Le orecchie di cani e gatti sono una parte del corpo tanto delicata quanto complessa. Piccoli fastidi, se trascurati, possono trasformarsi in problemi più seri: dalla presenza di corpi estranei alle otiti, fino alle infezioni batteriche, fungine o parassitarie.
A spiegare quali sono i principali disturbi che possono colpire gli amici a quattro zampe è il veterinario appassionato di divulgazione Mirko Ivaldi, da sempre impegnato anche nella divulgazione scientifica, che racconta come riconoscere i segnali di un possibile problema e quando è necessario rivolgersi a uno specialista.
Orecchie di cane e gatto: quali sono le differenze?
Dal punto di vista anatomico, le orecchie degli animali domestici sono molto diverse da quelle dell’uomo e richiedono particolare attenzione.
“A livello di orecchie c’è da dire che le differenze tra cane e gatto sono abbastanza relative. Il gatto, a parte alcune razze che hanno le orecchie piegate, ha quasi sempre orecchie dritte ed è difficile che raccolga corpi estranei. Per il cane invece dipende dalle razze”, spiega Mirko Ivaldi.
Alcune razze canine, soprattutto quelle con orecchie lunghe e pendenti, possono essere maggiormente predisposte ad accumulare umidità e a sviluppare problemi perché il condotto uditivo tende a essere meno ventilato.
“L’orecchio sia del cane che del gatto è molto complicato a livello anatomico rispetto a quello nostro”, sottolinea il veterinario, ricordando come sia importante evitare interventi improvvisati.
Corpi estranei nell’orecchio: quando preoccuparsi
Uno dei problemi più frequenti, soprattutto nei cani durante le passeggiate all’aperto, è la presenza di corpi estranei come spighe, piccoli frammenti vegetali o altri materiali che possono entrare nel condotto uditivo.
In alcuni casi il proprietario può tentare una rimozione solo se l’animale è tranquillo e collabora.
“Si può provare con qualche pinzetta se l’animale collabora. Nel caso non collabori è sempre meglio andare dal veterinario, dove si tratta il tutto con una sonda per togliere l’eventuale corpo estraneo”, chiarisce Ivaldi.
Ma quali sono i segnali che devono far pensare alla presenza di qualcosa nell’orecchio?
“Si può sospettare se l’animale si gratta, se ha dolore, se scrolla la testa e in alcuni casi può perdere anche del sangue, anche se spesso si tratta di un comportamento per scrollarsi di dosso il corpo estraneo”.
Un ulteriore campanello d’allarme può essere la comparsa di secrezioni:
“Un altro campanello d’allarme può essere rappresentato dalla presenza di pus con il corpo estraneo presente da qualche giorno”.
Otite nel cane e nel gatto: sintomi e cause
Tra i disturbi più comuni troviamo sicuramente le otiti, che possono presentarsi in forme diverse e avere origini differenti.
“Per quanto riguardano le otiti ci sono quelle secche con il tessuto infiammato e rosso e senza produzioni di cerume, ma più spesso ci sono quelle produttive con cerume ed essudato”, racconta il veterinario.
Le cause possono essere molteplici:
“Un’otite può essere batterica, fungina e parassitaria”.
Le otiti parassitarie sono particolarmente frequenti nei gatti e possono essere provocate dagli acari.
“Quest’ultima vede gli acari, soprattutto nel gatto, mentre quella batterica dà un’infiammazione a base anche di essudato o a livelli necrotici, per i quali servono l’intervento del veterinario e la somministrazione di antibiotico”.
Malassezia: il fungo che colpisce soprattutto i cani
Tra le problematiche più conosciute c’è quella legata alla Malassezia, un lievito che può proliferare nel condotto uditivo quando trova condizioni favorevoli.
“Per le otiti da fungo nel cane c’è la presenza di malassezia, un lievito difficile da mandare via e che sfrutta una debolezza propria dell’animale, come intolleranze e allergie che vanno a indebolire l’orecchio”.
Come riconoscerla?
“La malassezia si riconosce per il cerume scuro e pastoso e per l’odore sgradevole”.
La prevenzione passa anche dall’alimentazione e dalla gestione delle condizioni che possono favorire le recidive.
“Le recidive in tal senso si possono evitare con una corretta alimentazione”, evidenzia Ivaldi.
Quando serve il veterinario
Molti proprietari tendono a sottovalutare i primi sintomi o a utilizzare prodotti senza una diagnosi precisa. Un approccio che può peggiorare il problema, soprattutto quando l’infiammazione è profonda.
Nei casi più gravi, infatti, può essere necessario un intervento più invasivo:
“Su otiti estremamente gravi e profonde si va a interventi chirurgici piuttosto invasivi”.
L’orecchio di un cane o di un gatto non è quindi un organo da trattare con superficialità. Grattamento frequente, scuotimento della testa, cattivi odori, secrezioni o dolore sono segnali che meritano attenzione.
La prevenzione, insieme ai controlli veterinari e a una corretta gestione dell’igiene, resta la strada migliore per garantire ai nostri animali una buona salute uditiva e una migliore qualità della vita.