fbpx
CronachePrimo Piano

Anthony Bivona, riaperto il caso dalle autorità tedesche

Il caso di Anthony Bivona, il 24enne di Adrano trovato morto sulle scale del suo appartamento a Darmstadt è stato riaperto dalle autorità tedesche. 
Un barlume di speranza in fondo al tunnel, ma sono ancora troppe le cose che non tornano. Nel servizio della trasmissione “Le Iene” in onda su Italia 1 si aggiungono altri tasselli in un quadro ancora troppo poco chiaro. L’avvocato tedesco della famiglia, infatti, ha rassegnato le dimissioni dal caso mentre nel caso fanno capolinea due nuovi nomi. Gli amici di Anthony Bivona, secondo quanto dichiarato dalla fidanzata, avrebbero fatto irruzione pochi giorni fa nell’appartamento del giovane, ritrovato per l’appunto sottosopra.
Il caso, liquidato inizialmente dalla polizia tedesca come suicidio, è ancora avvolto nell’oscurità. La versione della fidanzata presenterebbe infatti molte incongruenze: la giovane avrebbe dichiarato che Anthony avrebbe tentato spesso di togliersi la vita. Ma secondo la sorella, il 24enne non era affatto depresso. Dal telefono del giovane, inoltre, sarebbe partita una chiamata dopo che il corpo privo di vta era stato portato via. Ulteriori dubbi sorgono circa la corda trovata al collo del 24enne.

Il caso arriva in Parlamento

Il deputato Michele Sodano ha presentato un’interrogazione Parlamentare al Ministro Di Maio e alla Ministra Cartabia al fine di riaprire il caso e disporre l’autopsia del corpo.

«Ritengo impossibile rimanere indifferenti di fronte al dolore di un’intera famiglia – sottolinea Sodano – Al contrario è necessario pretendere giustizia e fare chiarezza sul decesso di un ventiquattrenne solare e pieno di vita, un decesso archiviato con allarmante superficialità dalle autorità tedesche come suicidio».

Avviata la raccolta fondi per sostenere la famiglia di Anthony Bivona

La famiglia di Anthony Bivona ha lanciato una raccolta fondi per sostenere le spese legali: «Ho bisogno che la giustizia italiana faccia luce sulla morte di mio fratello in Germania. Ho bisogno disperato del vostro aiuto, insieme possiamo farcela», dice la sorella Grazia Bivona.

La famiglia, insomma, non accetta il modo con cui la polizia tedesca ha liquidato il caso: «Abbiamo bisogno di fondi per coprire le spese legali – scrive la sorella – un piccolo gesto da parte vostra può fare tanto! Mio fratello – conclude – merita giustizia».

La raccolta per supportare la famiglia Bivona è al link https://gf.me/v/c/4srp/giustizia-e-verit-per-anthony-bivona 

Mostra di più

Potrebbe interessarti anche

Back to top button