Il 2 novembre 2026 ricorrono i 120 anni dalla nascita di Luchino Visconti, nato a Milano nel 1906 e tra i protagonisti assoluti della storia del cinema italiano. Regista, uomo di teatro e interprete raffinato della cultura europea, è considerato uno dei padri del Neorealismo e ha lasciato un’impronta profonda nel linguaggio cinematografico del Novecento.
Visconti si avvicinò fin da bambino alla musica e al teatro, studiando violoncello e frequentando il mondo del melodramma grazie al palco di famiglia alla Scala. Negli anni Trenta si trasferì a Parigi, dove, attraverso l’amicizia con Coco Chanel, conobbe il regista Jean Renoir. Lavorò con lui come assistente alla regia e costumista per Verso la vita (1936), un’esperienza decisiva per la sua formazione artistica e politica.
Da Ossessione a Il Gattopardo: il cinema di Visconti
Il debutto dietro la macchina da presa arrivò nel 1943 con Ossessione, film che anticipò alcuni dei caratteri fondamentali del Neorealismo e si allontanò radicalmente dai modelli del cinema ufficiale del regime fascista. Durante la Seconda guerra mondiale Visconti aderì al Partito Comunista Italiano e sostenne la Resistenza. Arrestato e imprigionato dalla banda Koch, rischiò la fucilazione prima di essere liberato con l’arrivo degli Alleati.
La sua filmografia si è poi intrecciata profondamente con la letteratura ed è qui che emerge il suo legame particolare con la Sicilia. Nel 1948 realizzò La terra trema, ispirato a I Malavoglia di Giovanni Verga, mentre nel 1963 portò sul grande schermo Il Gattopardo, tratto dal romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e premiato con la Palma d’Oro al Festival di Cannes.
Negli anni successivi la sua ricerca si orientò verso atmosfere sempre più sontuose e decadenti, raccontando la crisi della società e della borghesia europea attraverso opere come La caduta degli dei (1969) e Morte a Venezia (1971). Accanto al cinema, Visconti rivoluzionò il teatro di prosa italiano e il melodramma lirico, firmando importanti produzioni alla Scala e collaborando con interpreti del calibro di Maria Callas.
Colpito da un ictus nel 1972 durante la lavorazione di Ludwig, continuò a dirigere nonostante le gravi difficoltà fisiche. Morì a Roma il 17 marzo 1976, poco dopo aver completato L’innocente, il suo ultimo film.
Aci Trezza, il luogo in cui il Neorealismo incontrò la realtà
Tra le opere più significative della sua carriera, La terra trema occupa un posto speciale anche per la Sicilia. Visconti scelse infatti Aci Trezza, borgo marinaro nel territorio di Aci Castello, come scenario del film, girato nel 1947 e uscito nelle sale nel 1948.
Sullo schermo il regista decise di portare la vita reale della comunità dei pescatori, coinvolgendo abitanti del borgo, tra cui i fratelli Giovanni e Sebastiano Valastro, protagonisti della storia. Ma il tutto si riflesse anche sulla lingua, in quanto i personaggi parlavano in un siciliano stretto e arcaico, con l’aggiunta una voce narrante in italiano, affidata ad Antonio Pietrangeli, per la distribuzione nel territorio nazionale.
Le riprese si svolsero nei luoghi autentici di Aci Trezza, tra i faraglioni dei Ciclopi, il molo e le case dei pescatori. Il paesaggio e la quotidianità del borgo divennero così parte integrante del racconto.
Pur ispirandosi a Verga, Visconti introdusse nella vicenda una lettura politica e sociale. Il tentativo del giovane ’Ntoni Valastro di emanciparsi dallo sfruttamento dei grossisti fallisce, ma la sconfitta individuale si trasforma in una presa di coscienza collettiva, aprendo uno spiraglio verso un possibile cambiamento.
L’Anno viscontiano e l’iniziativa del Centro Studi Acitrezza
Proprio il legame tra il regista e il borgo siciliano è stato al centro dell’iniziativa promossa dal Centro Studi Acitrezza assieme al Comune di Aci Castello. Il progetto, denominato «L’Anno viscontiano», era stato inaugurato il 17 marzo 2026, in occasione del settantesimo anniversario della morte del regista, e si è conclusa il 2 novembre, nel giorno del centoventesimo anniversario della sua nascita.
Nel corso dell’anno, all’interno del festival del cortometraggio «Onde di Cinema», ospitato nell’ambito di TrezzArte, il Centro Studi ha organizzato la visione di due opere legate da un rapporto ideale: L’uomo di Aran di Robert J. Flaherty e La terra trema di Luchino Visconti.