critico.

Per L’Urlo firma la rubrica “Autodafé immaginato”, uno spazio dedicato alla riflessione, al confronto culturale e alla lettura non convenzionale dei temi contemporanei.