Ventisei anni fa usciva X-Men: il film che riportò in vita i cinecomic e cambiò Hollywood

di Tindaro Guadagnini

Il 14 luglio 2000 arrivava nelle sale statunitensi X-Men. Oggi può sembrare difficile immaginare un panorama cinematografico senza supereroi, ma ventisei anni fa il genere era tutt’altro che una certezza. Anzi, per molti studios rappresentava un rischio da evitare.

Alla fine degli anni Novanta, infatti, i cinecomic erano considerati un investimento poco redditizio. Il clamoroso insuccesso di Batman & Robin (1997), unito ad altri adattamenti poco convincenti, aveva rafforzato l’idea che i fumetti funzionassero meglio sulla carta che sul grande schermo. Hollywood guardava con crescente diffidenza ai supereroi, ritenendoli incapaci di attirare un pubblico ampio.

Fu in questo contesto che la Marvel Entertainment, all’epoca lontanissima dall’essere il colosso cinematografico conosciuto oggi, decise di scommettere sulle proprie proprietà intellettuali. Il primo segnale arrivò nel 1998 con Blade, un successo che dimostrò come un film tratto da un fumetto potesse conquistare critica e pubblico. Ma fu X-Men a compiere il passo decisivo.

Diretto da Bryan Singer, il film portò sul grande schermo una delle serie più amate della Marvel con un cast destinato a diventare iconico: Patrick Stewart nei panni del Professor X, Ian McKellen in quelli di Magneto e un allora poco conosciuto Hugh Jackman nel ruolo di Wolverine, personaggio che avrebbe segnato la sua carriera per oltre due decenni.

Con un racconto che affrontava temi come discriminazione, diversità e inclusione attraverso la metafora dei mutanti, X-Men dimostrò che un cinecomic poteva essere spettacolare senza rinunciare alla profondità narrativa. Il pubblico rispose positivamente e il film incassò quasi 300 milioni di dollari nel mondo, a fronte di un budget di circa 75 milioni, diventando uno dei maggiori successi dell’anno.

Quel risultato convinse definitivamente Hollywood che i supereroi potevano rappresentare una risorsa e non un problema. Negli anni immediatamente successivi arrivarono Spider-Man di Sam Raimi (2002), Daredevil (2003) e Hulk di Ang Lee (2003), produzioni che contribuirono a consolidare un genere ormai tornato al centro dell’industria cinematografica.

Sarebbe poi stato il Marvel Cinematic Universe, inaugurato nel 2008 con Iron Man, a trasformare i cinecomic nel fenomeno globale che conosciamo oggi. Ma senza il coraggio dimostrato dalla Marvel tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio, difficilmente quel percorso sarebbe stato possibile.

A ventisei anni dalla sua uscita, X-Men resta quindi molto più di un semplice adattamento fumettistico. È il film che ha dimostrato che il genere aveva ancora qualcosa da dire, aprendo la strada a una delle più grandi rivoluzioni del cinema commerciale contemporaneo. Un’eredità che continua a farsi sentire ancora oggi, in un’industria che deve molto a quella scommessa apparentemente controcorrente dell’estate del 2000.

situs slot