Il prossimo martedì 3 marzo alle ore 20 al cinema Spadaro di Acireale verrà proiettato il docufilm Alla Ricerca del Gattopardo, con la regia di Alfio D’Agata e prodotto dal Comune di Ciminna, nel Palermitano.
Proiezione al Cinema Spadaro di Acireale
Sarà l’occasione per sentire l’atmosfera della Donnafugata del film di Luchino Visconti e il protagonista di questa storia sarà il Principe di Salina, che gira tra i vicoli di Ciminna e che appare e scompare in vesti diverse, tra le quali quelle di un impenitente contemporaneo Don Giovanni.
All’interno di questo docufilm sarà possibile ascoltare anche le testimonianze di diversi attori e registi dell’epoca, che faranno scoprire quali sono soprattutto le differenze tra il libro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e il film di Luchino Visconti.
Dal romanzo di Il Gattopardo al film di Luchino Visconti
A parlare di questa iniziativa è il direttore artistico del Cinefestival Premio Gattopardo, Sergio D’Arrigo (nella foto in evidenza), che sottolinea come il fatto che il romanzo sia stato pubblicato dopo la morte di Giuseppe Tomasi di Lampedusa sia molto importante nello sviluppo del successo editoriale dello stesso romanzo.
«La Feltrinelli pubblicò il romanzo dopo la morte di Tomasi di Lampedusa – spiega D’Arrigo – e lo stesso autore era un aristocratico. Qualche anno dopo Luchino Visconti, altro aristocratico, prese il testo e ne fece un grande capolavoro cinematografico. Quando lui lesse questo testo scoprì che i luoghi scritti in modo autobiografico da Tomasi di Lampedusa in parte non esistevano più. Nel romanzo c’era in un primo momento lo sbarco dei garibaldini in Sicilia nel 1860, poi la vita del principe nel suo feudo storico lontano da Palermo, a Donnafugata, e infine quello un po’ diverso tra romanzo e film. In quest’ultimo c’è il famoso ballo dai Ponteleone».
Ciminna, la “Donnafugata” cinematografica
Ed ecco che qui subentra un’altra differenza sostanziale tra libro e film: «Luchino Visconti girò il film in provincia di Palermo, in una località che si chiama Ciminna. Io conduco un evento che si svolge a Ciminna, dove è stata girata la parte più importante del Gattopardo. Lo scopo di questo festival è quello di promuovere la cultura di questo straordinario luogo che ha origini molto più antiche del film e che aveva caratteristiche meravigliose dal punto di vista scenografico. Mancava solamente il palazzo del principe che fu creato da Mario Garbuglia».
«Io cerco quindi di dare lustro alla storia del Gattopardo e lo scorso anno abbiamo portato attori italiani come Antonio Catania, Domenico Centamore, Sebastiano Somma ed Elisabetta Pellini, ottima attrice che ha interpretato da protagonista un film nella rosa dei candidati agli oscar, ma soprattutto ho fatto una serata con due personaggi simbolo per Visconti, come Ida Galli, che era nel film di Luchino Visconti, nel quale faceva la parte della figlia del principe di Salina, e Giancarlo Giannini, che doveva fare la parte del figlio del principe di Salina e che poi per una serie di motivi non fece, ma che poi fu protagonista di un altro film di Visconti, L’Innocente, con Laura Antonelli. Per me fu un onore e tutto questo si deve all’amministrazione di Ciminna e al regista Alfio D’Agata».
Testimonianze e ospiti in Alla Ricerca del Gattopardo
Come abbiamo già detto all’interno del docufilm saranno presenti personaggi molto famosi che ruoteranno attorno al direttore artistico: «Questo docufilm è un documento molto importante. Noi in questo momento lo stiamo portando nei cinema e stiamo facendo entrare le persone gratis, non percependo quindi nulla dal ricavo. Sarà proiettato anche al Politeama di Caltagirone e funzionerà nel seguente modo: io sono la spina dorsale recitativa interpretando personaggi diversi, come il principe di Salina e i suoi discendenti. Ma ci saranno testimonianze uniche, come quella di Tuccio Musumeci, che era tra gli attori, e quella di Giancarlo Giannini e la presenza di Tony Sperandeo, Antonio Catania e Gianni Amelio. Inoltre abbiamo intervistato le maestranze che allora erano giovani e che lavorarono con Visconti. Dopo aver fatto girare questo docufilm lo proporremo in Rai e lo faremo girare sulle piattaforme, ma è un documento importantissimo sull’opera di Tomasi di Lampedusa».