La transizione energetica italiana continua a compiere passi importanti. A maggio 2026 il sistema elettrico nazionale ha registrato due segnali significativi: da un lato è aumentata la domanda di energia, dall’altro le fonti rinnovabili hanno coperto oltre la metà del fabbisogno elettrico del Paese. A evidenziarlo è un’analisi diffusa da Papernest, basata sui dati del monitoraggio mensile di Terna, che fotografa un sistema energetico sempre più orientato verso la produzione pulita, ma ancora chiamato ad affrontare sfide legate agli accumuli, alla rete e alla gestione dei consumi.
Le rinnovabili coprono oltre metà del fabbisogno nazionale
Nel mese di maggio il fabbisogno elettrico italiano ha raggiunto i 24,8 TWh, con un incremento rispetto allo stesso periodo del 2025. Le fonti rinnovabili hanno soddisfatto il 52,8% della domanda nazionale, confermando un ruolo ormai strutturale all’interno del mix energetico italiano.
Si tratta del terzo anno consecutivo in cui le energie pulite consolidano il proprio peso nel sistema elettrico, dimostrando che la decarbonizzazione non rappresenta più una prospettiva futura, ma una realtà sempre più concreta.
Cresce la domanda di elettricità
L’aumento dei consumi non riguarda soltanto il comparto domestico. Nei primi cinque mesi del 2026 la domanda elettrica nazionale è cresciuta del 2,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
A trainare questo incremento è anche il settore produttivo. L’indice IMCEI di Terna, che monitora circa mille imprese ad alta intensità energetica, ha registrato a maggio una crescita del 2,2%, confermando il nono mese consecutivo di aumento. Da gennaio a maggio l’incremento complessivo è stato del 4,5%, segnale di una ripresa dell’attività industriale.
L’incremento della domanda è risultato diffuso su tutto il territorio nazionale, con il Sud e le Isole che hanno fatto registrare il dato più elevato (+3,3%), seguiti dal Centro (+2,6%) e dal Nord (+1,4%).
Il fotovoltaico è il protagonista della crescita
La vera locomotiva della transizione energetica resta il fotovoltaico. A maggio la produzione solare ha superato i 6 TWh, facendo registrare un incremento del 19,3% rispetto allo stesso mese del 2025.
Il risultato è frutto sia delle condizioni climatiche favorevoli sia dell’aumento della potenza installata, che continua a crescere mese dopo mese. Oggi il sole contribuisce in maniera determinante all’equilibrio del sistema elettrico italiano, arrivando a coprire quasi un quarto della domanda mensile.
Anche l’eolico ha fatto segnare un risultato positivo, con una crescita della produzione pari al 14,5%.
Il calo dell’idroelettrico evidenzia le criticità climatiche
Accanto ai dati positivi emerge però un elemento che richiama l’attenzione sugli effetti del cambiamento climatico. La produzione idroelettrica ha subito una contrazione del 38,5% rispetto a maggio 2025, principalmente a causa della minore disponibilità di risorse idriche.
Il calo dell’idroelettrico dimostra come la produzione da fonti rinnovabili possa essere influenzata dalle condizioni meteorologiche, rendendo indispensabile un sistema energetico sempre più diversificato e flessibile.
Per compensare questa diminuzione è aumentata la produzione termoelettrica (+9%), mentre anche biomasse e geotermia hanno registrato una lieve flessione.
Accumuli e reti, la prossima sfida
La crescita delle rinnovabili rende sempre più strategico il tema degli accumuli energetici. A fine maggio in Italia risultavano operativi oltre 938 mila sistemi di accumulo, con una capacità complessiva superiore ai 19 GWh e una potenza installata di 7,9 GW.
Gli impianti di storage consentono di immagazzinare l’energia prodotta nelle ore di maggiore disponibilità, soprattutto quella fotovoltaica, per renderla disponibile nei momenti di maggiore richiesta o di minore produzione.
Parallelamente continua ad aumentare la capacità rinnovabile installata: il sistema italiano può contare su 86,42 GW, di cui 46,12 GW di fotovoltaico e 13,91 GW di eolico. Soltanto nei primi cinque mesi del 2026 sono stati installati altri 2,6 GW di nuova potenza da fonti rinnovabili.
Una transizione che richiede investimenti continui
I dati di maggio confermano che il sistema elettrico italiano sta cambiando rapidamente. Tuttavia, l’aumento della domanda di energia, l’elettrificazione di trasporti e industria e gli effetti del cambiamento climatico rendono necessario proseguire con gli investimenti.
Per consolidare i risultati raggiunti serviranno reti elettriche più moderne, maggiore capacità di accumulo, procedure autorizzative più snelle e una continua espansione della produzione da fonti rinnovabili.
Il traguardo del 52,8% di copertura della domanda nazionale rappresenta un risultato importante, ma non definitivo. La sfida sarà trasformare questa crescita in un sistema sempre più stabile, efficiente e capace di garantire sicurezza energetica riducendo progressivamente la dipendenza dalle fonti fossili.