Scavi archeologici Porta Nord Selinunte: cosa si è scoperto di nuovo?

di Giuliano Spina

Dove si trova la Porta Nord di Selinunte

Da oltre un anno nel Parco Archeologico di Selinunte, nel Trapanese, va avanti una campagna di scavi archeologici, che ha portato alla luce resti inediti della cinta muraria e di una porta monumentale che delimitavano il lato nord dell’antica città, prima della sua distruzione da parte dei Cartaginesi nel 409 a.C..

Le nuove scoperte degli scavi archeologici

Le nuove evidenze archeologiche hanno permesso di rivedere la mappa della polis: i confini urbani noti sono stati infatti spostati di circa 300 metri più a nord, ampliando in modo sostanziale la comprensione dell’estensione originaria dell’insediamento. Una scoperta che conferma ancora una volta il ruolo centrale e la grandezza di Selinunte nel contesto del Mediterraneo greco.

Le tracce della battaglia del 409 a.C.

La campagna di scavo è realizzata dai giovani archeologi di Archeofficina, sotto la direzione scientifica del professor Carlo Zoppi dell’Università del Piemonte Orientale, contribuendo a restituire nuovi elementi fondamentali per lo studio della città antica e della sua organizzazione urbana.

Il direttore del Parco Archeologico di Selinunte, Felice Crescente, fa il punto della situazione: «Gli scavi che stiamo conducendo a Porta Nord continuano da oltre un anno e questa campagna ha messo alla luce tutte le strutture di Porta Nord e lo smontaggio per il crollo del tetto ha evidenziato i segni dell’antica battaglia, con le tegole bombardate di pietre ovali e rotonde. Abbiamo trovato anche le tracce della battaglia, come punti di freccia e qualche punta di lancia. La campagna di quest’anno ha fatto capire meglio qual era la struttura della porta e i segni di quello che cercavamo. Diodoro raccontava che Selinunte fu aggredita nella primavera del 409 a.C. da nord e da ovest. Noi ci stiamo occupando della parte nord e abbiamo trovato le mura, le fortificazioni e questa porta che va verso la necropoli e che rappresenta il sito di uno dei primi attacchi per la distruzione di Selinunte».

Il futuro delle ricerche nel Parco archeologico

L’obiettivo è sempre quello di «conoscere meglio la città e le sue vicende, perché fu abitata dai Punici, dai Romani e anche in epoca medievale diventando quindi oggetto di riutilizzo. Stiamo cercando di capire dove finiva la città e il rapporto tra essa e la sua necropoli. Le difficoltà si incontrano sempre a ogni passo che facciamo. Il prossimo anno esploreremo lo spazio fuori dalla porta per capire anche come si viveva lì. Tutto questo serve per ricostruire la storia e le dinamiche di questa antica città».

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