Giornata mondiale del mare, dalla politica alla pratica: la sfida per un Mediterraneo più sicuro e sostenibile

di Tindaro Guadagnini

Oggi, 24 settembre, si celebra la Giornata mondiale marittima. Il tema scelto dall’IMO per il biennio 2026-2027 richiama la necessità di trasformare le regole internazionali in azioni concrete. Una ricorrenza che parla da vicino anche alla Sicilia, terra profondamente legata al mare.

Il mare non è soltanto una linea blu sulla carta geografica. È commercio, lavoro, energia, turismo, pesca, sicurezza e, soprattutto, una delle infrastrutture naturali più importanti per l’economia globale.

Oggi, 24 settembre 2026, si celebra la Giornata mondiale marittima, promossa dall’Organizzazione marittima internazionale (IMO). La ricorrenza cade ogni anno nell’ultimo giovedì di settembre e nel 2026 assume un significato particolare. Il tema scelto per il biennio 2026-2027 è “From Policy to Practice: Powering Maritime Excellence”, traducibile come “Dalla politica alla pratica: rafforzare l’eccellenza marittima”.

Il messaggio dell’IMO è chiaro. Non basta adottare norme e convenzioni internazionali. Quelle regole devono essere applicate concretamente, attraverso legislazioni nazionali efficaci, controlli, formazione e strumenti adeguati.

Il mare che sostiene il mondo

Secondo le Nazioni Unite, oltre l’80% del commercio internazionale viaggia via mare. Dietro ogni nave ci sono quindi merci, energia, materie prime e prodotti destinati a milioni di persone. Il funzionamento della rete marittima internazionale ha conseguenze dirette sulla vita quotidiana e sull’economia dei Paesi.

La Giornata mondiale marittima richiama dunque l’attenzione su una realtà spesso invisibile. La sicurezza delle rotte, la protezione dei lavoratori del mare, la tutela dell’ambiente e la resilienza dei porti sono elementi fondamentali per garantire la continuità degli scambi internazionali.

Ma il settore deve affrontare anche sfide sempre più complesse, dalla decarbonizzazione del trasporto marittimo alla digitalizzazione, dalla cybersicurezza alla protezione degli ecosistemi marini.

Una ricorrenza che riguarda da vicino la Sicilia

Per una regione come la Sicilia, il tema assume una dimensione ancora più concreta.

L’Isola si trova al centro del Mediterraneo e la sua storia, la sua economia e la sua identità sono profondamente legate al mare. Porti, collegamenti marittimi, pesca, cantieristica e turismo rappresentano componenti importanti della vita economica e sociale del territorio.

Il Mediterraneo è, allo stesso tempo, uno spazio di collegamento e una frontiera. È attraversato quotidianamente da navi mercantili, traghetti, imbarcazioni da pesca e mezzi impegnati nelle diverse attività marittime.

In questo scenario, applicare concretamente le regole significa parlare di sicurezza della navigazione, tutela dei lavoratori, prevenzione dell’inquinamento e capacità dei porti di affrontare le trasformazioni tecnologiche e ambientali.

Dalle regole alle azioni

È proprio questo il cuore della Giornata mondiale marittima 2026. L’IMO sottolinea come il valore delle convenzioni internazionali dipenda dalla loro effettiva applicazione. Per questo il tema del biennio punta su formazione, assistenza tecnica, rafforzamento delle capacità e condivisione delle competenze.

Anche il segretario generale dell’ONU António Guterres, nel messaggio diffuso per la ricorrenza, ha richiamato l’importanza del rispetto del diritto internazionale e della sua piena attuazione, sottolineando il ruolo di marittimi, lavoratori portuali, operatori e ispettori.

Il principio è semplice. Una norma sulla carta produce risultati soltanto quando diventa comportamento concreto.

Proteggere chi lavora sul mare

La Giornata mondiale marittima è anche un’occasione per ricordare le persone che rendono possibile il funzionamento della grande macchina del trasporto marittimo.

Marittimi, lavoratori portuali, tecnici, operatori e ispettori svolgono attività essenziali spesso lontano dall’attenzione dell’opinione pubblica. L’IMO, nel programma della giornata, pone infatti particolare attenzione alla sicurezza delle persone e alla necessità di rendere il settore più resiliente.

Il mare, dunque, non è soltanto una risorsa da utilizzare. È anche un ambiente da proteggere e un luogo di lavoro nel quale sicurezza e diritti devono trovare applicazione concreta.

La sfida del Mediterraneo

Per la Sicilia e per l’intero Mediterraneo, la sfida dei prossimi anni sarà quella di conciliare traffici e sviluppo con sicurezza e tutela ambientale.

La Giornata mondiale marittima non offre una risposta unica, ma pone una domanda precisa. Quanto siamo capaci di trasformare gli impegni internazionali in risultati visibili nei porti, sulle navi e lungo le nostre coste?

La risposta passa dalla capacità delle istituzioni, degli operatori economici e dei lavoratori di collaborare, ma anche dalla consapevolezza dei cittadini.

Perché il mare può essere una grande autostrada del commercio mondiale, ma resta soprattutto un patrimonio comune. E proteggerlo significa proteggere anche il futuro delle comunità che, come quelle siciliane, dal mare dipendono e con il mare convivono ogni giorno.