Museo del Duomo di San Giorgio a Ragusa: un viaggio tra tesori, arte e storia della città

di Giuliano Spina

Il Museo del Duomo di San Giorgio, cuore culturale di Ragusa

Ragusa ha tanti gioielli artistici di pregevole fattura e tra questi c’è anche il Museo del Duomo di San Giorgio. Inaugurato nel 2009, rappresenta il più grande spazio museale all’interno del capoluogo ibleo e mostra un vastissimo panorama di quella che è la storia sia politica che religiosa della città di Ragusa.

I tesori sopravvissuti al terremoto del 1693

E’ diviso in due piani: quello terreno contiene i frammenti lapidei superstiti del forte terremoto del 1693 e i progetti dell’architetto Rosario Gagliardi riguardanti la costruzione della nuova fabbrica del Duomo; quello superiore ha invece al suo interno il campionario del Tesoro di San Giorgio.

Gli argenti e gli ori del Tesoro di San Giorgio

I segreti di questo museo li mostra la guida esperienziale Gaetano Licitra, che parla proprio della composizione di questo museo in tutti i suoi spazi.

«Il Museo del Duomo nasce nel 2009 – racconta Licitra –, è un museo privato gestito dal Duomo di San Giorgio e da un’associazione che si chiama Novum Cantiere Culturale. L’anno scorso dopo i 15 anni di apertura del museo è stato deciso di rinnovarlo completamente con nuovi arredi, nuovi allestimenti, nuova cartellonistica, ma con i tesori al suo interno che sono rimasti tali. All’interno del Museo vi sono tantissime statue e gruppi lapidei, ma soprattutto un parte di tesori importantissima risalente al periodo precedente al terremoto. Ci sono stanze dedicate agli ori e agli argenti. Nella stanza del Particolare, in cui ci sono gli argenti, ci sono due teche in cui sono divise le varie scuole siciliane, quella messinese e quella palermitana, e questo rappresenta un vanto. Ci sono oggetti sopravvissuti dall’antica chiesa di San Giorgio distrutta dal terremoto del 1693, sale a tema dei canonici in cui vengono rappresentati i canonici del Duomo di San Giorgio, con abiti che appartenevano agli stessi canonici e gli ornamenti, stanze in cui sono presenti i progetti originali del Gagliardi comprese delle tavole su cui potevano essere fatte delle modifiche».

La croce bizantina e gli oggetti più antichi del museo

Ma non finisce qui perché ci sono anche «delle stanze tematiche dove ci sono gli ex voto donati a San Giorgio. Oltre a esserci le cose appartenenti alla vecchia chiesa di San Giorgio ce ne sono altri appartenenti ad altre chiese di Ibla. Parliamo sempre di oggetti sacri, come navette d’argento, che vanno dal 1400 fino ai primi del 1900. Sicuramente il più antico è una croce, che è un portareliquie di epoca bizantina. Di questa croce ci sono decorazioni fronte e retro con rappresentazioni sacre. Nel 1500 questa croce bizantina sembrava troppo semplice per il periodo e fu fatta una croce contenitore per quest’altra croce. Quindi abbiamo un porta portareliquie tutto in argento con decorazioni in oro e su entrambe le facciate. Per questo motivo nella bacheca in cui sono esposte ci sono gli specchi per mostrare fronte e retro».

Le mazze dei giurati e lo stemma storico di Ragusa

All’interno del Museo però ci sono altri oggetti, come «le mazze dei giurati, compreso il primo stemma della città di Ragusa, quindi un enorme tessuto in velluto con l’Aquila Aragonese con lo stemma al centro di San Giorgio decorata a mano in filo d’oro e in filo d’argento. Accanto ci sono le mazze dei primi giurati di Ragusa oltre alla mazza del capitolo di San Giorgio, tutte in argento con decorazioni in oro».