Estate alle porte e Catania già brucia: emergenza, ma anche tanto altro

di Giuliano Spina

Timpa Leucatia in fiamme: evacuazioni e paura tra i residenti

Una città che sembra risvegliarsi in una polveriera, la cui riproduzione più fedele sarebbe nel film diretto da Alvin Rakoff. Possono bastare queste parole per descrivere quello che è diventata Catania nelle ultime settimane, prima con l’incendio agli orti della Susanna, nella parte ovest di Cibali e poi con il mega incendio nella Timpa Leucatia, un tipo di evento non nuovo nella zona e che ieri ha rischiato di coinvolgere le abitazioni della vicina Sant’Agata Li Battiati e persino un distributore di benzina.

Se poi ciò accade in prossimità dell’estate, durante la quale gli incendi sono all’ordine del giorno facendo spaventare tantissimo le persone che vi si trovano vicino e facendo temere che viene a mancare la luce, come accaduto nell’estate del 2023, allora c’è davvero da preoccuparsi.

Bonaccorsi: «Incendi a Catania in aree sensibili e a rischio speculazione edilizia»

Dalle parole del consigliere comunale Graziano Bonaccorsi traspaiono concetti che ormai tutti sembrano aver imparato quasi a memoria, ma che sembrano fermarsi ai muri.

«Guarda caso gli incendi a Catania scoppiano – afferma Bonaccorsi – nelle aree che sono di interesse urbanistico e di potenziale interesse di speculazione edilizia. Ma sono anche aree altrettanto sensibili, quindi non sono coincidenze, bensì fatti con matrice potenzialmente dolosa, e la cosa è preoccupante, se ci mettiamo pure che la stagione calda non è ancora iniziata. Si sta aprendo una stagione pericolosa e oggi si stanno vedendo questi incendi, che stranamente interessano le zone di potenziali appetiti per la speculazione edilizia. C’è qualcosa che non funziona e le autorità competenti dovrebbero approfondire la questione per capire cosa sta accadendo».

Le segnalazioni ignorate dei cittadini prima del rogo

Chi abita negli edifici vicini si vede costretto a una fuga improvvisa, quasi inquietante: «La cosa più grave è che in questo periodo i residenti di via Tito Manlio Manzella e delle vie limitrofe avevano mandato le comunicazioni al Comune di Catania, alla Forestale e alla Città Metropolitana per fare la pulizia e sistemare le linee tagliafuoco non ricevendo però risposta. In più c’era una strada che attraversa la Timpa che per metà appartiene al Comune di Catania e per l’altra metà al Comune di Sant’Agata Li Battiati che non è stata più ripristinata».

La richiesta di un osservatorio civico per monitorare la Timpa Leucatia

Adesso si spera che le parole non di fermino ai muri, ma che vadano anche oltre: «Io ho chiesto di fare una nuova seduta per approfondire la questione e per capire come utilizzare il parco, ma purtroppo non è stata convocata. L’interruzione di questa strada per via dell’immobile realizzato non ha permesso ai Vigili del Fuoco di entrare. I cittadini devono organizzarsi per creare un osservatorio per capire quello che accade all’interno della Timpa e denunciare tutte le cose brutte che vi accadono».