Quando la memoria si fa pienamente adolescente. Diciassette anni sono ormai trascorsi dalla scomparsa di Mike Bongiorno, venuto a mancare l’otto settembre del 2009. Le sue battute in televisione hanno fatto la storia e ci accompagnano sempre, tra una conversazione al bar e un programma di approfondimento televisivo, attinente alla sua carriera. Cosa rischia di sfumare, approssimandoci al ventennale della sua scomparsa? Le tappe della sua biografia, parimenti importanti quanto le sue apparizioni sul piccolo schermo.

di Marco Leonardi

«Mi chiamo Michael Nicholas Salvatore Bongiorno, senza la “u”. Michael, in ricordo del nonno Michelangelo; Nicholas, in omaggio allo zio generale Nicolò Oneto di San Lorenzo, e Salvatore…è per me un mistero». Non vorremmo peccare di presunzione, e ci affidiamo all’Onnipotente. Siamo certi che, da lassù, i «Misteri» da Rivelazione siano ben più profondi del perché il terzo nome del fu presentatore, per antonomasia, dei quiz televisivi, non fosse mai stato chiarito, lui (Mike) vivente.

Di origini siciliane, la famiglia Bongiorno alludeva al Salvatore per eccellenza, al fine di porre il nascituro, venuto al mondo il 26 maggio del 1924 a New York, nei pressi del rinomato quartiere “finanziario” di Wall Street. «Il 26 settembre del 1944 mi fecero uscire dalla cella e mi caricarono su un camion che trasportava altri prigionieri come me, e dopo quindici ore di viaggio scendemmo in un luogo che presto scoprii essere il campo di concentramento di Bolzano, noto anche come il lager di Gries».

Anche chi ha proferito in vita sua centinaia di volte la parola «Allegria!», ha recato, con signorilità e compostezza, le ferite del Secondo Conflitto Mondiale nel proprio bagaglio di ricordi. «Il mito narra che durante la ventiquattresima puntata di Rischiatutto, il 16 luglio 1970, commentando un suo fatale errore in un momento di grande tensione emotiva, io le abbia detto: Ahi ahi ahi signora Longari, lei mi è caduta sull’uccello! […] mi dispiace sfatare un mito […] non ho mai detto quella frase».

Grazie, dottor Bongiorno, per averci ricordato l’importanza di verificare le fonti, in questo caso le registrazioni, prima di diffondere notizie-bufala, per giunta contribuendo a radicarle nella memoria collettiva di un intero popolo! «Per alcune edizioni il Giro di Mike fu sponsorizzato dalla FIAT che ci dava una ventina di macchine con anche dei meccanici per controllarle […] nel corso dell’estate coprivamo abitualmente oltre 20.000 km per attraversare da Nord a Sud l’Italia». Mike Bongiorno rappresenta un esempio di carriera fortunata, a patto di ricordare, in primis ai più giovani, quante fatiche e privazioni si devono subire, per realizzare i propri sogni? «Risposta esattaaa!». Siamo arrivati a contare 17, lunghissimi anni, senza dimenticarLa, stimatissimo Mike Bongiorno. Saremo anche in grado di emularla? 

(Immagine posta a corredo del presente articolo, scelta dal prof. Leonardi a beneficio dei lettori.  Allegria…ma non solo! Nato a New York nel 1924 e spentosi a Monte Carlo nel 2009, Michael Nicholas Salvatore Bongiorno è, di certo, l’Italoamericano più famoso della televisione italiana di ogni stagione. Cosa sappiamo, davvero, della sua biografia? Riprendete La versione di Mike (Mondadori, Milano 2007 sgg.) e riaccendete la TV. La conoscenza dei risvolti biografici sulla vita del più famoso presentatore (insieme a Pippo Baudo) della televisione popolare, non ammette che due, diverse prese di posizione, in relazione alla conoscenza del suo vissuto. Lasciate perdere, oppure raddoppiate le vostre conoscenze, mediante la lettura di questo libro autobiografico).

Autodafé immaginato, puntata n° 65 di giovedì 10 settembre 2026

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