Il ddl sulla transizione energetica arriva all’Ars
Si apprende che il disegno di legge recante “Disposizioni in materia di transizione energetica; di sistemi di accumulo; di governo del territorio; di tutela ambientale e di interpretazione autentica. Modifiche a leggi regionali varie”, già approvato dalla IV Commissione “Ambiente, Territorio e Mobilità” dell’Assemblea Regionale Siciliana, è stato inserito all’ordine del giorno dei lavori d’Aula previsti per il prossimo 26 maggio.
Le critiche di Legambiente Sicilia
Sul tema è intervenuta Legambiente Sicilia, che esprime forte preoccupazione per le modalità con cui si starebbe affrontando una questione ritenuta strategica per il futuro energetico e territoriale dell’Isola.
«Riteniamo estremamente grave — dichiara Anita Astuto, responsabile energia e clima di Legambiente Sicilia — che una materia tanto strategica per il futuro della Sicilia, quale l’individuazione delle aree idonee e delle zone di accelerazione per gli impianti da fonti rinnovabili, venga affrontata attraverso due articoli inseriti all’interno di un disegno di legge eterogeneo, derivante peraltro dallo stralcio di norme originariamente contenute nella legge di stabilità regionale».
Il nodo delle aree idonee per le rinnovabili
Secondo l’associazione ambientalista, si parlerebbe di decisioni destinate ad avere effetti profondi e duraturi sul paesaggio, sull’agricoltura e sulle economie locali. Effetti che, se governati attraverso una pianificazione territoriale ed economica adeguata, potrebbero rappresentare un’opportunità concreta per i territori, contribuendo anche agli obiettivi nazionali ed europei di decarbonizzazione.
La richiesta di sospendere l’iter legislativo
Per questo motivo viene chiesto che l’iter legislativo venga sospeso e riaperto a una discussione pubblica considerata seria, trasparente e approfondita, anche alla luce delle scadenze fissate dal Testo Unico FER per l’individuazione delle ulteriori aree idonee e delle zone di accelerazione da parte delle Regioni.
Legambiente Sicilia sottolinea come una materia tanto strategica per il futuro energetico, territoriale ed economico della Sicilia non possa essere affrontata attraverso un’accelerazione procedurale priva di un adeguato confronto pubblico e istituzionale.
Transizione energetica e tutela del territorio
L’associazione chiede quindi l’avvio di un ciclo di audizioni che coinvolga enti locali, università, ordini professionali, associazioni ambientaliste, organizzazioni agricole, operatori del settore energetico, soprintendenze, comitati civici e rappresentanze sociali.
Il confronto pubblico chiesto dalle associazioni
Secondo Legambiente, una legge che interviene in maniera così rilevante sul futuro energetico e territoriale della Sicilia non dovrebbe essere trattata come un semplice insieme di “modifiche a leggi regionali varie”, ma affrontata attraverso una visione organica e con strumenti conoscitivi adeguati a governare una trasformazione tanto complessa.
«La Sicilia — dichiara Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia — ha bisogno di una vera discussione pubblica sulla transizione energetica: una discussione informata, trasparente e fondata su dati scientifici, capace di affrontare congiuntamente gli obiettivi climatici, la tutela del paesaggio, il ruolo delle comunità locali e le opportunità di rigenerazione economica e sociale che questa trasformazione può generare, soprattutto nelle aree interne».
Secondo Castronovo, si tratterebbe di «una responsabilità politica che non può essere compressa nei tempi e nelle modalità con cui si sta tentando di affrontare un tema così decisivo per il futuro dell’Isola».