Allergie agli occhi a settembre: prurito e rossore non finiscono con la primavera

di Redazione

Occhi rossi, prurito, lacrimazione e quella tentazione quasi irresistibile di strofinarli.

Quando questi sintomi compaiono a settembre, l’allergia non è sempre la prima cosa a cui pensiamo. Nell’immaginario comune, infatti, le allergie oculari appartengono soprattutto alla primavera.

Ma è davvero così? Ne parliamo con l’oculista Giovanni Moschitta.

«La primavera è certamente uno dei periodi più conosciuti per le manifestazioni allergiche, ma non è l’unico. Anche tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno alcuni allergeni possono essere presenti nell’ambiente e provocare sintomi oculari nei soggetti predisposti».

Come si manifesta un’allergia agli occhi? Uno dei sintomi più caratteristici è il prurito.

«Il paziente con congiuntivite allergica riferisce spesso prurito, lacrimazione, arrossamento e talvolta gonfiore delle palpebre. Generalmente sono coinvolti entrambi gli occhi, anche se l’intensità dei sintomi può variare», spiega Moschitta.

Il problema è che alcuni di questi segnali possono comparire anche in altre condizioni. Occhio secco, irritazioni, infezioni e altre patologie della superficie oculare possono provocare rossore e fastidio. Per questo affidarsi esclusivamente all’autodiagnosi non è sempre una buona idea.

Perché l’allergia può comparire anche a settembre?

La presenza degli allergeni varia in base al periodo dell’anno, alla vegetazione e alle condizioni ambientali. Inoltre, con il ritorno alla routine cambiano anche gli ambienti che frequentiamo.

«Non dobbiamo pensare soltanto ai pollini. Muffe, polvere e acari possono avere un ruolo nei soggetti sensibili. Individuare la causa dei sintomi è importante soprattutto quando il problema si ripresenta frequentemente».

Strofinare gli occhi dà sollievo. Perché non dovremmo farlo? È probabilmente il gesto più spontaneo quando gli occhi prudono. Per qualche secondo sembra funzionare. Poi il fastidio torna e si ricomincia.

«Strofinare energicamente gli occhi può aumentare l’irritazione della superficie oculare. Nei pazienti predisposti e soprattutto quando il gesto è molto frequente e vigoroso, è un’abitudine che va scoraggiata», sottolinea Moschitta.

Il consiglio è quindi quello di intervenire sulla causa del prurito invece di continuare a traumatizzare meccanicamente l’occhio.

Posso utilizzare un collirio che ho già a casa?

Anche questa è una pratica piuttosto comune. Rimane un flacone utilizzato mesi prima, gli occhi diventano rossi e si decide di riprenderlo autonomamente.

«Non tutti i colliri sono uguali e non tutti sono indicati per un’allergia. Alcuni farmaci oculari devono essere utilizzati soltanto su indicazione medica. Prima di iniziare una terapia è importante capire che cosa sta provocando realmente i sintomi».

Quando è meglio rivolgersi all’oculista?

Se il disturbo è frequente, particolarmente intenso o non migliora, è opportuno effettuare una valutazione. E ci sono situazioni in cui non bisogna dare per scontato che si tratti di allergia.

«Dolore importante, forte sensibilità alla luce, secrezioni anomale o una riduzione della vista non sono sintomi da attribuire automaticamente a una semplice congiuntivite allergica e richiedono una valutazione oculistica».

Il ritorno al lavoro e allo studio porta facilmente a pensare che qualsiasi fastidio agli occhi dipenda dalle ore trascorse davanti agli schermi. Ma settembre porta con sé anche altri fattori.

«La cosa importante è osservare i sintomi senza banalizzarli. Un occhio che prude occasionalmente è diverso da un disturbo che torna ogni giorno o che si accompagna ad altre manifestazioni», conclude Moschitta.

La primavera, quindi, non ha l’esclusiva sulle allergie oculari. E se a settembre gli occhi ricominciano a prudere, prima di strofinarli per l’ennesima volta potrebbe essere utile capire perché.

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