Addio a Peter Max, l’artista che diede un volto psichedelico agli anni Sessanta

di Tindaro Guadagnini

È morto a 88 anni il pittore e designer tedesco-americano che trasformò colori, stelle, arcobaleni e figure cosmiche nei simboli visivi di un’intera generazione. La sua arte attraversò la controcultura, la pubblicità e la cultura popolare, arrivando fino alle Olimpiadi, ai francobolli e agli aerei.

Peter Max è morto lunedì 14 settembre a New York. Aveva 88 anni. La notizia è stata confermata dal figlio Adam, che ha ricordato il padre per la sua creatività, il calore umano e la capacità di vedere ovunque «bellezza e possibilità». La causa della morte non è stata resa pubblica. Max soffriva da tempo di una forma avanzata di demenza.

Con la sua scomparsa se ne va uno degli artisti che più di ogni altro seppero trasformare l’immaginario degli anni Sessanta in un linguaggio immediatamente riconoscibile. Colori accesi, soli sorridenti, arcobaleni, fiori, pianeti, stelle e figure umane sospese in paesaggi cosmici: il mondo di Peter Max sembrava fatto per raccontare l’ottimismo e l’energia della stagione della flower power.

Dalla fuga dalla Germania alla New York degli anni Sessanta

Peter Max Finkelstein era nato a Berlino nel 1937, in una famiglia ebrea. Quando era ancora bambino, la famiglia lasciò la Germania nazista e trovò rifugio prima a Shanghai. Negli anni successivi Max visse anche in Tibet, Israele e Parigi, prima di trasferirsi negli Stati Uniti a 16 anni.

A New York entrò in contatto con quella cultura americana che aveva già imparato ad amare attraverso fumetti, cinema e musica. Studiò alla Art Students League, alla School of Visual Arts e al Pratt Institute e nel 1961 aprì uno studio di graphic design.

Fu l’inizio di una carriera destinata a modificare profondamente il rapporto tra arte e cultura popolare.

Il colore come linguaggio

Il successo arrivò negli anni Sessanta e Settanta, quando le sue immagini cominciarono a comparire ovunque: poster, copertine, oggetti per la casa, tessuti e pubblicità.

Il suo stile, influenzato dall’Art Nouveau, dall’optical art, dalla grafica pubblicitaria e dalla cultura psichedelica, era immediatamente riconoscibile. Le sue immagini potevano essere riprodotte facilmente e raggiungere un pubblico enorme.

Fu proprio questa accessibilità a diventare una delle caratteristiche più importanti della sua carriera. Max non considerava l’arte qualcosa destinato esclusivamente ai musei o ai collezionisti: voleva portarla nella vita quotidiana.

La sua popolarità fu tale che le sue opere finirono su decine di linee di prodotti commerciali. Poster e oggetti con i suoi disegni entrarono nelle case di milioni di americani, trasformando l’artista stesso in una figura della cultura pop.

Dalla controcultura ai grandi eventi americani

La forza comunicativa delle sue immagini lo portò ben oltre il mondo dei poster.

Peter Max fu scelto come artista ufficiale per eventi come le Olimpiadi, il Super Bowl, la 500 Miglia di Indianapolis, i Mondiali di calcio e le World Series. Realizzò inoltre progetti per grandi aziende e istituzioni, arrivando a trasformare persino un Boeing 777 e una nave da crociera in gigantesche tele volanti.

Nel 1974 una delle sue figure più celebri, il cosiddetto Cosmic Jumper, comparve anche su un francobollo statunitense dedicato all’Expo ’74 di Seattle.

La sua arte era ormai diventata parte del paesaggio americano.

Il ritorno alla pittura

Il paradosso della sua enorme popolarità commerciale, tuttavia, non gli sfuggiva.

Max raccontò più volte di aver provato un certo disagio nel vedere la propria arte trasformata in un’infinità di prodotti. A un certo punto decise di interrompere temporaneamente quell’attività commerciale per tornare alla pittura.

Tra i suoi progetti più celebri di quel periodo ci fu una serie dedicata alla Statua della Libertà, realizzata nel 1981 dopo un invito alla Casa Bianca da parte della first lady Nancy Reagan.

La Statua della Libertà sarebbe poi diventata uno dei soggetti ricorrenti della sua produzione, insieme ai paesaggi cosmici e alle figure immerse in un’esplosione di colori.

Un artista tra arte e cultura di massa

Il rapporto di Peter Max con il mondo dell’arte non fu sempre semplice. Il suo enorme successo commerciale e la sua scelta di rivolgersi a un pubblico di massa portarono talvolta a una considerazione meno favorevole da parte di alcuni ambienti dell’arte contemporanea.

Eppure la sua influenza culturale è difficilmente ignorabile.

Le sue opere sono state esposte in numerosi musei e il Museum of Modern Art di New York conserva sette suoi lavori. Il suo linguaggio visivo ha continuato a essere riconoscibile ben oltre gli anni Sessanta, attraversando generazioni e riapparendo continuamente nella moda, nella grafica, nella pubblicità e nell’immaginario pop.

La sua storia personale ebbe anche momenti controversi. Nel 1997 Max si dichiarò colpevole in un procedimento per frode fiscale relativo a redditi non dichiarati; negli ultimi anni la sua vita privata fu inoltre al centro di dispute familiari riportate dalla stampa americana.

Ma è soprattutto attraverso le sue immagini che Peter Max verrà ricordato.

«Vedo tutto attraverso occhi arcobaleno»

In una delle sue dichiarazioni più note, Max disse di vedere il mondo attraverso «rainbow eyes», occhi arcobaleno.

È forse la definizione che meglio riassume una carriera durata oltre mezzo secolo.

Peter Max prese il linguaggio della pubblicità, quello della grafica, le suggestioni dell’Art Nouveau, la spiritualità orientale e l’energia della controcultura e li trasformò in qualcosa di nuovo: un universo colorato, semplice e immediato, capace di uscire dalle gallerie per entrare nelle case e nella cultura quotidiana.

La sua arte nacque nell’epoca della flower power, ma non rimase prigioniera degli anni Sessanta.

A Peter Max sopravvive soprattutto questo: un modo di guardare il mondo attraverso il colore, l’immaginazione e la possibilità di trasformare anche la cultura di massa in uno spazio per l’arte.

jacktoto

slot gacor

situs toto

jacktoto

toto togel

jacktoto

situs togel

situs toto

situs toto

situs toto

situs toto