La Catacomba di Santa Lucia, il tesoro nascosto di Siracusa dove storia, fede e mistero si incontrano

di Giuliano Spina

Quando si parla dei grandi tesori artistici della Sicilia, il pensiero corre immediatamente ai templi greci, ai mosaici bizantini o alle cattedrali barocche. Eppure esiste un patrimonio che rimane spesso lontano dagli itinerari più battuti, nascosto nel sottosuolo e capace di raccontare secoli di storia attraverso silenziosi corridoi scavati nella roccia.

La Catacomba di Santa Lucia, nel quartiere Borgata di Siracusa, rappresenta uno degli esempi più affascinanti di questa “arte segreta”: un luogo che unisce archeologia, fede, memoria e mistero, ma che ancora oggi resta poco conosciuto rispetto ad altri siti della città.

La catacomba più antica di Siracusa

A raccontarne l’importanza è la guida turistica Pietro Piazza.

«La Catacomba di Santa Lucia è paradossalmente la meno nota di Siracusa, anche se è la più antica, essendo nata nel III secolo d.C., durante la persecuzione di Diocleziano, quando venne martirizzata Santa Lucia».

Un primato che la distingue anche dalla più celebre Catacomba di San Giovanni.

«Differisce da quella di San Giovanni perché è strutturata su più livelli. Questa caratteristica nasce proprio dall’esigenza di offrire rifugio e sepoltura durante il periodo delle persecuzioni. Inoltre intercetta un’area che era già utilizzata come necropoli dai pagani».

Il quartiere dei vasai nascosto nel sottosuolo

Le sorprese non finiscono qui.

Gli scavi archeologici condotti nei primi anni Duemila dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, che ancora oggi gestisce il complesso, hanno restituito importanti testimonianze della Siracusa romana.

«Nella regione C si trova infatti un sacello pagano e, durante gli scavi, furono rinvenuti scarti di fornace. Questo ha permesso di identificare l’antico quartiere dei vasai di Siracusa».

Una scoperta che racconta come l’area fosse già intensamente frequentata prima della nascita del cimitero cristiano.

Gli affreschi dimenticati dei Quaranta Martiri

Nel corso dei secoli la catacomba ha continuato a trasformarsi.

Tra il VII e l’VIII secolo una parte degli ambienti venne infatti convertita in oratorio rupestre.

«Qui Paolo Orsi, nell’Ottocento, rinvenne gli affreschi dedicati ai Quaranta Martiri di Sebaste, legionari romani convertiti al Cristianesimo e uccisi insieme per la loro fede».

Un patrimonio pittorico di enorme valore storico e religioso che contribuisce a rendere il sito unico nel panorama siciliano.

Da luogo sacro a rifugio antiaereo

Anche la storia contemporanea ha lasciato il proprio segno.

Durante la Seconda guerra mondiale, infatti, la catacomba fu adattata a rifugio antiaereo.

«Negli anni Quaranta venne utilizzata come rifugio antiaereo e questo comportò importanti modifiche moderne, come l’inserimento di supporti in cemento armato. Del resto il quartiere Borgata fu uno dei più bombardati durante il conflitto».

Le tracce di quell’utilizzo sono ancora oggi ben visibili lungo il percorso di visita.

La tomba della Santa

L’intero complesso è strettamente legato alla figura di Santa Lucia, patrona di Siracusa.

All’interno della chiesa ottagonale si trova infatti la tomba della santa, mentre poco distante sorge il luogo tradizionalmente identificato con il suo martirio.

«Il punto in cui venne martirizzata oggi ricade all’interno di uno stabile costruito negli anni Venti del Novecento».

Sempre nella chiesa è custodito uno dei capolavori più importanti dell’arte italiana.

«Qui si trova il celebre dipinto di Caravaggio dedicato al “Seppellimento di Santa Lucia” e la colonna di granito sulla quale, secondo la tradizione, la santa sarebbe stata decapitata».

Un patrimonio ancora poco valorizzato

Nonostante il suo straordinario valore storico, artistico e religioso, la Catacomba di Santa Lucia continua a vivere una condizione di relativa marginalità rispetto ad altri siti archeologici siracusani.

Secondo Pietro Piazza, uno dei principali ostacoli è rappresentato dalla posizione.

«Il fatto che si trovi nel quartiere Borgata mette spesso in difficoltà i turisti, anche perché la zona non è servita dai mezzi pubblici».

Negli ultimi anni la società che gestisce il complesso ha cercato di rilanciare il sito organizzando visite guidate, iniziative culturali ed eventi.

«La catacomba è molto importante e vengono organizzati anche eventi, ma meriterebbe una valorizzazione ancora maggiore».

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