AlienFish, la rete dei cittadini che aiuta a monitorare il Mediterraneo che cambia

di Giuliano Spina

Pescatori, subacquei e appassionati del mare diventano sentinelle degli ecosistemi marini: il progetto di citizen science raccoglie dati sulle specie aliene, rare e poco conosciute nei mari italiani

Il Mediterraneo sta cambiando rapidamente. L’aumento delle temperature, l’incremento degli scambi marittimi e il collegamento sempre più intenso con aree tropicali attraverso il Canale di Suez stanno favorendo l’arrivo di nuove specie nei nostri mari. Alcune rimangono presenze sporadiche, altre invece riescono ad adattarsi, riprodursi e diffondersi, modificando gli equilibri degli ecosistemi e generando possibili conseguenze anche per la pesca e le comunità costiere.

Per comprendere questi fenomeni in modo tempestivo nasce AlienFish, un progetto di citizen science coordinato dal biologo marino e ittiologo Francesco Tiralongo, ricercatore dell’Università degli Studi di Catania, che coinvolge una vasta rete di osservatori lungo le coste italiane.

Pescatori professionisti e ricreativi, subacquei, fotografi naturalisti, diportisti e semplici cittadini collaborano con i ricercatori attraverso la raccolta di segnalazioni su specie ittiche aliene, rare o difficili da osservare con i tradizionali sistemi di monitoraggio.

Quando un’immagine diventa un dato scientifico

Il punto di forza di AlienFish è la capacità di trasformare l’esperienza quotidiana di chi vive il mare in una risorsa per la ricerca. Una fotografia scattata durante un’immersione, un video realizzato lungo la costa o la cattura accidentale di un pesce insolito possono fornire informazioni fondamentali per individuare nuove presenze e seguirne l’evoluzione nel tempo.

Ogni segnalazione viene analizzata dagli esperti del progetto, che verificano l’identificazione della specie e raccolgono dati come area di osservazione, profondità, habitat, dimensioni dell’esemplare e modalità di ritrovamento.

Grazie alla collaborazione di centinaia di osservatori distribuiti lungo il territorio nazionale, AlienFish contribuisce a costruire una fotografia aggiornata della biodiversità marina italiana, individuando precocemente eventuali nuove specie introdotte e fornendo informazioni utili agli studi scientifici.

Dal pesce leone al pesce palla: le specie sotto osservazione

Tra gli organismi maggiormente monitorati ci sono alcune specie che negli ultimi anni hanno attirato particolare attenzione per i loro possibili impatti ambientali e sanitari.

Il pesce leone (Pterois miles), caratterizzato da appariscenti pinne dotate di spine velenifere, e il pesce palla maculato (Lagocephalus sceleratus), una specie tossica se ingerita, sono tra gli esempi più conosciuti.

Grande attenzione è riservata anche ai pesci coniglio (Siganus luridus e Siganus rivulatus), erbivori che possono incidere sulla vegetazione marina modificando gli habitat in cui si insediano.

Il monitoraggio di queste quattro specie viene portato avanti anche in collaborazione con ricercatori di ISPRA e CNR nell’ambito del progetto dedicato “Attenti a quei 4”.

Le conseguenze della presenza di queste specie possono essere molto diverse: alcune rappresentano soprattutto un rischio per la salute pubblica e richiedono informazione e corretta gestione; altre possono competere con le specie autoctone, alterare gli ambienti marini o influenzare il settore della pesca.

Un Mediterraneo dove cambia anche il pescato

Il fenomeno delle specie non indigene riguarda direttamente anche il mondo della pesca. In diverse aree del Mediterraneo alcuni pesci e crostacei provenienti da altre zone del pianeta sono ormai presenti con una certa frequenza nelle catture.

Per alcune specie potrebbe aprirsi una prospettiva di valorizzazione commerciale, mentre altre possono creare problemi agli ecosistemi, danneggiare gli attrezzi da pesca o ridurre il valore delle catture tradizionali.

L’eventuale utilizzo alimentare di queste nuove risorse deve però essere valutato con attenzione, considerando sia la sicurezza del consumatore sia gli effetti sull’ambiente marino.

Non solo specie aliene: una finestra sulla biodiversità mediterranea

Sebbene AlienFish sia nato principalmente per seguire l’espansione delle specie alloctone, nel tempo il progetto ha ampliato il proprio interesse anche alla biodiversità marina nel suo complesso.

Le segnalazioni raccolte hanno permesso di ottenere informazioni su specie native rare, pesci cartilaginei di interesse conservazionistico, organismi di profondità e piccoli pesci difficili da rilevare attraverso i normali campionamenti scientifici.

Un ruolo fondamentale è svolto dalla fotografia subacquea, che consente di documentare specie elusive o legate ad ambienti particolari, aumentando la conoscenza degli ecosistemi sommersi.

Il contributo dei pescatori: esperienza e conoscenza del territorio

All’interno della rete AlienFish i pescatori occupano un ruolo centrale. La loro conoscenza del mare permette di individuare cambiamenti nella composizione delle catture, nella presenza stagionale delle specie e nella distribuzione degli organismi.

Osservazioni ripetute nel corso degli anni possono offrire informazioni preziose sui cambiamenti ambientali, spesso difficili da ottenere attraverso campagne scientifiche limitate nel tempo.

La collaborazione tra ricerca e pesca crea così un rapporto di scambio: gli scienziati ricevono dati dal territorio, mentre gli operatori acquisiscono strumenti utili per riconoscere specie potenzialmente problematiche, velenose o tossiche.

Conoscere il cambiamento per affrontarlo

Monitorare il Mediterraneo significa prima di tutto conoscerlo. Intercettare una nuova specie nelle fasi iniziali della sua presenza permette infatti di studiarne meglio la diffusione e valutarne eventuali impatti.

La divulgazione rappresenta quindi una componente essenziale del progetto: informare correttamente significa evitare sia inutili allarmismi sia una sottovalutazione del fenomeno, ricordando che non tutte le specie aliene diventano invasive e che gli effetti dipendono dalle caratteristiche dell’organismo e dall’ambiente in cui si insedia.

La citizen science diventa così uno strumento per creare maggiore consapevolezza e coinvolgere direttamente le persone nella tutela del mare.

Ichthyo, raccontare la biodiversità del Mediterraneo

Accanto ad AlienFish si sviluppa Ichthyo, progetto di comunicazione scientifica dedicato alla biodiversità marina mediterranea. Attraverso immagini, video e contenuti divulgativi racconta specie, ecosistemi e trasformazioni del mare, avvicinando il pubblico al lavoro dei biologi marini.

L’obiettivo è rendere accessibili temi complessi mantenendo il rigore scientifico, utilizzando i social come spazio di approfondimento e conoscenza.

Per seguire attività e aggiornamenti:

  • YouTube – Ichthyo: https://www.youtube.com/@ichthyo_marine
  • Instagram – @ichthyo_marine
  • Facebook – Progetto AlienFish

Come partecipare al progetto

Chiunque osservi una specie insolita può contribuire alla ricerca. È sufficiente raccogliere alcune informazioni: fotografie dell’esemplare da più angolazioni, luogo e data dell’avvistamento, profondità, habitat, dimensioni approssimative e, se si tratta di una cattura, l’attrezzo utilizzato.

Le segnalazioni possono essere inviate attraverso i canali ufficiali del progetto, tra cui il gruppo Facebook Fauna Marina Mediterranea.

Ogni osservazione può diventare importante: quando migliaia di persone osservano il mare con attenzione, anche una semplice fotografia può trasformarsi in un prezioso contributo scientifico per raccontare, quasi in tempo reale, il Mediterraneo che cambia.

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