Gestione dell’ipoacusia, esperti a confronto a Viagrande: focus su diagnosi, tecnologie e riabilitazione

di Giuliano Spina

Si è svolto al Grand Hotel Villa Itria di Viagrande il corso formativo ECM “Gestione multidisciplinare dell’ipoacusia: strategie e consulenze di valore”, promosso dall’Ordine delle Professioni Sanitarie di Catania. Un appuntamento che ha riunito specialisti, audiologi, logopedisti, audioprotesisti e professionisti sanitari per approfondire le più recenti strategie di diagnosi, trattamento e riabilitazione dei disturbi dell’udito.

L’incontro ha rappresentato un importante momento di confronto scientifico su una problematica sempre più diffusa, capace di incidere significativamente sulla qualità della vita e sul benessere cognitivo delle persone.

Un approccio multidisciplinare alla salute dell’udito

A moderare i lavori sono state Maria Concetta Carmeci e Katia Maria Tumello, mentre l’apertura dell’evento è stata affidata al presidente di sessione Innocenzo Secolo e al responsabile scientifico Fabrizio Testa.

Fin dalle prime relazioni è emersa la necessità di affrontare l’ipoacusia attraverso una presa in carico multidisciplinare, nella quale competenze cliniche, riabilitative e tecnologiche lavorino in sinergia per garantire al paziente un percorso di cura completo e personalizzato.

Etica professionale e centralità del paziente

Tra gli interventi più apprezzati quello del dottor Sandro Muratori, che ha posto l’attenzione sull’importanza dell’etica professionale come pilastro dell’attività sanitaria.

Muratori ha sottolineato come gli strumenti tecnologici e i sistemi di validazione oggettiva debbano essere utilizzati per supportare il lavoro clinico, senza mai perdere di vista la centralità della persona assistita. Particolare attenzione è stata dedicata alla corretta refertazione professionale e alla necessità di mantenere separati gli ambiti clinici da quelli commerciali.

Ipoacusia e rischio di decadimento cognitivo

Con la relazione dal titolo “Il rumore del silenzio”, la dottoressa Egle Grigaliute ha approfondito le implicazioni dell’ipoacusia, evidenziando come la perdita dell’udito rappresenti uno dei principali fattori di rischio associati al decadimento cognitivo e alle forme di demenza.

Durante il suo intervento sono stati illustrati i principali segnali d’allarme e i livelli di valutazione clinica necessari per individuare precocemente il problema e intervenire in maniera efficace.

Diagnosi avanzata e nuove tecnologie

Ampio spazio è stato dedicato agli strumenti diagnostici più innovativi grazie all’intervento del professor Gennaro Auletta, che ha illustrato il funzionamento dell’audiometria tonale e vocale e le diverse fasi della percezione sonora.

Tra gli argomenti affrontati, particolare interesse ha suscitato il concetto di Most Comfortable Level (MCL), fondamentale nella personalizzazione delle protesi acustiche, e il Matrix Test, utilizzato per simulare condizioni di ascolto vicine a quelle della vita quotidiana.

Acufene, counseling e test psicometrici

Il dottor Aldo Messina ha affrontato il tema dell’acufene, illustrandone le caratteristiche cliniche e sfatando alcuni luoghi comuni legati a questa condizione.

Successivamente la dottoressa Miriam Giaimo ha approfondito il valore del counseling audioprotesico e del rapporto tra paziente e professionista sanitario, mentre il dottor Alessandro Rondine ha illustrato l’utilizzo dei test psicometrici nella valutazione audiologica.

Il dottor Lukas Rizzardi ha invece concentrato il proprio intervento sul concetto di loudness e sulle sue applicazioni cliniche, mentre il dottor Mario Martinelli ha presentato l’esperienza del paziente durante il Matrix Test.

Riabilitazione logopedica e impianto cocleare

Uno dei temi centrali della giornata è stato il percorso riabilitativo successivo alla diagnosi.

La dottoressa Iole Messineo ha illustrato il ruolo della logopedia e dell’impianto cocleare, soffermandosi sulle differenti modalità comunicative che accompagnano il recupero delle capacità uditive.

Sul fronte tecnologico, il dottor Antonio Granata ha spiegato il funzionamento dell’orecchio elettronico e le possibili criticità tecniche associate agli impianti.

Il cervello protagonista dell’ascolto

Molto apprezzato anche l’intervento del logopedista Andrea Pappalardo, che ha posto l’accento sul ruolo centrale del cervello nell’elaborazione dei suoni.

Attraverso esercitazioni pratiche e momenti di coinvolgimento diretto del pubblico, Pappalardo ha evidenziato come l’isolamento sociale e la riduzione degli stimoli possano accelerare il declino cognitivo, sottolineando ancora una volta l’importanza di una collaborazione multidisciplinare tra professionisti.

La testimonianza di Martina: la musica oltre l’ipoacusia

Particolarmente emozionante la testimonianza della pianista Martina, che ha raccontato la propria esperienza personale di ipoacusia diagnosticata durante l’infanzia.

Un percorso che, nonostante le difficoltà, l’ha portata a sviluppare una profonda passione per la musica, dimostrando come diagnosi precoce, riabilitazione e supporto professionale possano consentire di raggiungere importanti traguardi personali e professionali.

Formazione e innovazione per migliorare la qualità delle cure

A chiudere il corso è stato il professor Salvatore Ferlito, che ha ribadito il valore dell’approccio multidisciplinare nella gestione dell’ipoacusia e l’importanza delle nuove tecnologie come strumenti di supporto al percorso terapeutico.

L’evento ha confermato come la formazione continua rappresenti un elemento fondamentale per garantire cure sempre più efficaci e personalizzate, promuovendo un modello assistenziale centrato sulla persona e sulla qualità della vita.

Attraverso il confronto tra specialisti, esperienze cliniche e innovazioni tecnologiche, il corso di Viagrande ha offerto ai professionisti strumenti concreti per affrontare una delle sfide più importanti della sanità contemporanea: la tutela della salute uditiva e del benessere cognitivo della popolazione.

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