Aloni intorno alle luci: cosa stanno cercando di dirci i nostri occhi?

di Redazione

Guidare di sera e accorgersi che i fari delle automobili sembrano circondati da un alone. Guardare un lampione e percepire una sorta di cerchio luminoso intorno alla fonte di luce.

Può capitare occasionalmente, ma quando il fenomeno diventa frequente è naturale chiedersi se ci sia qualcosa che non va nella propria vista.

Ne abbiamo parlato con l’oculista Giovanni Moschitta.

«Vedere degli aloni intorno alle sorgenti luminose non indica necessariamente la presenza di una patologia. È un sintomo che può avere origini differenti e deve essere valutato considerando l’età del paziente, le condizioni dell’occhio e le circostanze in cui compare».

Perché gli aloni si notano soprattutto la sera?

Il fenomeno tende a diventare più evidente in condizioni di scarsa illuminazione.

«Al buio la pupilla si dilata e cambiano le condizioni attraverso cui la luce entra nell’occhio. Per questo alcune imperfezioni ottiche che durante il giorno vengono percepite poco possono diventare più evidenti durante la guida notturna», spiega Moschitta.

Gli aloni possono quindi essere associati anche a difetti refrattivi non corretti adeguatamente, come miopia e astigmatismo.

Anche l’occhio secco può influenzare la qualità della visione?

Sì. Il film lacrimale contribuisce alla regolarità della superficie ottica dell’occhio. Quando è instabile, la qualità della visione può variare.

«Una persona con occhio secco può riferire una visione che si appanna, cambia durante la giornata o peggiora dopo molte ore davanti agli schermi. In alcuni casi può percepire maggiormente anche fenomeni luminosi e abbagliamento».

Se l’alone cambia o si riduce dopo aver ammiccato, per esempio, può esserci una componente legata proprio alla superficie oculare. Sarà comunque la valutazione oculistica a chiarirne l’origine.

Aloni e cataratta: qual è il rapporto?

Con l’avanzare dell’età bisogna considerare anche il cristallino. La cataratta determina una progressiva perdita di trasparenza del cristallino e può modificare il modo in cui la luce attraversa l’occhio.

«Uno dei disturbi che alcuni pazienti con cataratta riferiscono è proprio una maggiore sensibilità all’abbagliamento, soprattutto durante la guida notturna. I fari possono diventare più fastidiosi e la qualità della visione in condizioni di basso contrasto può ridursi», chiarisce Moschitta.

Non significa, naturalmente, che vedere un alone equivalga ad avere la cataratta. È uno dei possibili sintomi che devono essere interpretati nel quadro complessivo.

Quando bisogna preoccuparsi?

Il modo in cui il sintomo compare è fondamentale. Un fenomeno presente da tempo e stabile è diverso da un’alterazione visiva comparsa improvvisamente.

«Se gli aloni compaiono improvvisamente, soprattutto se associati a dolore oculare, forte arrossamento, nausea, mal di testa intenso o un calo della vista, è necessaria una valutazione medica tempestiva», sottolinea l’oculista.

Alcune condizioni oculari acute possono infatti manifestarsi anche con aloni colorati intorno alle luci e richiedere un intervento rapido. Anche quando non esiste un’urgenza, un disturbo che rende difficile guidare di sera non dovrebbe essere semplicemente accettato.

«Molti pazienti arrivano alla visita dicendo di aver smesso di guidare la sera perché i fari danno troppo fastidio. È importante capire perché sta accadendo: a volte è sufficiente aggiornare la correzione visiva, altre volte bisogna intervenire su una condizione della superficie oculare o approfondire ulteriormente».

Vedere aloni intorno alle luci, quindi, non permette di formulare una diagnosi da soli.

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