Da Manga Cult a Manga Classic, passando per Manga Novel, One Shot e Shojo: Sprea amplia il proprio universo dedicato alla cultura pop giapponese e punta su un pubblico trasversale, tra nostalgia, collezionismo e nuove generazioni
C’è un Giappone che non passa mai di moda. È quello dei manga, degli anime, delle sigle televisive, dei personaggi diventati icone e di quelle storie che, generazione dopo generazione, continuano a trovare nuovi lettori.
È proprio su questo terreno che Sprea Editori sta rafforzando la propria presenza con una proposta editoriale sempre più ampia dedicata al mondo manga. Un progetto che non si limita a una singola pubblicazione, ma prende la forma di un vero e proprio catalogo articolato in collane differenti, pensate per intercettare gusti e pubblici diversi.
Il gruppo editoriale, fondato nel 1993, è storicamente presente nel settore dei periodici tematici e dichiara oggi un’offerta di circa 50 pubblicazioni periodiche, oltre a numerosi speciali.
Da Manga Cult a un universo editoriale
Il cuore della nuova proposta è Manga Cult, una collana che ha scelto di riportare sotto i riflettori titoli legati soprattutto all’immaginario anime e manga che ha segnato l’immaginario italiano.
I primi numeri hanno puntato sui Cinque Samurai, mentre la collana è poi proseguita con Shurato, arrivando al sesto numero. Le pubblicazioni sono disponibili sia in formato cartaceo sia digitale e, sul sito ufficiale dell’editore, i singoli numeri risultano proposti a 9,90 euro in edizione cartacea e 4,90 euro in digitale.
Non si tratta soltanto di una scelta editoriale rivolta ai nostalgici. La strategia sembra infatti costruire un ponte tra chi ha vissuto il boom degli anime sulle televisioni italiane e chi oggi scopre quegli stessi universi attraverso streaming, social network e piattaforme digitali.
I classici diventano manga
Accanto a Manga Cult troviamo Manga Classic, una linea che recupera grandi storie della letteratura trasformandole in un’esperienza grafica vicina al linguaggio del manga.
Tra i titoli pubblicati figura Pollyanna, articolato in più volumi. La collana conta inoltre titoli come Fatal Fury 2, a conferma della volontà di muoversi tra letteratura, cultura pop e immaginario videoludico.
È una formula interessante perché amplia il pubblico potenziale: il manga non viene presentato esclusivamente come genere narrativo legato a una determinata fascia d’età, ma come linguaggio capace di reinterpretare storie e personaggi conosciuti da un pubblico molto più vasto.
Manga Shojo: spazio alle storie al femminile
Un altro tassello importante è rappresentato da Manga Shojo, linea che guarda al pubblico interessato alle storie sentimentali, familiari e di formazione tipiche della tradizione shojo.
I primi tre numeri sono dedicati a Piccole donne, proposto in tre volumi. Anche in questo caso Sprea utilizza il formato della collana per costruire un prodotto da edicola e da collezione, disponibile sia in versione cartacea sia digitale.
La scelta è significativa: il mondo manga non viene quindi affrontato attraverso un’unica identità editoriale, ma attraverso generi e sensibilità differenti.
Dai manga ai romanzi
La proposta si allarga ulteriormente con Manga Novel, collana che guarda alle trasposizioni e agli universi narrativi legati ai grandi fenomeni della cultura pop italiana.
Tra le pubblicazioni figurano Mila e Shiro, diversi volumi di Kiss me Licia e Gigi, con una proposta che intercetta in modo evidente il pubblico cresciuto negli anni Ottanta e Novanta.
È qui che la strategia di Sprea diventa particolarmente interessante: la nostalgia non viene utilizzata soltanto come elemento celebrativo, ma come porta d’ingresso verso il collezionismo.
One Shot e titoli da riscoprire
A completare il quadro c’è Manga One Shot, dedicata a opere autonome e a proposte che possono essere raccolte singolarmente.
Tra i primi titoli compaiono Juny, Non fare il figo! e Dirty Pair. Una formula che permette di proporre storie differenti senza necessariamente legare il lettore all’acquisto di una lunga serie.
Una caratteristica che può rivelarsi particolarmente efficace in edicola, dove il rapporto tra prezzo, contenuto e immediatezza dell’acquisto rimane determinante.
Anime Cult resta il punto di riferimento
La nuova attenzione ai manga non nasce, tuttavia, dal nulla. Sprea ha costruito negli anni un vero ecosistema editoriale attorno alla cultura anime e giapponese, con Anime Cult, rivista dedicata agli appassionati di anime e manga, speciali, dossier, enciclopedie e pubblicazioni tematiche.
Anime Cult ha affrontato nel tempo protagonisti e fenomeni molto diversi: da Goldrake a Sailor Moon, da Lamù ai robot giapponesi, fino a Tatsunoko, Nippon Animation e Shōjo. L’attuale catalogo comprende anche un numero dedicato a Shōnen Jump, segnale di una linea editoriale che continua a guardare tanto alla memoria quanto alla contemporaneità.
La stessa Sprea presenta Anime Cult come una rivista realizzata da esperti del settore e rivolta agli appassionati di anime e manga, con particolare attenzione alla storia del fenomeno in Italia.
Una scommessa sulla nostalgia, ma non solo
Il vero elemento interessante della strategia Sprea è quindi la frammentazione dell’offerta.
Non un’unica collana destinata genericamente agli appassionati di manga, ma prodotti differenti: il cult, il classico, lo shojo, il romanzo, l’one shot e, parallelamente, l’approfondimento storico e culturale di Anime Cult.
È una formula che parla contemporaneamente a più generazioni.
Da una parte ci sono i lettori che riconoscono immediatamente titoli come I Cinque Samurai, Shurato, Mila e Shiro e Kiss me Licia. Dall’altra ci sono nuovi lettori che possono avvicinarsi a questi personaggi attraverso prodotti editoriali curati in formato collezionabile.
E proprio il collezionismo sembra essere uno degli elementi centrali della proposta. Non a caso l’editore propone anche cofanetti e pacchetti dedicati a Manga Cult, oltre a iniziative che riuniscono più numeri della collana.
Il manga come ponte tra generazioni
La crescita dell’offerta manga di Sprea racconta, in fondo, qualcosa che va oltre le singole pubblicazioni.
Racconta la trasformazione di un fenomeno che in Italia, per molti anni, è stato considerato soprattutto un prodotto per ragazzi e che oggi è invece parte integrante della cultura popolare. Anime e manga sono diventati memoria televisiva, linguaggio artistico, fenomeno commerciale e, soprattutto, patrimonio condiviso da generazioni diverse.
Con la nuova linea, Sprea prova a intercettare proprio questo pubblico trasversale.
Il passato diventa così materia editoriale per il presente.
E tra grandi classici, storie shojo, romanzi, one shot e cult degli anni Ottanta e Novanta, la scommessa dell’editore è chiara: riportare il manga in edicola e trasformarlo, ancora una volta, in un oggetto da leggere, conservare e collezionare.