Millennials, la generazione che sembra non invecchiare: tra skincare, nuovi stili di vita e un’idea diversa dell’età adulta

di Denise Bentivegna

Le fotografie raccontano il tempo, ma a volte raccontano anche quanto sia cambiato il nostro modo di viverlo. Basta osservare un quarantenne di oggi accanto alle immagini di chi aveva la stessa età qualche decennio fa per avere la sensazione che qualcosa sia profondamente diverso. Non soltanto nei volti, ma nel modo di vestirsi, di vivere, di costruire una famiglia e persino di immaginare il proprio futuro.

Da questa curiosa osservazione è nata sui social la teoria dei millennials come generazione che sembra non invecchiare. Una definizione nata quasi per gioco, ma che apre una riflessione tutt’altro che banale.

Una parte della risposta arriva dalla pelle. I millennials sono la generazione cresciuta proprio nel momento in cui la protezione solare ha smesso di essere considerata un prodotto da utilizzare esclusivamente durante le vacanze al mare. La consapevolezza dei danni provocati dai raggi UV è aumentata e la crema con SPF è entrata, per molti, nella routine quotidiana.

A questa maggiore attenzione si è aggiunta una vera cultura della skincare. Detersione, idratazione, protezione solare, sieri e trattamenti specifici sono diventati gesti quotidiani che le generazioni precedenti non conoscevano con la stessa diffusione.

Ma pensare che sia soltanto una questione di creme sarebbe riduttivo.

I millennials hanno cambiato il modo di essere adulti.

Hanno spezzato una serie di cliché che per decenni sembravano quasi regole non scritte. Non esiste più necessariamente un’età giusta per sposarsi, avere figli, costruire una carriera o sentirsi finalmente arrivati. Una donna può avere quarant’anni e scegliere di sposarsi, diventare madre, cambiare vita, viaggiare, costruire la propria indipendenza o semplicemente dedicarsi a ciò che desidera.

La vita non deve più seguire necessariamente una scaletta.

Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti di questa generazione: l’età anagrafica ha smesso di essere una sentenza. A trentacinque o quarant’anni non bisogna necessariamente assumere l’aspetto, i comportamenti o le abitudini che un tempo venivano associati alla maturità.

Anche l’abbigliamento racconta questa trasformazione. Sneakers, jeans, abiti informali, capelli naturali e uno stile meno rigido hanno cancellato molti dei confini visivi che un tempo separavano una ragazza da una donna adulta. Oggi una quarantenne può vestirsi esattamente come desidera senza sentire il bisogno di dimostrare la propria età.

E mentre i millennials hanno imparato a vivere il tempo senza farsi definire dal tempo, le generazioni più giovani si trovano davanti a un’altra pressione: quella dell’immagine.

Social network, filtri e modelli estetici sempre più uniformi hanno portato ragazze giovanissime a confrontarsi continuamente con volti costruiti, levigati e spesso lontanissimi dalla normalità. Filler e altri trattamenti di medicina estetica sono entrati sempre più presto nell’immaginario delle nuove generazioni.

Il problema non è la medicina estetica in sé. È l’idea che un volto giovane debba essere corretto prima ancora di aver avuto il tempo di cambiare.

La ricerca scientifica non permette di affermare che i filler facciano automaticamente invecchiare precocemente la pelle. I risultati e gli eventuali rischi dipendono dal tipo di trattamento, dall’età, dalla tecnica utilizzata e dalla persona. Ma l’uso precoce e non necessario di procedure estetiche solleva comunque interrogativi importanti, soprattutto quando nasce dalla pressione di conformarsi a un modello imposto dai social.

Una ventenne non dovrebbe avere bisogno di sembrare quarantenne per sentirsi bella.

Ed è qui che il confronto tra generazioni diventa quasi paradossale. I millennials hanno imparato a prendersi cura della propria pelle e, allo stesso tempo, a liberarsi dall’idea che crescere significhi necessariamente rinunciare alla propria giovinezza. Le generazioni più giovani rischiano invece di vivere il percorso inverso: cercare di modificare il proprio aspetto prima ancora che il tempo abbia lasciato davvero il suo segno.

Forse, allora, i millennials non hanno trovato il modo di fermare il tempo.

Hanno semplicemente smesso di considerarlo un limite.

Perché oggi quarant’anni possono significare ancora innamorarsi, partire, cambiare lavoro, sposarsi, avere un figlio, ricominciare tutto da capo o scegliere semplicemente di vivere per sé.

L’età è rimasta quella di sempre. A essere cambiato è tutto ciò che abbiamo deciso di farle significare.

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