Sanremo 2027, Stefano De Martino cambia le regole del Festival

di Denise Bentivegna

Dalla nuova Serata Performance alla presenza di tutti i 24 artisti ogni sera, passando per il voto su RaiPlay e i nuovi limiti all’intelligenza artificiale. Il primo Festival firmato Stefano De Martino comincia a prendere forma.

Il Festival di Sanremo 2027 comincia a prendere forma e, per la prima volta, porta la firma di Stefano De Martino anche nelle regole che ne definiscono lo svolgimento. Il nuovo direttore artistico ha presentato il regolamento della 77ª edizione, in programma al Teatro Ariston dal 16 al 20 febbraio, svelando una formula che introduce diverse novità rispetto alle ultime edizioni.

Il punto di partenza è una scelta precisa. Ridurre il numero degli artisti in gara a 24 e farli salire tutti sul palco in ognuna delle cinque serate. Una decisione legata direttamente alla struttura pensata da De Martino, che vuole lasciare a ogni concorrente uno spazio riconoscibile all’interno del Festival senza dilatare eccessivamente i tempi della gara.

Tutti sul palco, tutte le sere

Da martedì 16 a sabato 20 febbraio, quindi, i 24 Campioni torneranno davanti al pubblico dell’Ariston ogni sera.

Il martedì e il mercoledì saranno dedicate all’ascolto dei brani in gara, mentre il giovedì resterà la serata delle cover e dei duetti. Il venerdì arriverà invece una delle principali novità di questa edizione, la Serata Performance, mentre il sabato sarà dedicato alla finale.

La formula cambia anche il rapporto tra le canzoni e la classifica. I brani saranno ascoltati più volte durante la settimana e i punteggi delle serate valide per la gara contribuiranno alla graduatoria dalla quale emergeranno i finalisti.

La finale porterà poi a una nuova votazione tra i tre e i cinque artisti arrivati nelle posizioni più alte. Il risultato conclusivo nascerà dalla combinazione tra il voto della Giuria Popolare e i punteggi accumulati durante le serate precedenti.

La serata che guarda all’Eurovision

È però il venerdì 19 febbraio a introdurre la novità più evidente.

La Serata Performance prende il posto della tradizionale serata pensata per l’Eurovision e assegnerà proprio in quella occasione il posto di rappresentante italiano all’Eurovision Song Contest 2027. Il vincitore di Sanremo, quindi, non sarà automaticamente il rappresentante dell’Italia alla manifestazione europea.

I 24 artisti saranno chiamati a riproporre i propri brani attraverso una dimensione più spettacolare, con particolare attenzione alla messa in scena, alle coreografie e all’aspetto visivo.

A determinare il risultato saranno il televoto e una Academy internazionale, composta da esperti provenienti da diversi settori dello spettacolo, dalla musica alla scenografia e alla coreografia.

È un cambio significativo nel rapporto tra Sanremo ed Eurovision e introduce, per la prima volta, una serata nella quale la componente spettacolare diventa parte integrante della competizione.

Il voto arriva su RaiPlay

Un’altra novità riguarda il sistema di voto.

Per la prima volta sarà possibile votare anche online attraverso RaiPlay, gratuitamente. La piattaforma non servirà soltanto per esprimere la propria preferenza, ma offrirà anche contenuti speciali legati al Festival.

Il sistema di voto resterà comunque articolato tra le diverse giurie e il televoto, con pesi differenti a seconda della serata.

L’obiettivo dichiarato da De Martino è mantenere un equilibrio tra il giudizio degli addetti ai lavori e quello del pubblico che segue il Festival da casa.

Sanremo 2027 e l’intelligenza artificiale

Tra le novità più legate al presente c’è anche il rapporto con l’intelligenza artificiale.

Il regolamento introduce per la prima volta limiti espliciti all’utilizzo dell’IA generativa. Testi e musiche dovranno essere frutto dell’ingegno umano e la Rai, insieme alla Direzione Artistica, potrà effettuare verifiche tecnologiche per individuare eventuali utilizzi non consentiti.

De Martino ha sintetizzato l’idea parlando di “intelligenza artigianale”, mettendo al centro l’elemento umano della creazione musicale. L’intenzione dichiarata è difendere il lavoro degli artisti e riportare l’attenzione sulla musica suonata e costruita attraverso competenze, studio e interpretazione.

Chi arriverà all’Ariston

Per conoscere i nomi dei 24 Campioni bisognerà ancora aspettare.

La scadenza per la presentazione delle proposte è fissata al 23 novembre, mentre l’ufficializzazione dei protagonisti potrà arrivare dal 29 novembre.

De Martino ha raccontato di aver già iniziato gli ascolti e di voler riportare in gara il maggior numero possibile di grandi artisti italiani. Sugli ospiti, invece, ha invitato a mantenere basse le aspettative, spiegando che a settembre è ancora presto per parlare di nomi definitivi.

Anche l’ipotesi di una reunion dei Måneskin è stata affrontata durante l’incontro con la stampa. De Martino ha ammesso che l’idea gli piacerebbe, ma ha precisato che al momento è troppo presto per parlarne.

Un Festival più compatto

C’è poi un’altra scelta che riguarda il ritmo delle serate.

De Martino ha spiegato di voler chiudere il Festival pochi minuti dopo l’1:00, lasciando spazio al Dopofestival. Anche quest’ultimo dovrebbe avere un’impronta diversa, definita dallo stesso conduttore come un Dopofestival “un po’ pirata”.

Il primo Sanremo firmato Stefano De Martino comincia a delinearsi attraverso una serie di modifiche che intervengono soprattutto sul modo di vivere la gara.

Sarà il primo Festival nel quale il suo modo di intendere la gara comincia a diventare parte concreta della formula.

 

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