Pesce, carne, uova e qualche verdura. Ma anche in questo caso bisogna fare attenzione alle quantità, alla preparazione e soprattutto alle esigenze nutrizionali dell’animale. Il gatto, infatti, non può essere considerato un piccolo commensale a cui offrire indistintamente ciò che mangiamo noi.
A differenza dell’uomo, il gatto è un carnivoro obbligato e la sua alimentazione deve essere basata soprattutto su nutrienti di origine animale. Per questo eventuali alimenti «umani» possono rappresentare soltanto un’integrazione occasionale e non sostituire una dieta completa e bilanciata.
Ma quali sono gli alimenti che possiamo condividere con il nostro gatto senza correre rischi? E quali, invece, è meglio evitare?
A spiegarlo è Mirko Ivaldi, veterinario appassionato di divulgazione, che mette innanzitutto in guardia da un errore molto comune: considerare il gatto simile al cane anche dal punto di vista alimentare.
Il gatto e la carne: sì, ma sempre con attenzione
«Il gatto deve mangiare cibi di origine animale».
È questo il punto di partenza. Tra gli alimenti che possono essere occasionalmente proposti c’è anche il pesce, che secondo Ivaldi viene generalmente digerito bene dal gatto.
La preparazione, però, è fondamentale.
«Alcuna forma di carne o pesce che il gatto mangia deve essere sbollentato o passato alla piastra per un semplice discorso di sicurezza alimentare».
Il consiglio è particolarmente importante quando si parla di alimenti crudi. Carne e uova crude possono infatti essere veicolo di batteri come Salmonella ed Escherichia coli, con possibili rischi sia per l’animale sia per le persone che vivono con lui.
La carne o il pesce destinati al gatto dovrebbero quindi essere semplici, senza condimenti, sale o ingredienti aggiunti.
Le uova: meglio cotte
Anche l’uovo può entrare, occasionalmente, nell’alimentazione del gatto.
«Digerisce molto bene l’uovo o alla coque o appena indurito come uovo sodo, mentre quello crudo lo sconsiglio sempre per un discorso di carattere igienico sanitario».
Anche in questo caso, dunque, la cottura rappresenta una precauzione importante. Le uova crude possono infatti contenere microrganismi patogeni e presentano ulteriori problematiche nutrizionali.
L’uovo, comunque, non deve diventare un alimento abituale né sostituire una dieta formulata specificamente per il fabbisogno del gatto.
Quali verdure può mangiare il gatto?
Il gatto non ha bisogno di una dieta vegetale, ma piccole quantità di alcuni alimenti di origine vegetale possono essere tollerate.
«Riguardo alle verdure qualcosina di vegetale lo può integrare anche se non è la base dell’alimentazione».
Tra gli alimenti indicati da Ivaldi ci sono zucca, zucchine e cetriolo.
«Quello che sono zucche, zucchine e cetriolo può mangiare quest’ultimo ovviamente cotto e anche crudo se piace».
La parola chiave resta comunque moderazione. La componente vegetale non deve diventare la parte principale della dieta, perché le esigenze nutrizionali del gatto sono profondamente diverse da quelle di un animale onnivoro.
Patate e curcuma: soltanto in piccolissime quantità
Anche per altri alimenti apparentemente innocui è necessario evitare gli eccessi.
«Blandamente sono concesse le patate, in quantità minuscola».
Ivaldi cita inoltre la curcuma tra le spezie che possono essere utilizzate in quantità molto limitate.
«Per le spezie può assumere un po’ di curcuma in quantità di un grammo alla settimana».
Anche in questo caso si tratta però di un’integrazione e non di qualcosa che debba entrare necessariamente nella dieta quotidiana del gatto.
La frutta: meglio essere selettivi
Quando si arriva alla frutta, le possibilità si restringono ulteriormente.
«A livello di frutta va bene il melone e l’anguria, mentre sconsiglio altri tipi di frutta, come uva, mele, pere o banane».
L’uva e l’uvetta, in particolare, sono alimenti da evitare per gli animali domestici. Le fonti veterinarie raccomandano inoltre di prestare attenzione a numerosi alimenti umani potenzialmente pericolosi, tra cui cipolla e aglio.
Per mele e pere, Ivaldi sottolinea invece il loro contenuto di zuccheri, mentre per la banana il problema indicato è soprattutto la consistenza.
«Mele e pere perché sono ricchi di zuccheri che il gatto non digerisce, mentre per la banana la consistenza è troppo collosa e potrebbe dare origine a episodi di diarrea di tipo comunque fisico».
In ogni caso, la frutta non è un alimento necessario nella dieta del gatto e non dovrebbe diventare una componente significativa dei suoi pasti.
Il gatto non è un piccolo cane
Uno degli aspetti più importanti è proprio la differenza tra gatto e cane.
«Rispetto al cane ha meno opzioni anche perché si adatta difficilmente a cibi nuovi».
Il gatto tende infatti a essere particolarmente selettivo nei confronti di odori, consistenze e sapori. Anche per questo l’introduzione di nuovi alimenti dovrebbe essere graduale e prudente. International Cat Care sottolinea che le preferenze individuali del gatto possono essere molto marcate e che i cambiamenti della dieta vanno introdotti con cautela.
Non è quindi necessario «variare» continuamente ciò che mangia il gatto per rendergli la dieta più interessante. Se l’alimentazione abituale è completa e adeguata, gli eventuali assaggi di cibo umano devono rimanere un elemento marginale.
E i cereali nelle crocchette?
Un altro equivoco riguarda la presenza di mais e frumento negli alimenti industriali per gatti.
«In commercio ci sono alimenti processati come crocchette con all’interno mais o frumento. In quel caso il trattamento mangimistico effettuato è sufficiente a garantire digeribilità».
Il processo produttivo può infatti rendere l’amido contenuto negli ingredienti vegetali più digeribile.
«In quel caso l’amido diventa digeribile, anche se bisogna vedere la quantità di mais o frumento».
La presenza di un ingrediente vegetale, quindi, non significa automaticamente che un alimento commerciale sia inadatto al gatto. La valutazione deve riguardare la composizione complessiva dell’alimento e soprattutto la sua capacità di fornire tutti i nutrienti necessari.
Cosa non dare al gatto
Accanto agli alimenti che possono essere offerti occasionalmente, è importante ricordare quelli che devono rimanere fuori dalla ciotola.
Tra i principali alimenti da evitare ci sono uva e uvetta, cipolla, aglio, erba cipollina, cioccolato, alcol e prodotti contenenti xilitolo. Anche gli alimenti eccessivamente salati o grassi possono creare problemi.
Particolare attenzione va inoltre riservata a ossa, carne e uova crude. Le ossa possono provocare lesioni o ostruzioni dell’apparato gastrointestinale, mentre gli alimenti crudi possono aumentare il rischio di esposizione a batteri e parassiti.
In caso di ingestione accidentale di un alimento potenzialmente tossico, è sempre opportuno rivolgersi rapidamente al veterinario.