Fra i gioielli artistici della nostra Isola ce ne sono parecchi che risalgono al periodo dei Normanni. Tra questi c’è senza ombra di dubbio la cattedrale di Monreale, nel Palerimitano, che uno dei biglietti da visita di uno dei centri più gettonati della Sicilia quando qualcuno vi vuole venire a trascorrere una vacanza.
Costruita nel XII secolo per volontà di Guglielmo II D’Altavilla è famosa prima di tutto per i mosaici di epoca bizantina presenti al suo interno, ma anche per la facciata stretta fra due torri campanarie e per il portico barocco settecentesco.
Valeria Buonpasso della Pro Loro di Monreale parla della particolarità in senso artistico di questa chiesa sottolineando come essa abbia attraversato le diverse fasi della storia per le sue trasformazioni.
«Tutti i mosaici sono di maestranze bizantine – spiega la Buonpasso – e dobbiamo tutto agli Arabi per quello che c’è all’interno della cattedrale. Fu impiantata dai Normanni, ma le maestranze furono bizantine. Si è cercato di mantenere i disegni originali, ma nel corso del tempo i vari arcivescovi hanno lasciato il segno dei loro passaggi, infatti abbiamo la cappella barocca. E’ un monumento che ha avuto le sue trasformazioni nel corso degli anni. Il restauro più significativo è stato quello del tetto nel 1811 perché quello originario aveva preso fuoco a causa di un incendio. Adesso abbiamo quello a cassettoni ligneo».
La cattedrale continua comunque a essere visitata: «Ogni giorno ci sono più di mille persone che vengono a visitarla assieme al chiostro, che è adiacente con un altro ingresso. Dal tetto della cattedrale si intravede e al suo interno Guglielmo II amava passeggiare, anche perché c’è una piccola fontana».