Tra i vicoli di Ragusa Ibla esiste una leggenda che ancora oggi incuriosisce visitatori e appassionati di tradizioni popolari. È quella legata alla Chiesa delle Santissime Anime del Purgatorio, uno dei luoghi simbolo del centro storico, dove fede, amore, gelosia e pentimento si intrecciano in un racconto tramandato di generazione in generazione.
A raccontarla è Gaetano Licitra, guida esperienziale e profondo conoscitore della storia di Ragusa Ibla, che distingue con chiarezza il fascino della tradizione dalla realtà storica.
La leggenda: un amore spezzato dall’accusa di eresia
Secondo il racconto popolare, prima della costruzione della chiesa nello stesso luogo sorgeva un elegante palazzo nobiliare.
Al suo interno vivevano due giovani sposi, felici e profondamente innamorati. La giovane moglie era particolarmente bella e questo attirò l’attenzione del sacerdote che officiava nel palazzo.
«La leggenda narra che un tempo al posto della chiesa sorgesse un palazzo nobiliare, in cui vivevano due sposini. La donna era molto giovane e attraente e questo fece sì che il prete del palazzo si invaghì di questa sposina, provandoci in tutti i modi per conquistarne il cuore, ma la donna lo rifiutò sempre», racconta Licitra.
Respinto più volte, il sacerdote avrebbe deciso di vendicarsi con un gesto destinato a cambiare per sempre il destino della coppia.
«Un giorno il prete decise di vendicarsi facendo trovare sul letto matrimoniale una Bibbia protestante. Successe così il finimondo perché scoppiò un grande scandalo», prosegue la guida.
In piena epoca di Controriforma, il semplice possesso di un testo ritenuto eretico poteva avere conseguenze gravissime.
La condanna e il pentimento
La leggenda racconta che i due giovani vennero accusati di eresia e processati dal tribunale ecclesiastico.
«I due sposini, accusati di eresia, furono condannati a morte».
Nemmeno di fronte alla condanna il sacerdote avrebbe rinunciato al proprio intento.
«Malgrado questa condanna il prete continuò a provarci con la giovane sposina, ma lei rifiutò ogni sua avances e la condanna a morte divenne definitiva».
Dopo l’esecuzione della coppia, il sacerdote sarebbe entrato in possesso dell’intero palazzo.
Ma il rimorso, secondo la tradizione, lo avrebbe accompagnato per il resto della vita.
«Dopo la condanna a morte il palazzo passò nelle mani del prete, che dopo un po’ si pentì di quello che aveva fatto e fece distruggere tutto il palazzo. Al suo posto fece costruire la chiesa in segno di pentimento per la morte di questi due giovani».
Tra leggenda e realtà storica
Per quanto suggestiva, questa vicenda appartiene però al patrimonio delle leggende popolari e non trova riscontri nella documentazione storica.
Lo stesso Gaetano Licitra ricorda infatti come la realtà sia ben diversa.
«Ovviamente è una leggenda perché sappiamo che la chiesa fu fatta edificare da un prete, Mazza, fu ultimata nel 1658 e non fu distrutta dal terremoto del 1693, che provocò soltanto lievi danneggiamenti».
La Chiesa delle Santissime Anime del Purgatorio rappresenta infatti uno dei pochi edifici religiosi di Ragusa Ibla sopravvissuti quasi integralmente al devastante sisma del 1693, diventando oggi una preziosa testimonianza dell’architettura seicentesca della città.