Settant’anni e una carriera che attraversa il cinema italiano dagli anni Ottanta fino a oggi. Laura Morante festeggia oggi il suo compleanno con una lunga storia fatta di teatro, cinema, televisione e personaggi che hanno lasciato il segno nel pubblico.
Nata il 21 agosto 1956 a Santa Fiora, in provincia di Grosseto, Laura Morante arriva alla recitazione passando prima dal teatro. Un percorso che la porta, ancora giovanissima, a lavorare con Carmelo Bene, prima di approdare sul grande schermo e iniziare una delle carriere più interessanti del cinema italiano.
Il debutto cinematografico arriva nel 1980 con Oggetti smarriti di Giuseppe Bertolucci. Da quel momento il suo nome comincia a comparire accanto a quello di registi come Bernardo Bertolucci, Nanni Moretti, Gabriele Salvatores e Pupi Avati.
Proprio con Nanni Moretti nasce uno dei sodalizi più importanti della sua carriera. Sogni d’oro, Bianca e, molti anni più tardi, La stanza del figlio sono tre tappe di un percorso che permette a Morante di confrontarsi con personaggi molto diversi tra loro.
E proprio La stanza del figlio, nel 2001, le regala uno dei momenti più importanti della sua carriera. Nel ruolo di Paola, una madre alle prese con la perdita del figlio, Laura Morante riesce a raccontare il dolore senza mai trasformarlo in qualcosa di eccessivo. Un’interpretazione intensa che le vale il David di Donatello e il Nastro d’argento come migliore attrice protagonista.
Nello stesso periodo arriva anche Ricordati di me, il film del 2003 diretto da Gabriele Muccino, nel quale Morante interpreta Giulia, una madre e moglie che si trova a fare i conti con una famiglia apparentemente normale, ma attraversata da desideri, insoddisfazioni e sogni rimasti a metà. Al suo fianco Marco Giallini, Fabrizio Bentivoglio e Monica Bellucci, in una pellicola che racconta con ironia e amarezza le fragilità della famiglia italiana e il bisogno, spesso silenzioso, di sentirsi ancora protagonisti della propria vita.
La sua carriera, però, non si ferma ai ruoli drammatici. Negli anni arrivano commedie, film d’autore, produzioni internazionali e fiction, mostrando una capacità di cambiare registro che diventa una delle caratteristiche più riconoscibili del suo lavoro.
Nel 2012 arriva anche il debutto alla regia con Ciliegine, seguito qualche anno dopo da Assolo. Un’altra sfida, questa volta dall’altra parte della macchina da presa, che racconta ancora una volta la curiosità di un’artista mai rimasta ferma davanti a una sola possibilità.
A settant’anni, Laura Morante porta con sé una carriera fatta di incontri, personaggi e storie molto diverse, attraversate sempre con quella misura che è diventata una delle sue caratteristiche più riconoscibili.
Dal teatro al cinema, dalla recitazione alla regia, il suo percorso non ha mai seguito una sola strada.
Oggi resta il tempo di festeggiare. Quello che verrà, invece, sarà ancora tutto da raccontare.