Dal palloncino di Grüntzig alla cardiologia interventistica, una rivoluzione lunga quasi mezzo secolo

di Tindaro Guadagnini

16 settembre 1977: il giorno che cambiò la cardiologia

Il 16 settembre si celebra la Giornata internazionale della cardiologia interventistica. La data ricorda una procedura che nel 1977 cambiò la storia della medicina cardiovascolare: la prima angioplastica coronarica eseguita da Andreas Grüntzig.

Il cuore della ricorrenza è una data precisa: 16 settembre 1977. Quel giorno, all’Ospedale universitario di Zurigo, il cardiologo Andreas Grüntzig eseguì la prima angioplastica coronarica percutanea su un paziente sveglio. Attraverso un catetere dotato di un piccolo palloncino fu possibile dilatare una stenosi dell’arteria coronaria senza ricorrere alla chirurgia a cuore aperto.

Andreas Grüntzig e il primo palloncino coronarico

Quasi mezzo secolo dopo, quella tecnica pionieristica è diventata il punto di partenza di una disciplina molto più ampia: la cardiologia interventistica. Oggi attraverso cateteri introdotti nei vasi sanguigni è possibile intervenire su numerose patologie cardiovascolari, con procedure che comprendono angioplastiche e impianto di stent e, in casi selezionati, interventi sulle valvole cardiache e altre strutture del cuore.

La Giornata internazionale è stata istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2022 proprio per aumentare la consapevolezza sulle malattie cardiovascolari, sulle procedure interventistiche, sulle possibili complicanze e sull’importanza della prevenzione e dell’assistenza.

Il tema assume un peso particolare considerando l’impatto delle malattie cardiovascolari sulla popolazione mondiale. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nel 2022 circa 19,8 milioni di persone sono morte per malattie cardiovascolari, pari a circa il 32% di tutti i decessi globali. Circa l’85% di queste morti è riconducibile a infarto e ictus. Più di tre quarti dei decessi cardiovascolari avvengono inoltre nei Paesi a basso e medio reddito.

La cardiologia interventistica rappresenta dunque una delle frontiere della medicina moderna, ma la tecnologia da sola non basta. L’Organizzazione mondiale della sanità sottolinea l’importanza della diagnosi precoce, dell’accesso ai farmaci e alle tecnologie sanitarie e della possibilità di ricevere cure adeguate. Parallelamente, una parte significativa del peso delle malattie cardiovascolari può essere ridotta intervenendo sui principali fattori di rischio, tra cui fumo, alimentazione non equilibrata, sedentarietà, consumo dannoso di alcol e inquinamento atmosferico.

La storia iniziata a Zurigo nel 1977 racconta così molto più di un’innovazione tecnica. Racconta l’evoluzione di una medicina che, in quasi cinquant’anni, ha sviluppato strumenti sempre più sofisticati per raggiungere il cuore attraverso i vasi sanguigni, riducendo in molti casi l’invasività delle procedure.

Ma la ricorrenza del 16 settembre richiama anche l’altra faccia della medicina cardiovascolare: prevenire resta fondamentale. Accanto alle sale di emodinamica, ai cateteri e alle tecnologie più avanzate, continuano ad avere un ruolo decisivo la prevenzione, la diagnosi tempestiva e l’accesso alle cure.

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